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Oggi la call dei “Volenterosi” per garantire la sicurezza in Ucraina: presente Meloni

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Il vertice convocato da Starmer sarà virtuale con “circa 25 leader” (Ue e Nato inclusi). Si discuterà di truppe da inviare a Kiev ma non solo, per convincere la riluttante Meloni a partecipare. Il primo ministro britannico: “Costringere Putin ai negoziati previsti dal piano di pace di Trump”
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LONDRA – Stamattina avrà luogo un altro vertice della "Coalizione dei Volenterosi”. Ossia quel blocco di Paesi capitanati da Regno Unito e Francia che, tra le altre cose, ha proposto di inviare truppe di peacekeeping in Ucraina, qualora si raggiungesse un accordo con la Russia per fermare le ostilità. E il padrone di casa sarà ancora una volta il primo ministro britannico Keir Starmer, dopo il summit di due settimane fa a Lancaster House, a Londra.

Stavolta, però, si tratterà di un vertice online, che sarà aperto dalle parole proprio di Starmer. I temi principali saranno: “Spingere per la pace in Ucraina. Costringere Putin ai negoziati previsti dal piano di pace Trump aumentando la pressione economica. Continuare a sostenere militarmente Kiev”.

Un focus che negli ultimi giorni Downing Street ha ricalibrato dalla versione precedente di questo summit, basata soprattutto sui piani militari che Londra e Parigi vogliono portare sul tavolo di Trump nelle prossime settimane per convin…

LONDRA – Stamattina avrà luogo un altro vertice della "Coalizione dei Volenterosi”. Ossia quel blocco di Paesi capitanati da Regno Unito e Francia che, tra le altre cose, ha proposto di inviare truppe di peacekeeping in Ucraina, qualora si raggiungesse un accordo con la Russia per fermare le ostilità. E il padrone di casa sarà ancora una volta il primo ministro britannico Keir Starmer, dopo il summit di due settimane fa a Lancaster House, a Londra.

Stavolta, però, si tratterà di un vertice online, che sarà aperto dalle parole proprio di Starmer. I temi principali saranno: “Spingere per la pace in Ucraina. Costringere Putin ai negoziati previsti dal piano di pace Trump aumentando la pressione economica. Continuare a sostenere militarmente Kiev”.

Un focus che negli ultimi giorni Downing Street ha ricalibrato dalla versione precedente di questo summit, basata soprattutto sui piani militari che Londra e Parigi vogliono portare sul tavolo di Trump nelle prossime settimane per convincerlo a concedere il “backstop”. Ovvero un forte deterrente militare americano in Ucraina affinché Putin non attacchi più il Paese in futuro. In questo senso, Starmer ha dato un assist alla premier italiana Giorgia Meloni, che negli ultimi giorni è stata molto riluttante a partecipare al vertice di oggi perché contraria all’invio di truppe in Ucraina senza un ombrello Onu o Nato. La premier Giorgia Meloni ha sentito in queste ore Starmer e parteciperà alla videocall.

“Cosmetica” del summit a parte, anche oggi in ogni caso si riparlerà delle truppe di peacekeeping che diversi Paesi, su tutti Francia e Regno Unito, sono pronti a inviare dopo un cessate il fuoco, per far tornare l’Ucraina alla normalità. Tra queste, Canada, Australia, Turchia, e i Paesi dell’alleanza militare Joint Expeditionary Force, che include, oltre al Regno Unito, i Paesi nordici, quelli baltici e l’Olanda.

Oggi ci sarà anche una discussione riguardo al summit dei Capi di Stato Maggiore di oltre trenta Paesi organizzato martedì scorso a Parigi. I Paesi che non vogliono mandare soldati - come per esempio anche la Polonia, che teme di scoprire il suo fianco alla Russia - possono contribuire in altro modo. In ogni caso, la vera sessione di pianificazione militare dei Paesi “volenterosi” avverrà la settimana prossima, e anche questa sembra una concessione a Meloni affinché oggi possa partecipare.

Intanto, la Coalizione dei Volenterosi resiste e si è evoluta: dalla vaga “ventina di Paesi" che erano d’accordo a partecipare 15 giorni fa (non necessariamente mandando truppe in Ucraina, ma anche attraverso altri tipi di sostegno), oggi saranno “25 leader”.

Una lista ufficiale dei partecipanti non c’è, per motivi legati alle esigenze delle singole nazioni. Ma di certo, oltre all’organizzatore Starmer, che ieri sera ha riparlato al telefono con il presidente francese Emmanuel Macron per affinare gli ultimi dettagli dell’incontro virtuale di oggi, parteciperanno i leader di Commissione Ue, Nato, Canada, Ucraina, Australia e Nuova Zelanda. Il restante saranno “partner europei”: sicuri sono Francia, Germania, Irlanda, Polonia, i Paesi Baltici, quelli Nordici, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Romania, Turchia e Spagna. Come l’Italia, anche Madrid è molto scettica sull’invio di soldati senza un cappello Onu o Nato.

Starmer oggi dirà: "Non possiamo permettere che Putin giochi con l’accordo di Trump. Il totale disprezzo del Cremlino per la proposta di cessate il fuoco del presidente americano dimostra soltanto che Putin non è serio riguardo alla pace. Se la Russia deciderà finalmente di sedersi al tavolo delle trattative, allora dovremo essere pronti a monitorare un cessate il fuoco per assicurarci che si tratti di una pace seria e duratura. Se non lo farà, dovremo fare tutto il possibile per intensificare la pressione economica sulla Russia e porre fine a questa guerra”.

E ancora il primo ministro britannico: "Putin sta cercando di prendere tempo, prima che possa avvenire un cessate il fuoco. Ma il mondo ha bisogno di azioni, non di parole vuote e condizioni inutili. Il mio messaggio al Cremlino non potrebbe essere più chiaro: fermate una volta per tutte gli attacchi barbarici contro l’Ucraina e accettate subito un cessate il fuoco. Fino ad allora, continueremo a lavorare senza sosta per raggiungere la pace."

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