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L’analista Clarke: “Senza l’ombrello Usa, il piano degli europei è destinato a fallire”

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Il professore del King’s College: “Stiamo parlando di un confine enorme da controllare, circa 1200 chilometri. Per un’area simile servirebbero almeno 300mila soldati”
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LONDRA – Il professor Michael Clarke è stato per anni direttore del Rusi, il più influente think tank della Difesa britannica, oggi insegna nel dipartimento “Studi di Guerra” del King’s College di Londra ed è scettico sui piani di peacekeeping in Ucraina di Starmer, Macron e degli altri “volenterosi”.

Perché?

«Stanno cercando di organizzare una forza militare credibile, con truppe di terra, supporto aereo, eccetera. Ma si tratta di un piano soprattutto politico, per convincere Trump a fornire il “backstop”, ossia il deterrente americano di sicurezza in Ucraina».

E se Trump non cambiasse idea?

«Allora il piano dei volenterosi sarebbe destinato a fallire. Perché, senza un forte deterrente Usa anti Russia, i soldati di peacekeeping con tutta probabilità verranno attaccati. Inoltre, stiamo parlando di un confine enorme da controllare, circa 1200 chilometri. Per un’area simile, servirebbero almeno 300mila soldati. E il peacekeeping più longevo nella storia non è durato più di 20-30 anni».

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LONDRA – Il professor Michael Clarke è stato per anni direttore del Rusi, il più influente think tank della Difesa britannica, oggi insegna nel dipartimento “Studi di Guerra” del King’s College di Londra ed è scettico sui piani di peacekeeping in Ucraina di Starmer, Macron e degli altri “volenterosi”.

Perché?

«Stanno cercando di organizzare una forza militare credibile, con truppe di terra, supporto aereo, eccetera. Ma si tratta di un piano soprattutto politico, per convincere Trump a fornire il “backstop”, ossia il deterrente americano di sicurezza in Ucraina».

E se Trump non cambiasse idea?

«Allora il piano dei volenterosi sarebbe destinato a fallire. Perché, senza un forte deterrente Usa anti Russia, i soldati di peacekeeping con tutta probabilità verranno attaccati. Inoltre, stiamo parlando di un confine enorme da controllare, circa 1200 chilometri. Per un’area simile, servirebbero almeno 300mila soldati. E il peacekeeping più longevo nella storia non è durato più di 20-30 anni».

Ma Londra e Parigi hanno sempre fatto intendere che i soldati non saranno al confine con la Russia, ma in città e centri strategici, e potrebbero bastare 20-30mila militari.

«Vero. Ogni Paese volenteroso plausibilmente manderebbe una o due brigate mobili da 5mila soldati l’una, in quattro o cinque centri regionali, supporto di elicotteri, caccia occidentali a sorvegliare i cieli dell’Ucraina e intelligence Usa a controllare il Mar Nero. Ma, ripeto, solo se ci sarà un “backstop” americano. Altrimenti, tutto ciò non è credibile. Londra non manderebbe mai soldati se ci fosse il minimo rischio di venire a contatto con i russi».

Ma Trump sinora non vuole cedere sul deterrente. E Putin ha posto il veto su truppe europee in Ucraina, nelle trattative del cessate il fuoco. Quanto è realistico il piano dei volenterosi?

«Al momento non lo è. Ma Starmer, Macron e gli altri sperano che, durante i negoziati, qualcosa possa cambiare, inclusa la posizione dell’imprevedibile Trump sul backstop. O che Putin possa abbassare le richieste».

Però Trump ha già detto che il presidente russo ha le “carte in mano”. Dall’alto della sua esperienza, quale potrebbe essere lo scenario più probabile per l’Ucraina?

«Direi che sono tre. Primo: Mosca accetta la tregua di 30 giorni e si pongono le basi per una sorta di pace che permane nel prossimo futuro. Secondo scenario: Putin la tira per le lunghe, per settimane o mesi, e a quel punto vedremo che reazione avrà Trump. Terzo: per chiudere la vicenda, Trump fa così tante concessioni a Putin che sarà un suicidio per l’Ucraina. Allora Kiev sarà costretta a continuare a combattere per sopravvivere e l’Europa probabilmente dovrà sostenerla, schierandosi contro gli Usa. Uno scenario che davvero nessuno auspica, perché è il più pericoloso».

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