Macedonia del Nord, strage di giovani: 59 morti per un incendio in discoteca
di Alessia CanditoEra un appuntamento atteso, doveva essere una festa, si è trasformato in una tragedia. Cinquantanove persone sono morte e 100 sono rimaste ferite in un incendio scoppiato alla discoteca Pulse di Kocani, nella Macedonia del Nord, a un centinaio di chilometri dalla capitale Skopje. Numeri confermati dal ministro dell'interno macedone Pance Toshkovski, arrivato subito sul posto, oltre al premier Hristijan Mickoski e a inquirenti e investigatori.
Nel locale c’erano più di millecinquecento persone arrivate da tutto il Paese per il concerto di una famosa band locale, il duo hip-hop Dnk. Secondo le prime ipotesi, all’origine del rogo potrebbero esserci i fuochi d’artificio piazzati sul palco e fatti esplodere alla fine dello show. Attorno alle 2.35 alcune scintille - ha spiegato il ministro dell’Interno - hanno raggiunto il tetto, fatto di materiale altamente infiammabile, da dove l’incendio è partito per poi propagarsi rapidamente in tutto il locale. Immediatamente si è scatenato il panico.…
Era un appuntamento atteso, doveva essere una festa, si è trasformato in una tragedia. Cinquantanove persone sono morte e 100 sono rimaste ferite in un incendio scoppiato alla discoteca Pulse di Kocani, nella Macedonia del Nord, a un centinaio di chilometri dalla capitale Skopje. Numeri confermati dal ministro dell'interno macedone Pance Toshkovski, arrivato subito sul posto, oltre al premier Hristijan Mickoski e a inquirenti e investigatori.
Nel locale c’erano più di millecinquecento persone arrivate da tutto il Paese per il concerto di una famosa band locale, il duo hip-hop Dnk. Secondo le prime ipotesi, all’origine del rogo potrebbero esserci i fuochi d’artificio piazzati sul palco e fatti esplodere alla fine dello show. Attorno alle 2.35 alcune scintille - ha spiegato il ministro dell’Interno - hanno raggiunto il tetto, fatto di materiale altamente infiammabile, da dove l’incendio è partito per poi propagarsi rapidamente in tutto il locale. Immediatamente si è scatenato il panico.
“Uscite il prima possibile, fate presto”, hanno iniziato a urlare dal palco i musicisti, mentre cercavano di sfuggire alle fiamme. La pista – mostrano i video che circolano on line – è diventata una bolgia di gente che spingeva per raggiungere le uscite. Poco dopo parte del tetto è crollato. Sono stati emessi quattro mandati d’arresto e un arresto è già stato eseguito. Nella discoteca c’era una sola uscita di sicurezza e aveva ospitato più persone del numero autorizzato. Finora solo 35 dei corpi sono stati identificati con certezza.
Tra i morti anche il batterista del gruppo ,Gjorgji Gorgijev, originario di Strumica, località del sud del Paese balcanico. A confermare il decesso del musicista è stato il sindaco di Strumica Kostadin Kostadinov.
Un tempo il locale era un magazzino di tappeti, qualche anno fa è stato riconvertito in discoteca, dove – denunciano alcuni sui social - far partire fuochi d’artificio al termine dei concerti era prassi abituale, a dispetto dei rischi.
Davanti agli ospedali di Kocani, Stip e della capitale Skopje si sono radunati parenti e amici dei giovani che ieri assistevano allo show, in cerca di notizie. Le vittime hanno tutte tra i 14 e i 25 anni. Diciotto feriti sono in pericolo di vita. Tutte le vittime più gravemente ferite sono ricoverate a Skopje. “Diteci se sono morti o feriti”, chiede chi cerca i tanti che mancano all’appello. “Stiamo facendo tutti gli sforzi possibili massimo sforzo per salvare quante più vite possibili dei giovani coinvolti in questa tragedia", ha detto il ministro della Salute Taravari. "Questo è un giorno difficile e molto triste per la Macedonia. La perdita di così tante giovani vite è irreparabile e il dolore delle famiglie, dei cari e degli amici è incommensurabile", ha scritto invece il primo ministro Hristijan Mickoski su X. Ci saranno indagini, si verificherà, hanno promesso i membri dell’esecutivo, che il locale avesse le carte in regola per ospitare così tante persone in sicurezza. Sul caso, lavora una squadra speciale di cinque procuratori di Kocani, Stip e Skopje.
Messaggi di condoglianze e offerte di aiuto e supporto sono arrivati dai Paesi vicini, mentre su X l’Alta rappresentante per la politica estera dell'Unione Europea, Kaja Kallas, si è detta "profondamente rattristata", affermando che tutta l’Ue "condivide il dolore e la sofferenza del popolo della Macedonia del Nord".