NEW YORK – Le distanze fra Russia e Ucraina sul negoziato di pace si sono ridotte, e già questa settimana i presidenti Trump e Putin dovrebbero parlarsi al telefono, per discutere il cessate il fuoco. È ottimistica l’analisi fatta dall’inviato americano Steve Witkoff, dopo l’incontro a Mosca col capo del Cremlino e la riunione di sabato a Mar a Lago con quello della Casa Bianca e i suoi collaboratori più stretti. La Russia però frena, accusando gli europei di «fingere di essere stupidi», quando offrono le loro truppe come forze di interposizione, mentre il leader ucraino Zelensky presenta nuove armi in grado di colpire il territorio nemico e accusa Putin di voler solo guadagnare tempo per trascinare il conflitto.
Parlando ieri con la Cnn, Witkoff ha detto che per la tregua «il presidente ha parlato di settimane e non dissento da lui. Sono fiducioso che ci sia qualche progresso vero. Nessuno si lo aspettava così veloce». Quindi ha aggiunto: «È una situazione molto complicata e noi…
NEW YORK – Le distanze fra Russia e Ucraina sul negoziato di pace si sono ridotte, e già questa settimana i presidenti Trump e Putin dovrebbero parlarsi al telefono, per discutere il cessate il fuoco. È ottimistica l’analisi fatta dall’inviato americano Steve Witkoff, dopo l’incontro a Mosca col capo del Cremlino e la riunione di sabato a Mar a Lago con quello della Casa Bianca e i suoi collaboratori più stretti. La Russia però frena, accusando gli europei di «fingere di essere stupidi», quando offrono le loro truppe come forze di interposizione, mentre il leader ucraino Zelensky presenta nuove armi in grado di colpire il territorio nemico e accusa Putin di voler solo guadagnare tempo per trascinare il conflitto.
Parlando ieri con la Cnn, Witkoff ha detto che per la tregua «il presidente ha parlato di settimane e non dissento da lui. Sono fiducioso che ci sia qualche progresso vero. Nessuno si lo aspettava così veloce». Quindi ha aggiunto: «È una situazione molto complicata e noi stiamo cercando di colmare la distanza tra le due parti. Molto resta da discutere, ma penso che i due presidenti avranno una conversazione davvero molto positiva questa settimana».
Witkoff ha poi rivelato che in settimana incontrerà ancora i negoziatori ucraini, e il consigliere per la sicurezza nazionale Waltz ha ripetuto alla Abc che devono prepararsi a fare concessioni territoriali: «Riusciremo a cacciare tutti i russi da ogni centimetro di terra ucraina, inclusa la Crimea? È realistico?». Il segretario di Stato Rubio ha ribadito che entrambe le parti dovranno fare concessioni, anche se finora Washington non ha chiarito quali toccheranno a Mosca, che peraltro continua a frenare.
I leader francese e britannico «Macron e Starmer - ha scritto su X il vicepresidente del Consiglio di sicurezza Dmitry Medvedev - fingono di essere stupidi. Di volta in volta gli viene detto che i peacekeeper devono provenire da Stati non appartenenti alla Nato. Ditelo e basta: se volete dare aiuti militari ai neonazisti a Kiev, ciò significa guerra con la Nato. Consultatevi con Trump, feccia». Il consigliere presidenziale Yury Ushakov ha commentato così l’ipotesi del vertice fra i due leader: «Ci stiamo preparando per l’incontro e sarà organizzato quando necessario. I contatti ad altri livelli sono in corso al momento.
Questo incontro e una telefonata possono essere organizzati abbastanza rapidamente, ma non posso ancora dire nulla di specifico». Quanto al cessate il fuoco, è «un tentativo di concedere un momento di respiro alle forze ucraine, che sono in difficoltà».
Vista la retorica e le azioni sul campo di battaglia dei russi, Zelensky ha ripetuto che Putin non vuole la pace e sfrutta i colloqui sulla tregua solo per guadagnare tempo e continuare l’offensiva militare. Perciò lui ha risposto rivelando che l’Ucraina ha testato con successo in combattimento il suo nuovo missile Long Neptune di produzione nazionale, con una gittata di 1.000 chilometri, ossia abbastanza per colpire oltre il confine. Il presidente ha anche cambiato il capo di Stato maggiore delle forze armate, affidando la carica al maggiore generale Andriy Gnatov.
L’avvicendamento nasce dalla necessità di «aumentare l’efficienza della gestione verticale delle forze armate, la riorganizzazione e implementazione della struttura, il processo decisionale col Comandante in capo, l’implementazione dell’esperienza di combattimento nella pianificazione e gestione delle truppe».