GERUSALEMME – «Quando sono morti, i miei figli avevano fame. Non avevo trovato niente da fargli mangiare per il suhoor…». Morire affamati non di fame, ma di bombe. Nel mezzo della notte, nel mezzo del Ramadan che è il mese sacro per i musulmani, su un letto che non è un letto ma una stuoia lurida in una casa diroccata. La voce di Samira al telefono è una cantilena, a tutte le domande la stessa ri…