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L’America crolla a tavola nella classifica della felicità. E neanche l’Italia sta tanto bene

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La ricerca di Gallup vede ancora una volta sul podio la Finlandia. Il Messico per la prima volta nella top ten. Tra le cause del malessere Usa anche il mangiare da soli sempre più diffuso
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Gli americani sono sempre più infelici e Donald Trump, almeno per ora, non c’entra. Perché i dati che vedono gli Stati Uniti crollare al 24esimo posto del World Happiness Report risalgono al biennio 2022-24: piena era Joe Biden. E c’è da chiedersi se non è anche per questo che il tycoon a novembre ha vinto di nuovo col suo vecchio slogan, “Make America Great Again”. La superpotenza globale è triste, in caduta libera nella cosiddetta “classifica della felicità” curata da Gallup, il celebre istituto di sondaggi statunitense che analizza annualmente i dati sul benessere globale provenienti da 147 paesi; stilando poi una lista ogni volta con un taglio diverso. Quella del 2025 è basata sull’impatto che cura e condivisione hanno sulle persone.

«Come la “misericordia” nel Mercante di Venezia di Shakespeare, la cura è “doppiamente benedetta”», scrivono a inizio report: «Benedice chi dona e chi riceve. In questo rapporto analizziamo entrambi gli effetti: i benefici per chi riceve un comportam…

Gli americani sono sempre più infelici e Donald Trump, almeno per ora, non c’entra. Perché i dati che vedono gli Stati Uniti crollare al 24esimo posto del World Happiness Report risalgono al biennio 2022-24: piena era Joe Biden. E c’è da chiedersi se non è anche per questo che il tycoon a novembre ha vinto di nuovo col suo vecchio slogan, “Make America Great Again”. La superpotenza globale è triste, in caduta libera nella cosiddetta “classifica della felicità” curata da Gallup, il celebre istituto di sondaggi statunitense che analizza annualmente i dati sul benessere globale provenienti da 147 paesi; stilando poi una lista ogni volta con un taglio diverso. Quella del 2025 è basata sull’impatto che cura e condivisione hanno sulle persone.

«Come la “misericordia” nel Mercante di Venezia di Shakespeare, la cura è “doppiamente benedetta”», scrivono a inizio report: «Benedice chi dona e chi riceve. In questo rapporto analizziamo entrambi gli effetti: i benefici per chi riceve un comportamento premuroso e i benefici per chi si prende cura degli altri». I ricercatori hanno infatti dedotto dalle risposte che credere nella gentilezza, così come prendersi cura attivamente degli altri e condividere con loro, ha forti effetti sul proprio stato d’animo. «La ricchezza non rende felici quanto la fiducia, i legami e la consapevolezza che ci sono persone intorno a te a sostenerti» ha affermato infatti Jon Clifton, Ceo di Gallup presentando il report.

Per l'ottavo anno consecutivo è la Finlandia ad aggiudicarsi il podio di nazione più felice, seguita da Danimarca e Islanda: paesi dove la fiducia negli altri è molto alta. Mentre gli Stati Uniti sono superati perfino da Costa Rica (sesto) e Messico (decimo) per la prima volta nella top ten grazie alla solidità dei nuclei familiari: «Le società latinoamericane, caratterizzate da forti legami in famiglie più numerose, offrono preziosi insegnamenti per altre società che cercano un benessere più elevato e sostenibile». Israele in guerra passa dal quinto all’ottavo posto: ma resta fra i dieci più felici soprattutto grazie al fattore solidarietà post attacco del 7 ottobre. Non stupisce, invece, che il paese più infelice in assoluto sia l’Afghanistan tornato nelle mani dei talebani: fanalino di coda al 147esimo posto, povero, ingeneroso e con un’aspettativa di vita modesta.

Certo, nemmeno l’Italia è tanto allegra: al 40esimo posto, ben sotto altri paesi europei come Spagna e Francia, ma comunque un gradino più su rispetto all’anno scorso. La percezione degli italiani è negativa per quel che riguarda il livello di corruzione, la generosità degli altri, la libertà personale. Scarsa anche la fiducia nelle istituzioni e il senso di comunità. Facciamo poche donazioni, ancor meno volontariato e aiutiamo pochissimo gli sconosciuti.

Ma di sicuro è il dato americano che colpisce: il più basso dal 2012, quando il sondaggio è iniziato e si piazzava all’undicesimo posto. Perché tanta tristezza? Uno dei fattori evidenziati è l’immenso numero di persone che si ritrovano a mangiare da sole: «Nel 2023, circa 1 americano su 4 ha dichiarato di aver consumato tutti i pasti da solo. Cenare da soli è un'abitudine sempre più diffusa in tutte le fasce d'età, ma soprattutto tra i giovani». I dati esaminati dal rapporto indicano d’altronde grandi differenze nei tassi di condivisione dei pasti in tutto il mondo: riconoscendone il cruciale effetto positivo sul benessere. Manco a dirlo, l’altro fattore che contribuisce all’infelicità americana nella classifica, così come in molti paesi europei, è «l’aumento della polarizzazione politica e del voto anti “sistema”». Addirittura, scrivono «l'evoluzione della felicità e della fiducia a livello nazionale è strettamente correlata all'aumento della probabilità di votare per partiti anti-sistema. E questo è vero negli Stati Uniti ma anche nell'Europa occidentale», scrivono gli autori.

Ovunque, poi, pesa la solitudine tra i giovani: col 19 per cento globale che dice di non avere nessuno su cui contare.

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