Il cerchio magico di Putin spinge: “L’Ucraina verrà smembrata”
di Rosalba CastellettiModerno Rasputin. L’eminenza grigia dietro ai piani di annessione dell’Ucraina. Vladislav Surkov è stato consigliere del presidente russo dal 2013 al 2020, l’ideologo autoproclamato del putinismo che ha ispirato il Mago del Cremlino del romanziere Giuliano da Empoli.
Per anni è rimasto in disparte. Dal suo presunto allontanamento cinque anni fa - che molti hanno sospettato essere una montatura - ha rilasciato solo rari e lapidari commenti. È emerso dal suo silenzio con una lunga intervista a L’Express. E che non siano parole a vanvera lo dimostra il fatto che il “testo originale in russo” sia stato ripubblicato dal sito vicino al Cremlino, Aktualnye Kommentarii, “per preservare tutte le caratteristiche e le sfumature dello stile creativo” di Surkov che, tra le tante cose, è anche uno scrittore di fantascienza dietro pseudonimo.
“La vittoria in Ucraina sarà raggiunta”
Alla domanda su che cosa faccia oggi, non risponde. “Vivo la mia vita privata, di cui non parlo mai in pubblico”. …
Moderno Rasputin. L’eminenza grigia dietro ai piani di annessione dell’Ucraina. Vladislav Surkov è stato consigliere del presidente russo dal 2013 al 2020, l’ideologo autoproclamato del putinismo che ha ispirato il Mago del Cremlino del romanziere Giuliano da Empoli.
Per anni è rimasto in disparte. Dal suo presunto allontanamento cinque anni fa - che molti hanno sospettato essere una montatura - ha rilasciato solo rari e lapidari commenti. È emerso dal suo silenzio con una lunga intervista a L’Express. E che non siano parole a vanvera lo dimostra il fatto che il “testo originale in russo” sia stato ripubblicato dal sito vicino al Cremlino, Aktualnye Kommentarii, “per preservare tutte le caratteristiche e le sfumature dello stile creativo” di Surkov che, tra le tante cose, è anche uno scrittore di fantascienza dietro pseudonimo.
“La vittoria in Ucraina sarà raggiunta”
Alla domanda su che cosa faccia oggi, non risponde. “Vivo la mia vita privata, di cui non parlo mai in pubblico”. Ma si dilunga sull’obiettivo a lungo termine dell’offensiva contro Kiev. Finirà, dice, soltanto con la “sconfitta militare o militare-diplomatica dell’Ucraina. La divisione di questo quasi-Stato artificiale nelle sue parti naturali. Ci potranno essere manovre, rallentamenti e persino battute d’arresto lungo il percorso. Ma l’obiettivo sarà raggiunto”.
“L’Ucraina verrà divisa in più parti”
Surkov lo ha sempre teorizzato e lo ribadisce: “L’Ucraina è un’entità politica artificiale”, l’insieme di “tre regioni molto diverse tra loro: il Sud e l’Est, russi; il Centro, russo-non russo e l’Ovest, anti-russo”. Il conflitto, sostiene, finirà con la loro divisione e il confino degli “anti-russi” nei loro territori storici. “Forse un giorno l’Ucraina sarà un vero Stato, ma solo all’interno dei suoi confini naturali, e quindi molto più piccolo”.
Un’idea, quella dello smembramento ucraino, avanzata in passato già da altre voci all’interno del cerchio magico di Vladimir Putin. Già nell’aprile 2022, l’ex segretario del Consiglio di Sicurezza Nikolaj Patrushev, intervistato da Rossiskaja Gazeta, ipotizzò “la disintegrazione dell’Ucraina in più Stati”.
E l’ex leader Dmitrij Medvedev, un anno fa, tenendo una lectio all’Università Sirio nell’ambito del Festival della Gioventù di Sochi, mostrò una mappa dove i confini della Russia si estendevano fino a includere gran parte dell’Ucraina orientale e centrale e la sua costa orientale e meridionale sul Mar Nero, mentre all’Ucraina non restava che una porzione di territorio attorno a Kiev, senza sblocco sul mare, e infine parte dell’Ucraina occidentale era invece divisa tra Polonia, Romania e Ungheria.
Lo stesso Vladimir Putin ha detto più volte che l’Ucraina è composta da terre russe, polacche, rumene e ungheresi. Perciò Surkov pensa che “una divisione equilibrata dell'Ucraina dovrà includere una parte” anche per l’Unione Europea anche se non ne ha una grande opinione. “È stata creata nel 1992, subito dopo il crollo dell’Urss… È sorta sulle rovine della nostra… né l’Ue né i suoi membri hanno piena sovranità”.
“Il Mondo russo non ha confini”
L’Ucraina è però soltanto uno degli obiettivi delle mire russe. Surkov, che anche nell’intervista rivendica di aver creato “l’ideologia ufficiale basata sul concetto di “mondo russo” che non ha confini”, sostiene che il Russkij Mir, il “mondo russo” “è ovunque ci sia un’influenza russa, in una forma o nell’altra: culturale, informativa, militare, economica, ideologica o umanitaria... Perciò ci espanderemo in tutte le direzioni”.
Nessuna illusione sul ritorno di Trump
Con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, si è scatenata “una vera e propria tempesta verbale sull’Europa”. Ma Surkov resta cauto: “Per il momento, si tratta soltanto di provocazioni e di chiacchiere. La cosa più importante deve ancora venire. Washington sta uscendo dalla stagnazione. Deve ancora passare attraverso la perestrojka [ricostruzione], la glasnost [trasparenza] e un nuovo pensiero. La perestrojka sovietica ha portato al crollo del blocco orientale. La Nato e l’Unione Europea crolleranno sulla scia della perestrojka americana? La domanda rimane. Sta a voi decidere”.
Su Trump, in ogni caso, Surkov non si fa illusioni. “Non mi sembra una persona che voglia fare alleanze”. Il suo arrivo al potere, afferma, “non cambia nulla”: la Russia è destinata alla “solitudine geopolitica”, “l’idea che possiamo contare solo su noi stessi e che quindi dobbiamo armarci di pazienza, pane e armi”.
La nomina di Beseda come negoziatore
E che la Russia non punti molto su Trump per ottenere una risoluzione pacifica in Ucraina lo confermerebbero anche i negoziatori nominati per trattare con gli Stati Uniti lunedì a Riad, in Arabia Saudita. Accanto al senatore Grigorij Karasin, ex viceministro degli Esteri, ci sarà anche Sergej Beseda, il colonnello generale dei servizi di sicurezza Fsb, ex Kgb, che aiutò a pianificare l’aggressione russa contro Kiev, ma che diventò anche il capro espiatorio del fallimento dell’offensiva lampo. «Un uomo che ha sempre portato problemi all’Ucraina», disse di lui il capo dell’intelligence ucraina Kyrylo Budanov nel 2023. Di certo non un pacificatore.
Capo dal 2009 del Quinto Servizio dell’Fsb, responsabile dell’intelligence nel cosiddetto “estero vicino”, i Paesi che un tempo facevano parte dell’Urss o del Patto di Varsavia, nel 2014 fu accusato di aver istigato le sparatorie di massa in Majdan a Kiev nel vano tentativo di fermare la rivolta europeista contro il governo amico di Viktor Janukovich.
Nel 2021, invece, creò il cosiddetto “Nono Direttorato” incaricato di preparare i rapporti d’intelligence sull’Ucraina in vista dell’offensiva. Sosteneva, per incapacità o compiacenza, che un attacco contro Kiev avrebbe provocato in pochi giorni un sovvertimento del potere che i servizi di sicurezza avrebbero guidato.
Dal momento che non andò così, nel marzo 2022, fu posto ai domiciliari e, un mese dopo, trasferito nel carcere di Lefortovo, come rivelò il giornalista investigativo Andrej Soldatov, per tornare in libertà in aprile. Nel giugno 2024, il declassamento: la nomina a consigliere del capo dell’Fsb Aleksandr Bortnikov. Ed è così che lo ha presentato il consigliere presidenziale Jurij Ushakov annunciandone la presenza a Riad.
“Vedo due possibili ragioni dietro alla sua nomina come negoziatore”, dice Soldatov a Repubblica. “Primo: l’Fsb è cruciale nello scambio di “ostaggi”, vale a dire di stranieri detenuti in Russia. Secondo: l’obiettivo è riscrivere la storia. Niente è andato male nel 2022, non ci fu alcuna repressione contro Beseda, il Cremlino è sempre stato vittorioso e ora può dettare le sue condizioni”. Quelle ipotizzate da Surkov.