NEW YORK - Lucas Sielaff, un turista tedesco di 25 anni in Usa con visto turistico di 90 giorni, da tempo voleva andare in Messico con la fidanzata americana, Lennon Tyler. Più che un viaggio, era una uscita fuori porta, visto che il confine dista da Las Vegas, dove vive la ragazza, cinque ore di viaggio in auto. Ma il mese scorso le cose hanno preso una piega drammatica. Di ritorno in auto da Tijuana, lei è stata ammanettata, mentre lui è stato arrestato e mandato in un centro di detenzione per immigrati illegali. Il ragazzo ha passato sedici giorni ammanettato, prima di venire espulso e rimandato in Germania.
Da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca, i casi di turisti finiti in manette si sono moltiplicati. E, in particolare, turisti provenienti da zone con cui Trump ritiene di avere un conto aperto: Canada ed Europa. Un’attrice canadese di “American Pie”, il cui visto di lavoro era scaduto, è stata tenuta in cella per dodici giorni, senza possibilità di chiamare i familiar…
NEW YORK - Lucas Sielaff, un turista tedesco di 25 anni in Usa con visto turistico di 90 giorni, da tempo voleva andare in Messico con la fidanzata americana, Lennon Tyler. Più che un viaggio, era una uscita fuori porta, visto che il confine dista da Las Vegas, dove vive la ragazza, cinque ore di viaggio in auto. Ma il mese scorso le cose hanno preso una piega drammatica. Di ritorno in auto da Tijuana, lei è stata ammanettata, mentre lui è stato arrestato e mandato in un centro di detenzione per immigrati illegali. Il ragazzo ha passato sedici giorni ammanettato, prima di venire espulso e rimandato in Germania.
Da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca, i casi di turisti finiti in manette si sono moltiplicati. E, in particolare, turisti provenienti da zone con cui Trump ritiene di avere un conto aperto: Canada ed Europa. Un’attrice canadese di “American Pie”, il cui visto di lavoro era scaduto, è stata tenuta in cella per dodici giorni, senza possibilità di chiamare i familiari e chiedere aiuto a un avvocato. Un altro tedesco, con carta verde - e che aveva una vecchia accusa, poi caduta, per possesso di marijuana - è stato arrestato all’aeroporto di Boston, denudato, sottoposto a doccia gelata, rinchiuso in un centro di detenzione e poi espulso. Ma intanto era stato ricoverato in ospedale per una crisi nervosa. Una turista tedesca, Jessica Brösche, ha passato sei settimane in cella, di cui sette giorni in isolamento. Una giovane autostoppista gallese in vacanza nel Nord America ha trascorso tre settimane in un centro di detenzione, prima di poter tornare a casa. Sielaff e gli altri hanno detto tutti di non aver capito bene perché siano stati trattati come criminali, e tenuti in cella anche dopo aver chiesto di poter tornare a casa.
Come successo anche in passato, prima dell’amministrazione Trump, turisti sono stati respinti se avevano irregolarità o denunce pregresse, ma per questi casi l’Ufficio immigrazione, contattato dai media, non ha fornito spiegazioni. E il trattamento riservato è sembra abnorme. Pedro Rios, direttore di American Friends Service Committee, noprofit che aiuta i migranti, dice che in ventidue anni di esperienza non aveva mai visto in manette turisti europei e canadesi. L’amministrazione Trump, secondo il Wall Street Journal, ha ordinato ai funzionari di guardia agli ingressi di irrigidire i controlli sui turisti, per dare un segno del cambiamento di linea. Molti funzionari, indottrinati dai superiori, sarebbero stimolati a trovare più casi possibile per guadagnare la considerazione dei capi. C’è una gara a dimostrarsi all’altezza della linea dura imposta dal presidente, che guarda al modello russo come quello di riferimento.
Gli incidenti stanno generando ansia e un crollo delle visite turistiche negli Stati Uniti. Secondo Tourism Economics, una società di consulenza di Oxford Economics, una delle più grandi compagnie di analisi di previsione economica, nel 2025 si registrerà un calo del 9 per cento negli arrivi. Il dato segna un crollo verticale di 14 punti rispetto al 5 per cento di crescita che era stato previsto. Le mancate presenze dovrebbero portare a un deficit di 64 miliardi di dollari di mancati introiti. Solo a febbraio le presenza in Usa del turismo canadese è crollato del 23 per cento. Tra le cause segnalate dagli analisti, la guerra dei dazi avviata da Trump e la diffusa percezione che gli americani adesso vogliano chiudersi al mondo e vedano gli stranieri come un problema. Essere legali non fa più la differenza ed è per questo che, seppure usando toni neutri, alcuni Paesi europei, tra cui la Germania, hanno messo l’alert a chiunque decida di andare in Usa per una vacanza o un viaggio di lavoro.
Sielaff, idraulico proveniente da Bab Bibra, Sassonia, aveva fatto l’Esta, acronimo che sta per Electronic System for Travel Authorization, il visto turistico valido novanta giorni, ed era entrato negli Stati Uniti il 27 gennaio. Lui e la fidanzata avevano deciso di andare, a metà febbraio, quattro giorni a Tijuana, in Messico, perché il cane di lei aveva bisogno di un intervento e i costi erano più abbordabili rispetto a quelli americani. I due avrebbero approfittato dell’operazione per spassarsela un po’. Erano rientrati negli Usa il 18 febbraio, ben dentro i 90 giorni previsti dal permesso turistico. Quando si sono presentati al confine, un agente ha aggredito verbalmente il ragazzo: “Dove stai andando? Dove vivi?”. “A Las Vegas?”, ha risposto di getto il ragazzo, senza capire bene la seconda domanda. “Ah - gli ha ribattuto la guardia al confine - ti ho beccato, vivi a Las Vegas, non puoi”. Sielaff è stato portato subito via, Tyler ha chiesto di poter stare con lui per fargli da interprete ma le hanno detto di stare zitta. Secondo quanto ha raccontato ai media, l’hanno presa, ammanettata e messa a sedere su una panchina. Il cane è stato lasciato in auto.
Dopo quattro ore alla ragazza è stato permesso di andare via. Non le hanno dato informazioni sul fidanzato. Sielaff, nel frattempo, aveva spiegato di non aver mai vissuto negli Stati Uniti e di non avere precedenti penali. Per due giorni lo hanno fatto dormire su una panca, poi lo hanno trasferito al centro di detenzione di San Diego e rinchiuso in una cella con altre otto persone. Due settimane dopo, gli hanno ordinato di comprare un biglietto per tornare in Germania. La fidanzata ha acquistato online il volo per 2.744 dollari. Il 5 marzo Sielaff è tornato a casa. Nel frattempo Becky Burke, una turista gallese, era stata tenuta rinchiusa per tre settimane in un centro di detenzione nello Stato di Washington. Quello in Nord America doveva essere la sua vacanza dei sogni.