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Israele, il governo approva la mozione di sfiducia contro la procuratrice anti-Netanyahu

Israele, il governo approva la mozione di sfiducia contro la procuratrice anti-Netanyahu

Spianata la strada al licenziamento di Gali Baharav-Miara, che aveva criticato il siluramento del capo dello Shin Bet e supervisiona i processi al premier

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GERUSALEMME – L’ordine è cacciare chiunque stia indagando su Netanyahu. Dopo aver licenziato il capo dei servizi segreti, il governo israeliano ha votato la mozione di sfiducia per la procuratrice generale Gali Baharav-Miara, primo passo di un’articolata procedura di rimozione. Entrambi stavano lavorando sul cosiddetto Qatargate, lo scandalo dei soldi dell’emirato finiti a stretti collaboratori del premier. A migliaia ancora ieri hanno assediato la sede dell’esecutivo a Gerusalemme, ci sono stati scontri con la polizia, il motto della protesta «un sospettato non può licenziare l’investigatore». Ma è proprio ciò che Netanyahu sta facendo.

Il siluramento di Ronen Bar, direttore dello Shin Bet, è stato temporaneamente bloccato dalla Corte suprema. La mozione di sfiducia per la procuratrice, come prevede l’ordinamento dello Stato ebraico, sarà discussa dallo stesso comitato di giudici che l’aveva nominata nel 2022. Emetterà un parere che però non è vincolante per il governo, quindi Baharav-Miara potrà essere rimossa anche se il comitato si oppone. A quel punto l’ultimo ostacolo alla manovra di Netanyahu per liberarsi dei suoi guai giudiziari, in uno scontro tra poteri che non ha precedenti nella storia di Israele, sarà, ancora una volta, la Corte suprema.

«Il licenziamento si è reso necessario per comportamento inappropriato e differenze di opinioni sostanziali con il governo, che impediscono la collaborazione», è la motivazione sostenuta nella mozione presentata dal ministro della Giustizia Yariv Levin, che ha anche suggerito alla procuratrice di dimettersi subito. Baharav-Miara ha mandato una lettera in cui accusa il governo Netanyahu di essere «al di sopra della legge» e di volere un procuratore generale prono, controllato, «che sia d’accordo con ordini esecutivi illegali».

La procuratrice si era già espressa contro l’allontanamento di Ronen Bar, il quale è andato in contrasto con Netanyahu non solo per il Qatargate ma anche per l’inchiesta interna sul fallimento della sicurezza nell’attentato del 7 Ottobre. Baharav-Miara — come ha ricordato un esultante Itamar Ben-Gvir, di nuovo ministro dopo che si era dimesso in polemica per la tregua a Gaza — «si opponeva alle detenzioni amministrative» nei territori occupati in Cisgiordania. Sono forme di arresto arbitrarie che non prevedono né processo né spiegazioni.

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