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Kiev, una bimba di 5 anni e suo padre tra i morti di stanotte a poche ore dal nuovo negoziato

(afp)

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Uccisa anche una anziana donna che aspettava il ritorno del figlio da Sumy, città che consideravano più pericolosa della capitale
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KIEV – La notte della vigilia di questo nuovo round negoziale che dovrebbe raffreddare il conflitto tra russi e ucraini è stata una delle più violente vissute a Kiev in questi tre anni di invasione. Ronzavano i droni, tuonavano le esplosioni. Le app e i siti di monitoraggio inseguivano nuvole di Shahed, quei mosconi iraniani che si suicidano sui loro obiettivi e se vengono abbattuti sono ancora più pericolosi perché piovono a caso ove capita, e se capita sei morto. Sono morti in tre, ieri notte a Kiev. Uno era un bambino.

La "regola dei due muri”

I droni hanno attraversato la capitale ucraina in lungo e in largo, braccati dai traccianti e dalle raffiche della contraerea. Bagliori alle finestre, fuggi fuggi verso i rifugi sotterranei. In molti si affidano alla regola “dei due muri”, mettere cioè almeno due muri tra sé e la finestra più vicina. All’ultimo piano di un palazzo di nove in via Tychyny a Bereznyaki, un lembo del quartiere Dniprovski vicino alla riva sinistra del grande …

KIEV – La notte della vigilia di questo nuovo round negoziale che dovrebbe raffreddare il conflitto tra russi e ucraini è stata una delle più violente vissute a Kiev in questi tre anni di invasione. Ronzavano i droni, tuonavano le esplosioni. Le app e i siti di monitoraggio inseguivano nuvole di Shahed, quei mosconi iraniani che si suicidano sui loro obiettivi e se vengono abbattuti sono ancora più pericolosi perché piovono a caso ove capita, e se capita sei morto. Sono morti in tre, ieri notte a Kiev. Uno era un bambino.

La "regola dei due muri”

I droni hanno attraversato la capitale ucraina in lungo e in largo, braccati dai traccianti e dalle raffiche della contraerea. Bagliori alle finestre, fuggi fuggi verso i rifugi sotterranei. In molti si affidano alla regola “dei due muri”, mettere cioè almeno due muri tra sé e la finestra più vicina. All’ultimo piano di un palazzo di nove in via Tychyny a Bereznyaki, un lembo del quartiere Dniprovski vicino alla riva sinistra del grande fiume Dnepr che attraversa la Capitale, una donna di 80 anni è morta, bruciata viva dal drone che ha centrato il suo appartamento. I vicini raccontano terrorizzati le sue “urla spaventose” nel cuore della notte. Aspettava l’arrivo di suo figlio da Sumy: “E’ troppo pericoloso lì, vieni a Kiev” gli aveva detto, e lui era d’accordo e aveva fatto le valigie e sarebbe arrivato oggi. Ma in Ucraina è difficile dire cosa sia più pericoloso, nella lotteria di Babilonia della guerra.

(afp)

La morte di una bambina di 5 anni e del suo papà

Nel distretto Holosiivskyi, una famiglia viveva rifugiata in una roulotte su cui è precipitato un altro drone. Si è rubato la vita di una bambina di 5 anni e del suo papà, che ne aveva 35. La mamma, una giovane donna di 26 anni che ha perso tutto in un istante, è ricoverata per traumi ed ustioni. Almeno altre dieci persone sono finite in ospedale per l’attacco che per qualche ora di terrore ha ghermito la Capitale, provocando una lunga serie di incendi. Li hanno documentati in tempo reale i social, con decine di video girati in molti quartieri tra i quali Podyl, il centro della movida di Kiev che la guerra spegne ogni notte con il coprifuoco: è stato centrato per la seconda notte di fila da un drone.

"Questa settimana sono stati utilizzati contro il nostro popolo più di 1.580 bombe aeree teleguidate, circa 1.100 droni d’attacco e 15 missili di vario tipo”, ha scritto stamattina il presidente Zelensky ricordando cosa dovrebbe finire subito sul tavolo in Arabia Saudita, dove oggi la sua delegazione incontrerà quella americana che a sua volta incontrerà in parallelo quella russa. Il corridoio è stretto quanto la diffidenza e la violenza degli attacchi che entrambe le parti stanno mettendo in atto.

(reuters)

Gli attacchi ucraini

Nella notte la difesa aerea russa ha intercettato 59 droni ucraini: 29 su Rostov, 20 su Astrakhan, tre ciascuno su Voronezh e Volgograd, due sulla Crimea, uno ciascuno sulle regioni di Kursk e Saratov. A Rostov, un drone è caduto sull’autostrada Morozovsk-Tsimlyansk centrando un’auto che ha preso fuoco: il guidatore è morto. E ci sono feriti anche nel Donbass occupato e a Bryansk.

Gli attacchi non risparmiano neppure le strutture energetiche, che dovrebbero essere già protette dall’accordo verbale che entrambe le parti hanno promesso agli americani che avrebbero rispettato. Mentre non si spengono le polemiche e le accuse reciproche sulla responsabilità per l’attacco alla stazione di misurazione e pompaggio di Sudzha, nella zona a lungo occupata dagli ucraini e ora riconquistata dai russi, tre forti esplosioni sentite nella russa Volgograd sarebbero dovute all’abbattimento di droni in avvicinamento alla raffineria di petrolio.

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