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Il Cremlino attacca Sumy per ottenere in cambio le quattro regioni contese

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Putin non può permettersi di lasciare al nemico i distretti che ha già annesso formalmente anche se non li controlla del tutto
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Quale sarà la linea di demarcazione dei territori ucraini annessi dalla Russia? La linea di contatto o il loro confine amministrativo? Il nodo più duro dei negoziati tra Mosca e Washington a Riad sta tutto qui: la Russia chiede più di quel che ha. Oltre alla penisola di Crimea annessa nel 2014, rivendica nella loro interezza le Repubbliche di Donetsk e Lugansk e gli oblast di Kherson e Zaporizhzhia annessi nel 2022, sebbene li controlli soltanto in parte. A fine febbraio, l’esercito russo aveva conquistato il 98,6% di Lugansk, il 62,6% di Donetsk, il 71,9% di Zaporizhzhia e il 69,3% di Kherson. E i capoluoghi omonimi di queste ultime due regioni sono tuttora sotto la giurisdizione di Kiev.

Il presidente russo Vladimir Putin, però, non può permettersi di rinunciarvi salvo perdere la faccia. «Nuovi territori» li chiama da quando, il 30 settembre del 2022, ha sancito nella Costituzione il loro status di soggetti della Federazione russa a tutti gli effetti. Tanto che oggi mostrare e …

Quale sarà la linea di demarcazione dei territori ucraini annessi dalla Russia? La linea di contatto o il loro confine amministrativo? Il nodo più duro dei negoziati tra Mosca e Washington a Riad sta tutto qui: la Russia chiede più di quel che ha. Oltre alla penisola di Crimea annessa nel 2014, rivendica nella loro interezza le Repubbliche di Donetsk e Lugansk e gli oblast di Kherson e Zaporizhzhia annessi nel 2022, sebbene li controlli soltanto in parte. A fine febbraio, l’esercito russo aveva conquistato il 98,6% di Lugansk, il 62,6% di Donetsk, il 71,9% di Zaporizhzhia e il 69,3% di Kherson. E i capoluoghi omonimi di queste ultime due regioni sono tuttora sotto la giurisdizione di Kiev.

Il presidente russo Vladimir Putin, però, non può permettersi di rinunciarvi salvo perdere la faccia. «Nuovi territori» li chiama da quando, il 30 settembre del 2022, ha sancito nella Costituzione il loro status di soggetti della Federazione russa a tutti gli effetti. Tanto che oggi mostrare e distribuire mappe dove la Crimea e le altre quattro regioni ucraine annesse non sono rappresentate come parte della Federazione russa è un reato che può costare fino a 15 giorni di carcere o 3mila rubli di multa.

«La Costituzione non prevede un meccanismo che permetta alle regioni di lasciare la Russia. Abbiamo bisogno delle regioni di Zaporizhzhia e di Kherson per intero», ha detto un funzionario vicino al Cremlino a Moscow Times, sito indipendente etichettato come “organizzazione indesiderata” in Russia. «O Trump convincerà gli ucraini ad andarsene oppure ci dicono: “Iniziate lunghe trattative e parallelamente usate la forza militare per stabilire il controllo”. Quest’ultima per noi è l’opzione peggiore, perché attraversare i fiumi è sempre un’operazione dolorosa». Le forze russe, infatti, controllano la riva sinistra del Dnipro; il capoluogo di Kherson invece si trova sulla riva destra, mentre la città di Zaporizhzhia si trova su entrambe le rive del fiume.

Anche l’esperto militare israeliano David Sharp ritiene irrealistico che la Russia riesca a conquistare le parti di territorio delle quattro regioni ucraine annesse che ancora non controlla prima che venga raggiunto un accordo di pace. «Catturare anche solo un paio di villaggi è visto come un enorme successo. Per attraversare il Dnipro e conquistare Kherson, o anche prendere la città di Zaporizhzhia senza dover attraversare il fiume, dovrebbe accadere qualcosa di straordinario. È un compito estremamente difficile. O l’esercito russo dovrebbe essere notevolmente rafforzato, cosa che non può accadere all’improvviso o dal nulla, oppure ci dovrebbe essere un crollo completo della difesa dell’Ucraina. La Russia sta scommettendo di logorare il nemico nel tempo».

C’è però un’alternativa allo studio: proporre uno scambio di territori. Dilungare il più possibile le trattative e intanto impossessarsi di quanto più territorio ucraino possibile in altre regioni, come Dnipropetrovsk o Sumy, per poi offrirle in cambio di Kherson e Zaporizhzhia. «Speriamo di trovare un’opzione che non implichi forzare il Dnipro e prendere d’assalto Kherson. Spero davvero che non si arrivi a questo. Significherebbe per noi migliaia di vittime», ha detto il funzionario citato dal Moscow Times. Non a caso lo sforzo delle forze armate russe si starebbe concentrando nelle aree di Slovjansk e Dnipropetrovsk e verso Zaporizhzhia lungo le stesse direttrici della fallita offensiva ucraina dell’estate 2023. Se riuscissero a sfondare, si troverebbero davanti una campagna indifesa senza ostacoli naturali fino al Dnipro. «Fisicamente, queste forze non possono andare oltre o fare altro. Raggiungere Odessa è, ovviamente, impossibile. E non ne abbiamo nemmeno bisogno».

Il Cremlino confida tuttavia che non sarà necessario. Che l’amministrazione di Donald Trump faccia pressione su Kiev perché ritiri le sue truppe dalle regioni formalmente annesse da Mosca. Le dichiarazioni del consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz farebbero ben sperare: di recente ha detto che Kiev dovrebbe «cedere alla Russia le sue parti russofone» in cambio delle future garanzie di sicurezza. «Per quanto ne so — ha detto un diplomatico al Moscow Times — Trump vuole un’Ucraina moderna, ben armata e filo-occidentale. Non può semplicemente rinunciare completamente all’Ucraina. Ma per lui non è poi così importante dove verrà tracciata esattamente la linea di demarcazione».

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