Brasile, Bolsonaro sarà processato per tentato golpe
di Daniele MastrogiacomoJair Bolsonaro sarà processato per tentato golpe. A 70 anni di età chiude la sua parabola politica nel peggiore dei modi. È la prima volta che un ex presidente finisce alla sbarra per un reato così pesante. Dopo due giorni di dibattiti ed esame delle prove i cinque consiglieri della Prima Commissione della Corte Suprema Federale hanno deciso di accogliere all’unanimità la richiesta del Procuratore generale. Con l’ex presidente verranno giudicati altri sette imputati.
Si tratta, nella maggioranza, di altissimi ufficiali delle Forze armate che facevano parte del governo del leader della destra brasiliana. Sono Alexandre Ramagem, (deputato federale ed ex capo dell’Abin, i servizi segreti), Almir Garnier (ex comandante della Marina), Anderson Torres (ex ministro della Giustizia), Augusto Heleno (ex ministro della Sicurezza istituzionale, il GSI), Mauro Cid, (ex tenente colonnello dell’esercito e aiutante di campo di Bolsonaro), Paulo Sérgio Nogueira (ex ministro della Difesa) e Walte…
Jair Bolsonaro sarà processato per tentato golpe. A 70 anni di età chiude la sua parabola politica nel peggiore dei modi. È la prima volta che un ex presidente finisce alla sbarra per un reato così pesante. Dopo due giorni di dibattiti ed esame delle prove i cinque consiglieri della Prima Commissione della Corte Suprema Federale hanno deciso di accogliere all’unanimità la richiesta del Procuratore generale. Con l’ex presidente verranno giudicati altri sette imputati.
Si tratta, nella maggioranza, di altissimi ufficiali delle Forze armate che facevano parte del governo del leader della destra brasiliana. Sono Alexandre Ramagem, (deputato federale ed ex capo dell’Abin, i servizi segreti), Almir Garnier (ex comandante della Marina), Anderson Torres (ex ministro della Giustizia), Augusto Heleno (ex ministro della Sicurezza istituzionale, il GSI), Mauro Cid, (ex tenente colonnello dell’esercito e aiutante di campo di Bolsonaro), Paulo Sérgio Nogueira (ex ministro della Difesa) e Walter Braga Netto (ex ministro della Casa Civile e poi della Difesa). Devono tutti rispondere di una serie grave di reati. Tra questi la partecipazione ad organizzazione criminale armata, colpo di stato, danneggiamento con violenza, grave minaccia al patrimonio pubblico e deterioramento del patrimonio tutelato. Rischiano fino a 43 anni di carcere.
Si chiude così il primo atto di un’inchiesta lunga e delicata avviata dal consigliere del Supremo Alexandre de Moraes pochi mesi dopo il famoso assalto alla spianata dei Tre Poteri a Brasilia avvenuto l’8 gennaio del 2023. Sconfitto ma deciso a resistere, Bolsonaro si rifugiò in Florida, a due passi da Mar-a-Lago, dove fu accolto dal suo amico Donald Trump. Da lì assistette all’assalto di almeno 40 mila sostenitori che dopo essere confluiti da tutto il Brasile nella capitale politica decisero di invadere e devastare la Presidenza, la Corte Suprema e il Congresso.
Per alcune ore il Brasile si trovò sospeso in un limbo di incertezza. Lula non aveva preso possesso del potere, Bolsonaro era nei fatti ancora in carica. Solo l’intervento deciso di Alexandre de Moraes, con il contributo di alcuni coraggiosi esponenti politici, evitò il peggio. Ma l’avvio dell’inchiesta della magistratura, con l’arresto sia del ministro della Giustizia Anderson Torres sia del braccio destro dell’allora presidente, il tenente colonnello Mauro Cid, emersero le prove di un complotto che era stato avviato da almeno l’agosto del 2022, cioè tre mesi prima delle elezioni. A casa di Torres venne trovata copia di un decreto che prevedeva la proclamazione di uno stato d’emergenza, l’abolizione dei diritti civili e l’affidamento transitorio del potere ai militari con Bolsonaro che restava in carica. Ma sono state le confessioni di Cid, che ha trattato uno sconto di pena, a svelare i dettagli del progetto golpista.
Il leader della destra estrema emergeva vero regista del piano eversivo e non più semplice spettatore inconsapevole come si era sempre descritto. E’ stato lui a convocare al Palazzo dell’Alvorada i vertici delle tre Armi per sondare la loro adesione al colpo di stato. Golpe che saltò perché l’Esercito e l’Aviazione rifiutarono a differenza della Marina che invece dichiarò la sua totale disponibilità. Se fosse andato in porto il piano prevedeva anche gli omicidi di Lula e di de Moraes, considerato dai fans dell’ex capitano una vera bestia nera.
Jair Bosonaro ha gridato al complotto. In un lungo messaggio su WhatsApp, che ha chiesto ai suoi sostenitori di condividere, afferma di subire “la più grande persecuzione politica-giudiziaria nella storia del Brasile”. Ricorda che “mai” un ex presidente è stato indagato come lui e accusa i media di attaccare “senza pietà” la sua famiglia. Il figlio Eduardo si è dimesso da deputato e si è rifugiato negli Usa.