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Spagna, spaccatura sulla difesa: Sánchez annuncia investimenti; la società civile va in piazza

(reuters)

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Il premier ha ribadito l’impegno ad arrivare al 2% del Pil con un piano da lanciare entro l’estate. Cento personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, tra i quali Javier Bardem e Manuel Rivas, presentato un manifesto contro il riarmo europeo. Protestano le opposizioni
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Dentro il Parlamento il primo ministro socialista spagnolo Pedro Sánchez annunciava un piano nazionale per potenziare l'industria della sicurezza e della difesa del Paese, come parte degli sforzi richiesti dall'Unione europea di fronte alla minaccia russa e al disimpegno statunitense. “Prima dell'estate, il governo lancerà un importante piano nazionale per lo sviluppo e la promozione della tecnologia spagnola e dell'industria della sicurezza e della difesa”, ha dichiarato il leader socialista.

Il manifesto contro il riarmo

Fuori, sulle scale del Congresso dove era in corso il dibattito, una rappresentanza dei cento firmatari del manifesto contro il riarmo europeo, dal titolo “Non ci rassegniamo al riarmo e alla guerra in Europa", leggeva alcuni estratti del documento condiviso da esponenti del mondo della cultura, dello spettacolo e dell’associazionismo. Tra questi fra i quali gli attori Javier Bardem, Aitana Sánchez-Gijón, Luis Tosar, gli scrittori Manuel Rivas, Marta Sanz, Edur…

Dentro il Parlamento il primo ministro socialista spagnolo Pedro Sánchez annunciava un piano nazionale per potenziare l'industria della sicurezza e della difesa del Paese, come parte degli sforzi richiesti dall'Unione europea di fronte alla minaccia russa e al disimpegno statunitense. “Prima dell'estate, il governo lancerà un importante piano nazionale per lo sviluppo e la promozione della tecnologia spagnola e dell'industria della sicurezza e della difesa”, ha dichiarato il leader socialista.

Il manifesto contro il riarmo

Fuori, sulle scale del Congresso dove era in corso il dibattito, una rappresentanza dei cento firmatari del manifesto contro il riarmo europeo, dal titolo “Non ci rassegniamo al riarmo e alla guerra in Europa", leggeva alcuni estratti del documento condiviso da esponenti del mondo della cultura, dello spettacolo e dell’associazionismo. Tra questi fra i quali gli attori Javier Bardem, Aitana Sánchez-Gijón, Luis Tosar, gli scrittori Manuel Rivas, Marta Sanz, Edurne Portela, Gabriela Wiener, i musicisti Rozalén, Marwan e Pedro Pastor, oltre a 842 associazioni e Ong come Greenpeace e Alianza por la solidaridad.

“Il riarmo dell’Europa non porterà la pace, non aiuterà a risolvere le tensioni ma ci avvicinerà di più alla guerra”, si legge nel manifesto. Durante la manifestazione si sono aggiunti ai firmatari anche alcuni deputati di Sumar, Podemos, Bildu e Bng.

Il Paese Nato con la spesa militare più bassa

La Spagna, che è il Paese Nato che in percentuale del Pil ha la spesa militare più bassa, si è impegnata con i partner europei ad aumentare il bilancio per la difesa. Secondo i dati dell'Alleanza Atlantica, nel 2024 la Spagna destinerà alle spese militari l'1,28% del Pil, molto indietro rispetto alla Polonia (4,12%) e persino alla Francia (2,06%), anche se l’Italia si ferma all’1,49%.

Sánchez ha promesso di portare questo tasso al 2% entro il 2029, o anche prima, ricordando anche l’importanza per gli europei di "mettere in comune le nostre politiche di sicurezza e difesa" per poi esprimere la necessità di creare “un esercito europeo, forze armate comunitarie, integrate da 27 Paesi e guidate dalla stessa bandiera e dagli stessi interessi".

L’attacco delle opposizioni

Proprio l’assenza di un programma definito sui tempi è stata al centro dell’attacco da parte dell’opposizione di Alberto Nuñez Feijoo, leader del Partito Popolare di destra, che si è dichiarato favorevole all’aumento delle spese sulla difesa ma non alle condizioni del governo. "Lei non ha una proposta, non ha una legge di bilancio, non ha una maggioranza, non ha niente", ha replicato Feijoo all’intervento del premier ricordandogli di avere come alleato di governo il partito Sumar che chiede l'uscita dalla Nato e di non avere neanche il sostegno per presentare una legge di bilancio pena la minaccia di andare alle urne.

“La Spagna non deve accettare l'idea che più spese equivalgano a maggiore sicurezza”, così Verónica Martínez Barbero, portavoce del partito di estrema sinistra Sumar, alleato del governo Sánchez, che teme che l'aumento delle spese militari vada a scapito delle misure sociali; il leader dell’estrema destra di Vox, Santiago Abascal, ha spiegato di appoggiare l’aumento delle spese per la difesa ma “per proteggere le nostre frontiere”, mentre per Ione Belarra di Podemos così si corre il rischio di “essere portati nella Terza guerra mondiale”.

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