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Chatgate, quando i dilettanti si trovano a gestire la sicurezza nazionale

Pete Hegseth 

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Il capo del Pentagono, ex anchor della “Fox”, è noto per l’uso della violenza ma anche per gli eccessi di alcol
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«Ci sono due cose che non si devono fare se vai al governo: inviare messaggini e bere». Quelle del segretario alla Difesa Pete Hegseth rischiano di diventare le ultime parole famose: che avesse un problema con l’alcol era noto, ma dopo le rivelazioni sul chatgate si è visto quanto riesce a mettersi nei guai pure con la messaggistica.

Gli altri protagonisti della conversazione che doveva rimanere top secret, tuttavia, non sono meglio. Quando Donald Trump tirava fuori i loro nomi, per sottoporli alla conferma del Senato, il giudizio più spesso circolato era “dilettanti”: gente senza il curriculum e l’esperienza necessari. Adesso, davanti a uno scandalo che farebbe arrossire di imbarazzo chiunque, tranne loro, si è tentati di aggiungere: “allo sbaraglio”.

Già accusato (anche da sua madre) di alcolismo, abusi sessuali e bullismo, l’ex-conduttore televisivo di Fox News Hegseth sembra il più propenso a coprirsi di ridicolo. Il New York Times racconta che, salendo sull’aereo per le Hawa…

«Ci sono due cose che non si devono fare se vai al governo: inviare messaggini e bere». Quelle del segretario alla Difesa Pete Hegseth rischiano di diventare le ultime parole famose: che avesse un problema con l’alcol era noto, ma dopo le rivelazioni sul chatgate si è visto quanto riesce a mettersi nei guai pure con la messaggistica.

Gli altri protagonisti della conversazione che doveva rimanere top secret, tuttavia, non sono meglio. Quando Donald Trump tirava fuori i loro nomi, per sottoporli alla conferma del Senato, il giudizio più spesso circolato era “dilettanti”: gente senza il curriculum e l’esperienza necessari. Adesso, davanti a uno scandalo che farebbe arrossire di imbarazzo chiunque, tranne loro, si è tentati di aggiungere: “allo sbaraglio”.

Già accusato (anche da sua madre) di alcolismo, abusi sessuali e bullismo, l’ex-conduttore televisivo di Fox News Hegseth sembra il più propenso a coprirsi di ridicolo. Il New York Times racconta che, salendo sull’aereo per le Hawaii dopo la bufera politica a Washington, si è fatto scortare da due soldatesse in assetto di guerra, «come non farebbe nemmeno il presidente»; e quando dall’aereo è sceso, ritrovandosi i giornalisti ai piedi della scaletta, ha inveito con foga tale da indurre il sospetto che a bordo non avessero offerto solo gin and tonic.

Ma il resto della combriccola suscita altrettanta ilarità. Prendiamo colui che sulla carta appare il più preparato: J.D. Vance ha una laurea in legge a Yale, è un veterano dei Marines, ha scritto un’autobiografia best-seller e almeno è stato senatore due anni prima di venire promosso vicepresidente. Eppure i media Usa lo prendono in giro perché a questo punto la sua preoccupazione non sono le rivelazioni sui piani di guerra nello Yemen e nemmeno gli insulti all’Europa, bensì la paura che Trump si sia offeso per una frase venuta alla luce nella chat: «Non sono sicuro che il presidente si renda pienamente conto». Forse già immagina un colloquio nell’Ufficio Ovale di questo tenore. Trump: “Intendevi dire che non capisco un accidente?” J.D.: “Ma no, Donald, giuro, non intendevo questo!” Trump: “E cosa intendevi, allora?”. Da due giorni infatti Vance va in giro a ripetere a tutti la stessa cosa: «Sono al 100% sulla linea del presidente». Sperando che basti a salvarlo dall’ira del capo.

E poi c’è Mike Waltz, il consigliere per la sicurezza nazionale. È stato lui a inserire sbadatamente il direttore di Atlantic nella chat. «Ha commesso un errore», ha sentenziato Trump, «ma è un brav’uomo». E come ha reagito il consigliere che occupa la poltrona su cui sedette Kissinger? «Mi assumo completa responsabilità». Bene, avranno esclamato i telespettatori ascoltandolo, finalmente qualcuno si dimette. Macché, il “brav’uomo” continuerà a dare consigli al presidente. C’è un’espressione, in inglese: “The gang that couldn’t shoot straight”. Alla lettera, la banda che non riesce a sparare dritto. Era il titolo di un film del 1971, una commedia su due mafiosi totalmente incapaci: andrebbe bene anche per i dilettanti allo sbaraglio digitalmente riuniti per decidere come sparare sullo Yemen.

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