La Groenlandia ha serrato le fila proprio nelle stesse ore in cui il vicepresidente e sua moglie Usha sono atterrati sull’isola: proprio oggi l’accordo per la formazione del nuovo governo è stato firmato. Le elezioni si erano tenute due settimane fa, l’11 marzo. A vincere era stato il partito centrista Demokraatit, precedentemente all’opposizione. Quello che ha posizioni più attendiste sulla secessione dalla Danimarca: favorevole ma in un futuro remoto, quando i maggiori problemi del Paese saranno risolti e si potrà camminare economicamente sulle proprie forze.
Guidato da Jens-Frederik Nielsen, con solo 10 seggi non aveva però le forze per guidare da solo l’Inatsisartut, il Parlamento unicamerale formato da 31 deputati, lì dove la maggioranza è 16. Ebbene: davanti alle affermazioni sempre più aggressive di Donald Trump, i groenlandesi hanno deciso di formare un governo di amplissima coalizione (sotto la guida, appunto, di Nielsen). Coinvolgerà quattro dei cinque partiti - da sinistra …
La Groenlandia ha serrato le fila proprio nelle stesse ore in cui il vicepresidente e sua moglie Usha sono atterrati sull’isola: proprio oggi l’accordo per la formazione del nuovo governo è stato firmato. Le elezioni si erano tenute due settimane fa, l’11 marzo. A vincere era stato il partito centrista Demokraatit, precedentemente all’opposizione. Quello che ha posizioni più attendiste sulla secessione dalla Danimarca: favorevole ma in un futuro remoto, quando i maggiori problemi del Paese saranno risolti e si potrà camminare economicamente sulle proprie forze.
Guidato da Jens-Frederik Nielsen, con solo 10 seggi non aveva però le forze per guidare da solo l’Inatsisartut, il Parlamento unicamerale formato da 31 deputati, lì dove la maggioranza è 16. Ebbene: davanti alle affermazioni sempre più aggressive di Donald Trump, i groenlandesi hanno deciso di formare un governo di amplissima coalizione (sotto la guida, appunto, di Nielsen). Coinvolgerà quattro dei cinque partiti - da sinistra a destra dunque - lasciando fuori solo i sovranisti di Naleraq, quelli d’altronde più vicini agli Stati Uniti, sostenitori di un referendum indipendentista immediato. I quattro partiti, i cui leader sono stati compatti nel rigettare lusinghe e minacce americane, detengono collettivamente una maggioranza del 75 per cento (23 seggi su 31). L'accordo di coalizione non poteva arrivare in un momento migliore, poiché segnalerà ai Vance una ritrovata compattezza, forgiata nonostante la retorica aggressiva di Trump e la visita del vicepresidente, considerata da molti inopportuna.
"Congratulazioni al nuovo governo della Groenlandia e al premier eletto Jens-Frederik Nielsen. Vi meritate partner che vi rispettino e vi trattino da pari a pari. E l'Unione europea è orgogliosa di essere un partner di questo tipo", ha scritto su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
Secondo un servizio trasmesso ieri sera dalla danese Tv2, emissari del governo americano avrebbero, nei giorni scorsi, battuto l’isola palmo a palmo cercando una famiglia che accettasse di farsi fotografare con la Second Lady Usha, dicendosi felici della visita: incassando solo rifiuti, sia pur cortesissimi. Pure l’agenzia di viaggi Tupilak Travel che inizialmente aveva accettato di prendersi cura della signora Vance, giovedì ha fatto marcia indietro.
E sarebbe addirittura questa la vera ragione del cambio di programma, per cui i Vance, oggi, sono approdati sì in Groenlandia. Ma resteranno su territorio americano, visitando sola la base di Pituffik dove staziona un contingente statunitense fin dal dopoguerra. La zona della base oggi è stata colpita da un breve blackout delle comunicazioni. Lo ha riferito un operatore di telecomunicazioni groenlandese che però ha anche assicurato che "tutte le connessioni sono state ristabilite". Il brevissimo problema tecnico sarebbe stato causato da un'interruzione di corrente a Pituffik.