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Zelensky: “I russi attaccheranno ancora”

(afp)

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Il presidente ai leader in Francia: “Preparano una nuova campagna militare per la primavera». E attacca Witkoff: “Venda case
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KIEV – A Parigi Volodymyr Zelensky ritrova i suoi toni, rilancia i suoi temi. Gli amici, volenterosi ma riluttanti, gli giurano sostegno però non gli concedono né i fondi russi congelati né certezze di supporto militare sul terreno. Da settimane, intanto, la Casa Bianca fa di tutto per fargli chinare la testa. Niente da fare: riecco i cavalli di battaglia del presidente ucraino. Rispolvera la richiesta di «garanzie» di sicurezza; ribadisce l’importanza di «mantenere le sanzioni». E attacca Mosca, che «mira a dividere l’Europa e gli Stati Uniti e a guadagnare tempo in discussioni infinite, senza senso, con false condizioni». Attacca pure Witkoff, il negoziatore amico di Trump: «Per noi ucraini vive su un altro pianeta». Un alieno che «si occupava di immobiliare, di gente che domanda quante stanze ci sono o su cosa affacciano» mentre «in Ucraina la domanda è se c’è un rifugio».

La linea, nei confronti di Washington, è quella messa a punto tra gli insulti di Trump e la lite alla Cas…

KIEV – A Parigi Volodymyr Zelensky ritrova i suoi toni, rilancia i suoi temi. Gli amici, volenterosi ma riluttanti, gli giurano sostegno però non gli concedono né i fondi russi congelati né certezze di supporto militare sul terreno. Da settimane, intanto, la Casa Bianca fa di tutto per fargli chinare la testa. Niente da fare: riecco i cavalli di battaglia del presidente ucraino. Rispolvera la richiesta di «garanzie» di sicurezza; ribadisce l’importanza di «mantenere le sanzioni». E attacca Mosca, che «mira a dividere l’Europa e gli Stati Uniti e a guadagnare tempo in discussioni infinite, senza senso, con false condizioni». Attacca pure Witkoff, il negoziatore amico di Trump: «Per noi ucraini vive su un altro pianeta». Un alieno che «si occupava di immobiliare, di gente che domanda quante stanze ci sono o su cosa affacciano» mentre «in Ucraina la domanda è se c’è un rifugio».

La linea, nei confronti di Washington, è quella messa a punto tra gli insulti di Trump e la lite alla Casa Bianca: accettare il negoziato per rivelare al presidente Usa il bluff di Putin. «Secondo la nostra intelligence — avverte Zelensky — la Russia prepara una nuova campagna di primavera con attacchi a Sumy, Kharkiv e Zaporizhzhia». Altro che rispettare gli accordi. Accusa Mosca di averli già violati a Kherson, ieri, attaccando la ferrovia e colpendo infrastrutture elettriche. Poi ribadisce: «I russi hanno più bisogno di noi del silenzio nel Mar Nero, erano loro a subire costantemente perdite. L’America dopo averli consultati ha detto che sono pronti a non colpire il settore energetico e al silenzio in mare. Ma è ciò di cui hanno bisogno, mentre il nostro corridoio per la sicurezza alimentare funzionava già da tempo», e comunque «stanno di nuovo modificando gli accordi» e «chiedono la revoca delle sanzioni».

Sa di non potersi alienare la Casa Bianca, ma cresce il timore di concessioni senza vantaggi. Anche l’accordo sulle terre rare torna in campo: «Gli Usa cambiano i termini in continuazione. Avevamo concordato di arrivare a un accordo quadro con dettagli da definire, ora propongono un accordo completo subito. Dobbiamo lavoraci con calma».

E riecco il tema dei temi: le garanzie. Dice “no” all’Osce e anche all’Onu, «non abbiamo bisogno di forze di peacekeeping ma dateci unità di combattimento e difesa aerea, forze di mantenimento della pace non di monitoraggio di cui i russi non avranno paura». Chiede «la presenza dei nostri partner in cielo, in mare e sulla terraferma con l’esercito». Ma su questo, ammette, «ci sono molte domande e poche risposte».

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