TEL AVIV – L'esercito israeliano ha annunciato stasera di aver iniziato "attività di terra" a Rafah per espandere quella che ha descritto come la zona di sicurezza nel sud di Gaza. Dal 18 marzo, lo Stato ebraico ha ripreso i bombardamenti e le operazioni di terra a nella Striscia. Nella giornata condotti numerosi attacchi aerei su Beit Lahia e Khan Younis in operazioni che hanno fatto almeno sei morti facendo così salire il bilancio dei 921 palestinesi che, secondo il ministero della Sanità della Striscia legato a Hamas, erano morti fino a questa mattina dalla ripresa delle ostilità. Dal 7 ottobre 2023, quando lo Stato ebraico ha cominciato l’offensiva il risposta al massacro compiuto da Hamas, le vittime accertate sono state in totale 50.277.
Gli spari israeliani contro le ambulanze
Ma l’episodio oggi al centro dell’attenzione è avvenuto domenica scorsa, quando l’esercito israeliano, come ora ha ammesso, ha sparato contro ambulanze a Rafah dopo averle identificate come "veicoli sospetti". L'Idf, citato dall'Afp, aveva dichiarato allora di avere "aperto il fuoco contro i veicoli di Hamas ed eliminato diversi terroristi di Hamas": "Pochi minuti dopo, altri veicoli avanzavano in modo sospetto verso le truppe", che "hanno risposto sparando, eliminando un certo numero di terroristi di Hamas e della Jihad islamica".
Lunedì l'agenzia di difesa civile di Gaza aveva poi dichiarato di non aver ricevuto più notizie da una squadra di soccorritori nel quartiere di Tal al-Sultan, a Rafah. Mancano all’appello da allora anche 9 uomini della Mezzaluna rossa palestinese, che secondo l’organizzazione sono stati “assediati e presi di mira dalle forze di occupazione a Rafah”: “Oggi le forze di occupazione hanno rifiutato di consentire alla squadra di soccorso di entrare nella zona di Tel Sultan per cercare gli equipaggi dispersi”, ha aggiunto la Mezzaluna rossa palestinese, negando “le notizie circolanti riguardanti il ritrovamento dei corpi dei membri dell'equipaggio dell'ambulanza”, uno dei quali, secondo Al Jazeera, era stato ritrovato “fatto a pezzi”.
Basem Naim, membro dell’ufficio politico di Hamas, accusa Israele di “un massacro deliberato e brutale verso soccorritori che sono protetti dalle leggi umanitarie internazionali, in quella che è una flagrante violazione delle Convenzioni di Ginevra e un crimine di guerra”.
I negoziati
Sembra paradossale, ma in questo caos si è aperto comunque ieri uno spiraglio per i negoziati. Il governo israeliano ha ricevuto una proposta di cessate il fuoco da parte dei mediatori, proposta che il leader di Hamas Khalil al-Hayya ha detto di aver accettato pur ricordando che un disarmo dell’organizzazione palestinese costituisce una «linea rossa» e non è quindi accettabile. Prevederebbe la liberazione di cinque ostaggi – tra cui forse l’americano-israeliano Edan Alexander, per cui il presidente Usa Donald Trump si sta spendendo dietro le quinte – in cambio di una tregua di 50 giorni a Gaza a partire da oggi, il giorno che segna la fine del Ramadan, e di prigionieri palestinesi. Nel frattempo Israele ha poi avanzato la sua controfferta «in pieno coordinamento con gli Stati Uniti».
Oggi Hamas ha rilasciato un video dell'ostaggio Elkana Bohbot, il secondo in una settimana. La famiglia di Bohbot - scrive Haaretz - non ha ancora deciso se approvare la diffusione pubblica del video. Lunedì scorso era stato pubblicato un video con gli ostaggi israeliani Bohbot, 36 anni, e Yosef Chaim Ohana, 24 anni. Le riprese erano state fatte dopo la fine del cessate il fuoco a Gaza. Bohbot lavorava come responsabile della logistica per la società di produzione del festival Nova il 7 ottobre 2023.
I sondaggi
Nello Stato ebraico intanto la guerra è sempre più impopolare: secondo un sondaggio condotto dall'emittente Canale 12, il 69% degli intervistati è favorevole a mettere fine al conflitto in cambio di un accordo per la restituzione di tutti i 59 ostaggi ancora a Gaza, e anche tra gli elettori della coalizione la maggioranza (54%) si dichiara d’accordo.
Il fronte del Libano: spari sui soldati francesi di Unifil
Resta calda anche la situazione in Libano. Secondo l’agenzia di stampa militare di Beirut, soldati israeliani hanno aperto il fuoco in direzione di una pattuglia di soldati francesi appartenenti al contingente Unifil di stanza nel Sud del paese. Non si ha al momento notizia di feriti. Secondo l'agenzia, i militari francesi stavano ispezionando un terrapieno che le forze israeliane avevano costruito nei pressi del villaggio di Rmaish, al confine tra Israele e Libano.