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Terremoto in Myanmar, le news. Il figlio di San Suu Kyi: “Ignoriamo le sue condizioni di salute”

Terremoto in Myanmar, le news. Il figlio di San Suu Kyi: “Ignoriamo le sue condizioni di salute”
I corpi di 12 bambini e della loro insegnante trovati sotto una scuola materna crollata a Kyaukse, non lontano da Mandalay. Tonga, sisma magnitudo 7.7: rientrato l’allarme tsunami
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È salito drammaticamente il bilancio delle vittime nel terremoto di magnitudo 7.7 che venerdì ha scosso il Myanamr. Il più recente bilancio fornito dalla giunta militare al potere nel Paese parla di oltre 1700 morti. Secondo le stime dello United States Geological Survey (Usgs) però, le vittime potrebbero toccare le 10mila.

Si continua infatti a scavare senza sosta tra le macerie, alla ricerca di superstiti ma, più spesso, di corpi senza vita. Come quelli dei 12 bambini e della loro insegnante estratti da quello che resta della loro scuola materna, la West Mye Mye Kyi a Kyaukse, nella regione di Mandalay, l'epicentro del sisma.

Unicef: “Milioni di bambini a grave rischio, chiediamo fondi urgenti”

Milioni di bambini sono a rischio in seguito al devastante terremoto di magnitudo 7,7 che ha colpito il Myanmar il 28 marzo, aggravando una situazione umanitaria già disastrosa" e servono "fondi urgenti". Così l'Unicef, in una nota. segnala l'aggravarsi dell'impatto su bambini e famiglie, con bisogni che aumentano di ora in ora e scosse di assestamento continue, e chiede alla comunità internazionale di rispondere con urgenza per sostenere gli sforzi per salvare la vita di bambini e famiglie. "Questo terremoto è un altro brutale colpo per i bambini del Myanmar, molti dei quali stavano già vivendo affrontando conflitti, sfollamenti e privazioni", ha dichiarato la Direttrice generale dell'Unicef Catherine Russell. "In pochi minuti, hanno perso i loro cari, le loro case e l'accesso ai servizi essenziali. I bisogni sono enormi e aumentano di ora in ora". Il terremoto e le scosse di assestamento hanno causato distruzioni diffuse in tutto il Myanmar centrale, comprese le regioni di Mandalay, Nay Pyi Taw, Sagaing, Bago e Shan. Secondo i dati ufficiali, più di 1.600 persone sono state uccise e oltre 3.400 ferite, molte delle quali bambini. Il bilancio delle vittime è destinato a salire man mano che le operazioni di ricerca e soccorso proseguono e la portata del disastro diventa chiara. Molte famiglie che già sopravvivevano in condizioni di fragilità si trovano ora ad affrontare difficoltà ancora maggiori, con un accesso limitato all'acqua potabile, all'assistenza sanitaria e a un riparo. I bambini sono tra i più colpiti: rischiano di essere feriti, di subire traumi, di essere separati dalle loro famiglie e di subire ulteriori danni a quel poco di stabilità che avevano. I team dell'Unicef sono presenti nelle aree più colpite, in collaborazione con i partner e i soccorritori locali, per valutare i bisogni e fornire assistenza d'emergenza

Oms: “Il terremoto in Myanmar è un’emergenza di massima gravità. Servono 8 milioni di dollari”

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha dichiarato che il terremoto che si è registrato venerdì in Myanmar è "un'emergenza di massima gravità" e per questo sono necessari "con urgenza 8 milioni di dollari per salvare vite umane e prevenire epidemie nei prossimi 30 giorni". L'elevato numero di vittime e di traumi, ha sottolineato l'Oms, comporta infatti "un elevato rischio di infezioni a causa della limitata capacità chirurgica del Paese". A questo si aggiunge "il rischio di malattie". In una nota, con l'appello alla raccolta fondi, "l'Oms ha classificato questa crisi come emergenza di grado 3, il livello di attivazione più alto nell'ambito del suo 'Quadro di risposta alle emergenze'", ha affermato l'Oms. In Myanmar, "le valutazioni preliminari indicano un numero elevato di vittime e ferite correlate a traumi, con urgenti necessità di cure di emergenza. Le forniture di elettricità e acqua rimangono interrotte, peggiorando l'accesso ai servizi sanitari e aumentando i rischi di epidemie di malattie trasmesse dall'acqua e dagli alimenti", ha affermato l'Oms. "Le lesioni correlate a traumi, tra cui fratture, ferite aperte e sindrome da schiacciamento, sono ad alto rischio di infezioni e complicazioni a causa della limitata capacità chirurgica e dell'inadeguatezza della prevenzione e del controllo delle infezioni", aggiunge. L'Oms ha affermato di aver bisogno di 8 milioni di dollari per rispondere alle immediate necessità sanitarie nei prossimi 30 giorni, "per salvare vite umane, prevenire le malattie e stabilizzare e ripristinare i servizi sanitari essenziali". Perché "senza finanziamenti immediati si perderanno vite umane e i fragili sistemi sanitari vacilleranno"

Il figlio di Aung San Suu Kyi: “Nessuna notizia di mia madre”

Il figlio dell'ex leader di Myanmar Aung San Suu Kyi ha detto alla Bbc di non avere avuto alcuna notizia sullo stato di salute della madre, detenuta nel carcere di Nay Pyi Taw, dopo il potente sisma di venerdì. Kim Aris ha spiegato che la prigione dove si trova la madre non dovrebbe essere stata particolarmente danneggiata dal terremoto, ma non c'è stato modo di avere conferme. "Le è stato permesso di scrivere solo una volta in quattro anni di prigionia", ha aggiunto spiegando che i contatti con lei sono stati molto scarsi negli anni e che secondo il suo team legale la donna è tenuto in isolamento

La giunta del Myanmar bombarda i ribelli: chiesta una fly zone per gli aiuti

I caccia della giunta militare di Myanmar stanno bombardando le zone in mano ai ribelli nonostante questi abbiamo aderito a un cessate il fuoco parziale e unilaterale per permettere la consegna di aiuti alla popolazione colpita dal sisma. Raid aerei sono stati segnalati in particolare sulla città di Pauk nel nordovest oltre che Bhamo, nello stato di Kachin, che confina con la Cina. Chris Gunness, direttore del Myanmar Accountability Project, ha accusato il governo militare del Myanmar di usare "una forza sproporzionata e indiscriminata contro le stesse persone che affermano di voler aiutare". E ha chiesto che venga "imposta una no-fly zone.
Non possiamo vedere la giunta usare jet per bombardare la gente". Auspicando anche l'accesso umanitario in tutto il paese e il ripristino delle telecomunicazioni, Gunness ha parlato di "abominio assoluto. Mentre il terremoto colpiva i jet della giunta attaccavano obiettivi a Sagaing, l'epicentro del terremoto"

Salvate quattro persone da una scuola crollata in Myanmar

Quattro persone sono state estratte vive e una è stata recuperata morta dalle macerie di un edificio scolastico crollato nella regione di Sagaing, in Myanmar, a causa del sisma di venerdì. Lo ha reso noto il dipartimento dei vigili del fuoco del Myanmar spiegando che le operazioni di soccorso stanno continuando

Myanmar, morta la donna incinta estratta dalle macerie a Mandalay

Una donna incinta estratta da un condominio crollato a Mandalay dopo oltre 55 ore sotto le macerie è stata dichiarata morta poco dopo essere stata liberata. I soccorritori pensavano di aver salvato la vita di Mathu Thu Lwin, 35 anni, ma non sono riusciti a rianimarla dopo averla estratta dalle macerie del complesso di appartamenti Sky Villa, demolito da un forte terremoto che ha colpito il Myanmar venerdì

Rientrato l’allarme tsunami dopo il sisma a Tonga

Un forte terremoto di magnitudo 7.1 ha colpito Tonga, ma l’iniziale allerta tsunami iniziale è stata revocata ore dopo. L'U.S. Geological Survey ha affermato che il terremoto ha colpito circa 62 miglia a nord-est dell'isola principale nelle prime ore del mattino di lunedì, ora locale. Non sono state immediatamente disponibili segnalazioni di danni. Tonga è un paese della Polinesia composto da 171 isole con una popolazione di poco più di 100.000 persone, la maggior parte delle quali vive sull'isola principale di Tongatapu

Sisma di magnitudo 7.7 a Tonga: è allerta tsunami

Un sisma di magnitudo 7.1 è stato registrato al largo delle isole di Tonga, nell'Oceano Pacifico, e in conseguenza è stato diramato un allerta tsunami. Lo rende noto l'Usgs, l'U.S. Geological Survey. Il terremoto è avvenuto a una profondità di 10 chilometri, ha segnalato il Centro tedesco di ricerca per le geoscienze. "Si possono verificare pericolose onde di tsunami causate da questo terremoto entro un raggio di 300 chilometri dall'epicentro, lungo la costa di Tonga", ha spiegato il sistema di allerta tsunami degli Stati Uniti. L'arcipelago di Tonga è formato da 170 isole, situate nell'Oceano Pacifico. Il ministero dell'Interno francese ha ricordato che questo arcipelago "si trova in una zona di attività sismica (Cintura di fuoco del Pacifico) e può essere soggetto a tsunami in seguito a forti terremoti".

La Caritas: serviranno aiuti per almeno cinque anni

“I team dei soccorritori sono riusciti ad arrivare a Mandalay, la zona più colpita dal sisma del Myanmar. Le difficoltà delle prime ore sono state le comunicazioni interrotte, non solo telefono e internet, ma anche quelle fisiche, con i ponti crollati e le strade inagibili. Ora è dunque cominciata la raccolta dei bisogni, per poi lanciare operazioni di risposta di primissima emergenza. Tutto questo mentre si scava a mani nude per salvare vite umane". A parlare della situazione in queste ore in Myanmar è Giuseppe Pedron, responsabile dei progetti in Asia per Caritas Italiana.
"Presto si porrà il problema delle abitazioni perché la maggior parte, nella zona dell'epicentro, sono andate distrutte e serviranno dei rifugi semipermanenti. Non vanno bene le tendopoli - spiega Pedron all'ANSA - che in queste occasioni vengono installate per la prima emergenza perché in quella zona sono in arrivo anche i monsoni, tra giugno e luglio". Una emergenza, dunque, nella emergenza, per un Paese da anni anche piegato dalla guerra civile. "E' difficile fare previsioni puntuali ma per una ricostruzione, non solo fisica ma anche del tessuto sociale saranno necessari non meno di cinque anni", afferma l'operatore Caritas.

La Croce Rossa sul terremoto nel Myanmar: “Questa devastazione non si vedeva da un secolo in Asia”

La Croce Rossa ha lanciato l'allarme per il rischio di una crisi umanitaria senza precedenti in Myanmar, dopo il devastante terremoto di magnitudo 7.7. "Quello che stiamo vedendo in Myanmar è un livello di devastazione che non si vedeva da oltre un secolo in Asia", ha scritto la Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (Ifrc) in un post su X. Alexander Matheou, direttore regionale per l'Asia-Pacifico dell'Ifrc, ha descritto la situazione come "una crisi umanitaria complessa che si sovrappone a vulnerabilità preesistenti" e ha sottolineato l'urgenza di un intervento immediato. "L'entità di questo disastro è significativa e il bisogno di aiuti è urgente", ha dichiarato. Per rispondere all'emergenza, l'Ifrc ha lanciato un appello per raccogliere 100 milioni di franchi svizzeri (circa 105 milioni di euro) con l'obiettivo di fornire aiuti salvavita e supporto alla ripresa a 100.000 persone.

Il papa: “Preghiamo per il Myanmar che soffre”

"Continuiamo a pregare per la pace in Myanmar, che soffre tanto anche per il terremoto". E' quanto scrive Papa Francesco nel testo preparato per l'Angelus della quarta Domenica di Quaresima diffuso solo in forma scritta.

Bangkok, nella costruzione del grattacielo crollato coinvolta un’impresa italo-thai

Nella costruzione del grattacielo di Bangkok crollato durante il terremoto di venerdì è coinvolta anche l'impresa italo-thailandese Italian-Thai Development Plc in joint venture con China Railway No.10 Engineering Group, che opera sotto la statale China Railway Engineering Corporation (CREC), una delle più grandi società di ingegneria e costruzione al mondo. A confermarlo è il Bangkok Post che riferisce come tutti i post dell'azienda riguardanti l'edificio siano stati cancellati, nonostante lo scheletro della struttura sia stato completato il 31 marzo dell'anno scorso. L'Italian-Thai Development Plc è stata fondata nel 1958 da Chaijudh Karnasuta e Giorgio Berlingieri. È quotata alla Borsa delle Thailandia dal 1994. Sulla costruzione dell'edificio e sul suo crollo è stata aperta un'indagine.

(afp)

Mandalay, estratte 29 persone vive dalle macerie di un complesso residenziale. Novanta ancora sepolte

Le squadre di soccorso nelle ultime ore sono riuscite a salvare 29 persone, estratte vive dopo circa 30 ore da un complesso abitativo a Mandalay, la seconda città del Myanmar, gravemente colpita dal terremoto di venerdì. Dalle macerie, fanno sapere funzionari della Croce Rossa citati dalla Bbc, sono stati estratti anche 9 cadaveri, mentre le persone che si ritiene siano ancora intrappolate sotto i detriti siano almeno 90, non si sa se vivi o morti. Il complesso è lo Sky Villa, molto noto a Mandalay, consiste di quattro palazzi, tutti di 11 piani, tre delle quali sono collassate.

Myanmar, la giunta: salito a 1700 il bilancio dei morti accertati

E' salito a circa 1.700 morti e 3.000 feriti il bilancio del devastante sisma di magnitudo 7,7 che ha colpito il Myanmar. Lo ha reso noto il leader della giunta militare birmana in una telefonata con il premier malese Anwar Ibrahim, precisando che al momento risultano disperse oltre 300 persone e il bilancio delle vittime potrebbe aggravarsi.

L’Onu: grave carenza di forniture mediche

L'Onu ha avvertito che le operazioni di soccorso in Myanmar sono gravemente ostacolate dalle strade bloccate e dagli edifici crollati, aggiungendo che la mancanza di forniture mediche sta rendendo la risposta al terremoto molto difficile. Secondo l'ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), gli ospedali in alcune zone del Myanmar centrale e nord-occidentale, tra cui Mandalay e Sagaing, hanno difficoltà a gestire l'afflusso di feriti. "Una grave carenza di forniture mediche sta ostacolando gli sforzi di risposta, tra cui kit per traumi, sacche di sangue, anestetici, dispositivi di assistenza, medicinali essenziali e tende per gli operatori sanitari", ha affermato l'Ocha in una nota.

La Croce Rossa: servono 115 milioni di dollari di aiuti

Servono urgentemente 115 milioni di dollari per aiutare la popolazione colpita dal devastante terremoto in Myanmar. E' l'appello rivolto oggi dalla Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (Ifrc). "L'Ifrc lancia un appello di emergenza per 100 milioni di franchi svizzeri (115 milioni di dollari) per assistere 100.000 persone (20.000 famiglie) con aiuti salvavita e per un sostegno alla ripresa nei prossimi 24 mesi", ha dichiarato la più grande rete umanitaria del mondo in un comunicato.

Nuove scosse fino a magnitudo 5.1

Due scosse di terremoto si sono susseguite nelle ultime ore in Myanmar, dopo quelle potentissime (7.7 e 6.4) di venerdì: alle 10.20 locali (le 03.50 italiane) l'istituto geosismico americano (Usgs) ha registrato un sisma di magnitudo 5.1 nei pressi della capitale Naypyidaw a una profondità di 10 km, preceduta di circa 9 ore da una di 4.2 a Shwebo, circa 70 km a nord di Mandalay

Cani molecolari cercano superstiti sotto le macerie del palazzo crollato a Bangkok

Fonti ufficiose riportano la notizia di un video inviato alla madre da un uomo che sarebbe imprigionato in un ascensore nel palazzo crollato a Bangkok. Le autorità non hanno confermato, ma sembra che saranno impiegati cani molecolari per la ricerca di sopravvissuti

Sale a 17 numero dei morti a Bangkok

Il bilancio delle vittime a Bangkok del violento terremoto che ha colpito domenica il Myanmar e la Thailandia è salito a 17. Lo hanno affermato le autorità cittadine. L'Autorità metropolitana di Bangkok ha dichiarato che 32 persone sono rimaste ferite e 83 risultano ancora disperse, per lo più nel cantiere della torre di 30 piani crollata nel terremoto di venerdì

Da Regno Unito 10 mln di sterline in aiuti umanitari

Il Regno Unito ha promesso 10 milioni di sterline in aiuti umanitari per il Myanmar, dopo che un terremoto ha ucciso più di 1.600 persone e ha causato danni diffusi nel Paese. "Questo finanziamento del Regno Unito aumenterà il sostegno nelle aree più colpite dal terremoto e sarà destinato alle forniture di cibo e acqua e alle medicine", ha dichiarato il ministero degli Esteri britannico in un comunicato, aggiungendo che stava lavorando con "partner locali".

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