O’Hanlon: “Trump inizia a capire che Putin si prende gioco di lui”
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK – «Forse Trump sta iniziando a capire che Putin si prende gioco di lui. È una buona notizia, anche se non so fino a quando il capo della Casa Bianca resterà fermo su questa convinzione. Poi non credo che la minaccia di sanzioni secondarie sul petrolio sarà sufficiente per raggiungere risultati immediati».
Michael O’Hanlon è incoraggiato dal cambio di tono del presidente, ma nello stesso tempo resta scettico. Perché il direttore degli studi di politica estera alla Brookings Insitution è convinto che il vero obiettivo del capo del Cremlino sia soggiogare l’Ucraina e quindi non esiste una soluzione giusta al conflitto, a meno che Washington non ceda a tutte le pretese di Mosca.
Trump ha detto di essere molto arrabbiato con Putin. Può segnare l’inizio di una svolta nella sua strategia?
«Sarebbe una notizia molto buona, perché riflette una realtà e una diagnosi più accurata del problema. Ovviamente è la Russia che ha iniziato la guerra. Ma anche se non volessimo soffermarci s…
NEW YORK – «Forse Trump sta iniziando a capire che Putin si prende gioco di lui. È una buona notizia, anche se non so fino a quando il capo della Casa Bianca resterà fermo su questa convinzione. Poi non credo che la minaccia di sanzioni secondarie sul petrolio sarà sufficiente per raggiungere risultati immediati».
Michael O’Hanlon è incoraggiato dal cambio di tono del presidente, ma nello stesso tempo resta scettico. Perché il direttore degli studi di politica estera alla Brookings Insitution è convinto che il vero obiettivo del capo del Cremlino sia soggiogare l’Ucraina e quindi non esiste una soluzione giusta al conflitto, a meno che Washington non ceda a tutte le pretese di Mosca.
Trump ha detto di essere molto arrabbiato con Putin. Può segnare l’inizio di una svolta nella sua strategia?
«Sarebbe una notizia molto buona, perché riflette una realtà e una diagnosi più accurata del problema. Ovviamente è la Russia che ha iniziato la guerra. Ma anche se non volessimo soffermarci su questo fatto storico, ora è chiaramente Putin a non essere disposto ad avere un cessate il fuoco. Nelle ultime due settimane ha continuato ad insistere su condizioni aggiuntive, come un blocco di tutti gli aiuti all’Ucraina, nessuna garanzia di sicurezza occidentale, e forse anche più territori per la Russia di quanti non ne occupi al momento. Quindi è chiaro come Putin sia il problema principale, tanto in termini delle cause originarie della guerra, quanto del fallimento nel raggiungere un cessate il fuoco».
Ma Trump dice che ha un buon rapporto con lui e intende normalizzare le relazioni.
«Non mi dispiace che voglia provare a migliorare le relazioni, perché potrebbe essere utile per la prospettiva della pace, ma solo se conserva un senso realistico di cosa sta causando lo stallo e i continui combattimenti. Quindi il tono più fermo è incoraggiante, ma sappiamo che Trump cambia idea quasi ogni giorno. Quindi dobbiamo vedere quanto tempo durerà questa interpretazione».
Putin lo sta prendendo in giro?
«Credo che Trump stia iniziando a pensarlo. Ciò sarebbe una buona notizia, perché probabilmente è vero».
Le sanzioni secondarie sul petrolio sarebbero sufficienti per spingere Putin ad accettare una trattativa seria? E con quali obiettivi?
«Potrebbero non bastare, perché Putin ha obiettivi non conciliabili con una pace giusta. Penso poi che si domandi se noi perderemo la pazienza e inizieremo a vacillare, nel nostro impegno per il cessate il fuoco. Quindi non mi aspetterei alcun cambiamento immediato della sua prospettiva. La pressione economica potrebbe aiutare a convincere Putin a rivalutare la sua strategia, ma non mi aspetto alcun cambiamento immediato».