Marine Le Pen condannata, non potrà correre per l’Eliseo nel 2027: “Leggi da regime autoritario”
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI – Marine Le Pen è condannata nel processo per i fondi dell'Ue e la pena di ineleggibilità per cinque anni viene applicata immediatamente. Oltre a quattro anni di carcere, di cui due da scontare con braccialetto elettronico, e una multa di 100mila euro. I giudici hanno deciso di applicare la pena massima, compresa quella accessoria che sconvolge ora la politica francese: ineleggibilità con “esecuzione immediata” per la leader dell’opposizione, già tre volte candidata all’Eliseo. In attesa dell'appello, Le Pen non potrà quindi partecipare a nessuna elezione e sfuma così anche la possibilità di partecipare alla presidenziale prevista nel maggio 2027. Le Pen è uscita polemicamente dalla sala non appena è stata pronunciata la pena accessoria ma con lettura sentenza ancora in corso. Più tardi i suoi avvocati hanno fatto sapere di voler fare appello.
“Non mi ritiro”. La reazione arriva alle 20, in collegamento con Tf1 - "Milioni di francesi sono indignati", ha affermato. "In Francia, …
PARIGI – Marine Le Pen è condannata nel processo per i fondi dell'Ue e la pena di ineleggibilità per cinque anni viene applicata immediatamente. Oltre a quattro anni di carcere, di cui due da scontare con braccialetto elettronico, e una multa di 100mila euro. I giudici hanno deciso di applicare la pena massima, compresa quella accessoria che sconvolge ora la politica francese: ineleggibilità con “esecuzione immediata” per la leader dell’opposizione, già tre volte candidata all’Eliseo. In attesa dell'appello, Le Pen non potrà quindi partecipare a nessuna elezione e sfuma così anche la possibilità di partecipare alla presidenziale prevista nel maggio 2027. Le Pen è uscita polemicamente dalla sala non appena è stata pronunciata la pena accessoria ma con lettura sentenza ancora in corso. Più tardi i suoi avvocati hanno fatto sapere di voler fare appello.
“Non mi ritiro”. La reazione arriva alle 20, in collegamento con Tf1 - "Milioni di francesi sono indignati", ha affermato. "In Francia, nel paese dei diritti dell'uomo, dei giudici hanno applicato le leggi di un regime autoritario. E' un giorno funesto per la nostra democrazia, con milioni di francesi privati della loro candidata". Ancora: "Bisogna che la giustizia faccia presto...ma sarà troppo tardi", ha proseguito per poi interrogarsi sulla "legittimità" della persona eletta presidente della Repubblica nel 2027 nel caso in cui lei venisse "assolta" dopo il voto.
È un terremoto per la famiglia che regna sull'estrema destra, poche settimane dopo la morte del patriarca Jean-Marie Le Pen. La leader ha ascoltato la sentenza scuotendo la testa. Il verdetto, che prevede un danno stimato per il contribuente europeo pari a a 2,9 milioni di euro, è stato accompagnato da parole forti. “Se i fatti non hanno portato a un arricchimento personale diretto, i fatti costituiscono un aggiramento democratico”, ha detto la presidente della corte. “È un arricchimento del partito, un aggiramento delle norme che regolano il finanziamento dei partiti politici e quindi un aggiramento democratico”.
Nei due mesi di processo, la leader ha partecipato a quasi tutte le udienze. I fatti contestati risalgono a un periodo compreso tra il 2004 e il 2016 quando l'allora Front National avrebbe usato quasi sette milioni di euro ricevuti dal Parlamento europeo per pagare assistenti parlamentari a Strasburgo ma che, secondo l'accusa, lavoravano invece per il partito a Parigi. Oltre a Le Pen, tra gli imputati c'erano undici ex eurodeputati, dodici assistenti parlamentari e quattro collaboratori del partito, nonché il partito stesso come persona giuridica. I magistrati francesi hanno raccolto testimonianze, messaggi interni e altre prove a sostegno dell’accusa.
A poche ore dalla sentenza, Le Pen aveva sottolineato che i giudici avevano tra le mani «un potere di vita o di morte» sul Rassemblement National, il gruppo politico più numeroso all'Assemblée Nationale. La leader non voleva credere a una condanna, tanto più con applicazione immediata dell’ineleggibilità. «Non credo che si spingeranno fino a questo punto» diceva, mettendo avanti un rischio per il gioco democratico. Secondo un sondaggio dell'Ifop per il Journal du Dimanche, se si tenesse ora il primo turno delle elezioni presidenziali, Le Pen arriverebbe in testa con una forchetta tra il 34% e il 37% delle intenzioni di voto, a seconda dei candidati a lei contrapposti.
A chiusura del processo, nell'autunno scorso, la richiesta della procura di un'applicazione immediata dell'ineleggibilità nei confronti della tre volte candidata sconfitta all’Eliseo era stata una sorpresa, criticata anche da politici non alleati di Le Pen. La leader non potrà più partecipare a nessuna elezione sin da subito, anche in caso di appello in secondo grado. La leader guida da oltre dieci anni il movimento fondato da suo padre, oltre mezzo secolo fa. Le Pen ha cambiato nome all'ex Front National e tentato di normalizzarlo soprattutto nei toni antisemiti. L’attuale presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella, è in teoria il successore designato. Ma solo in teoria perché è probabile che si apriranno i giochi non solo nell'estrema destra ma in gran parte del paesaggio politico francese.