BRUXELLES – «La decisione della Corte francese è corretta». Andreas Schwab, è tra i più influenti eurodeputati tedeschi del Partito popolare europeo. Vicino al capogruppo Manfred Weber siede tra i banchi dell’Eurocamera da oltre venti anni. E sulla sentenza del tribunale transalpino che ha condannato la leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, escludendola dalle prossime elezioni presidenziali che si terranno tra due anni, non ha dubbi: «Questo è lo Stato di diritto».
Quindi lei ritiene che le sentenze vadano rispettate?
«Certo, sempre. È la differenza tra un sistema in cui vige la legge e uno in cui la legge non regola la convivenza».
In questo caso poi ci sono di mezzo i soldi pubblici.
«È chiaro che l’utilizzo dei fondi europei per i politici non è sempre facile. Però il modo adottato dal partito dell’estrema destra francese è veramente andato oltre ogni limite».
In che senso?
«Basta leggere gli atti. Questa decisione non solo si basa su una legge francese, ma fa riferimento anche a una norma approvata dal Parlamento europeo. Norma promossa con il sostegno anche del gruppo parlamentare di cui fa parte il partito di Le Pen».
Quindi lei trova giusto anche che la leader del Rassemblement National non si possa candidare alle prossime elezioni?
«Questo è un pò strano».
Strano o sbagliato?
«Non credo che sia sbagliato ma non voglio dire di più».
Perché?
«Perché come gruppo politico, come Popolari europei, indubbiamente questa sentenza ci offre qualche chance in più nella prossima tornata. Quindi dobbiamo essere consapevoli che non possiamo calcare la mano. Dobbiamo evitare di dare l’impressione che intendiamo sfruttare questa condanna».
Non è cosi?
«No, noi ne prendiamo solo atto. Sappiamo che può aiutarci ma non vogliamo strumentalizzarla».
Come valuta che tra i primi a difendere Marine Le Pen ci sia il presidente russo Putin?
«Ridicolo».
Il Cremlino sostiene che sia stata violata la democrazia.
«Appunto, ridicolo che siano proprio loro a sostenere una cosa del genere. I francesi lo capiranno. Credo che nessuno in Francia voglia aiutare Putin».
Tra l’altro le accuse di finanziamento del Front National da parte della Russia sono piuttosto diffuse.
«Tutti lo sanno. Sono sicuro che i francesi non permetteranno che sia Putin a decidere per loro. Anche alle prossime elezioni».
Pure il premier ungherese Orban la sta difendendo. I sovranisti sono scesi in campo a suo favore.
«Questo è abbastanza chiaro»,
Quindi?
«Noi non siamo come loro. E ripeto: la sentenza dei magistrati francesi è giustificata. Nello Stato di diritto le decisioni della giustizia vanno rispettate. In Francia, come in Europa, vale ancora lo Stato di di diritto».