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Jean-Yves Camus, politologo: “Le Pen potrebbe vendicarsi silurando il governo Bayrou”

(afp)

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Lo studioso è uno dei più noti specialisti dell’estrema destra: “Controlla ancora il partito, non si arrenderà tanto facilmente”
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PARIGI – Con cinque anni di ineleggibilità, la questione è chiusa: Marine Le Pen non potrà essere candidata nel 2027», dice il politologo Jean-Yves Camus, uno dei più noti specialisti dell’estrema destra. «E’ un duro colpo per il Rassemblement National», nota. «Jordan Bardella non ha l’esperienza né la stessa legittimità nella corsa all’Eliseo».

Le Pen promette battaglia. C’è una possibilità che possa candidarsi alla presidenziale del 2027?

«Farà ricorso in appello, ma ci vorrebbe una procedura molto rapida. Tra l’altro, l’appello potrebbe semplicemente confermare la sentenza in primo grado. Quello che mi colpisce è stata la leggerezza con cui Le Pen e gli altri imputati si sono presentati davanti al tribunale. Non hanno nemmeno cercato di fornire una giustificazione».

Le Pen ha lasciato il tri…

PARIGI – Con cinque anni di ineleggibilità, la questione è chiusa: Marine Le Pen non potrà essere candidata nel 2027», dice il politologo Jean-Yves Camus, uno dei più noti specialisti dell’estrema destra. «E’ un duro colpo per il Rassemblement National», nota. «Jordan Bardella non ha l’esperienza né la stessa legittimità nella corsa all’Eliseo».

Le Pen promette battaglia. C’è una possibilità che possa candidarsi alla presidenziale del 2027?

«Farà ricorso in appello, ma ci vorrebbe una procedura molto rapida. Tra l’altro, l’appello potrebbe semplicemente confermare la sentenza in primo grado. Quello che mi colpisce è stata la leggerezza con cui Le Pen e gli altri imputati si sono presentati davanti al tribunale. Non hanno nemmeno cercato di fornire una giustificazione».

Le Pen ha lasciato il tribunale prima ancora che fosse finita la lettura della sentenza. Un segno di disprezzo verso la giustizia?

«E’ uscita quando ha capito che sarebbe stata condannata con la pena massima. Appena è emersa l’ineleggibilità per alcuni assistenti parlamentari, era evidente che lei avrebbe ricevuto una sanzione maggiore. E comunque anche una condanna a due anni l’avrebbe esclusa dalla corsa per 2027: il percorso di raccolta delle firme sulla candidatura alla presidenziale comincia molto prima della data ufficiale dell’elezione».

Jordan Bardella rappresenta un’alternativa credibile?

«Per il Rassemblement National è un duro colpo. Il partito ha un piano B, come Bardella, ma non è un profilo capace di unire quanto Le Pen. Bardella è più liberale sul piano economico, il che può attrarre a destra, ma molto meno popolare, vicino al popolo. Non ha l’esperienza né la sua legittimità all’interno del partito».

È immaginabile un tandem invertito: Bardella all’Eliseo e Le Pen premier, carica per la quale non deve farsi eleggere?

«Non si può escludere. Ma ciò presuppone che restino perfettamente allineati e che Bardella non provi ad emanciparsi nei prossimi mesi. Sono convinto che l’influenza di Le Pen comunque non finirà presto. Lei controlla ancora il partito e conoscendola non penso che si farà da parte facilmente».

Come interpreta le reazioni internazionali, in particolare di Mosca?

«Quando il portavoce del Cremlino commenta in quel modo, non fa un favore a Le Pen. La retorica sul “governo dei giudici” è tipica delle democrazie illiberali. In Francia non è una buona pubblicità per un partito che già viene accusato di vicinanza a Mosca».

Le Pen ora potrebbe provocare la caduta del governo Bayrou?

«Ci può essere la tentazione di una vendetta, un modo per punire il governo accusato di aver “ispirato” i giudici. Non credo che i magistrati siano stati influenzati e ripeto: è mancata una difesa convincente da parte dell’RN. Nell’opinione pubblica può diffondersi l’idea che i partiti vogliano sconfiggere un avversario politico attraverso i magistrati e non nelle urne. È pericoloso anche perché la sentenza non risolve un tema fondamentale: c’è un partito che dal 1984 continua a crescere e che finora nessuno è riuscito a contenere. Le idee dell’RN continueranno anche senza Le Pen».

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