NEW YORK – La procuratrice generale degli Stati Uniti, la ministra della Giustizia Pam Bondi, ha ordinato ai procuratori federali di chiedere la pena di morte per Luigi Mangione, se verrà condannato per l’omicidio, avvenuto a dicembre, dell’amministratore delegato della compagnia assicurativa sanitaria UnitedHealthcare, Brian Thompson. Uno dei capi di accusa, l’omicidio premeditato con arma da fuoco, è un reato federale che lascia aperta la possibilità della condanna a morte.
Il presidente Donald Trump ha revocato la moratoria della pena capitale legata a reati federali introdotta da Joe Biden nel 2021. «L’omicidio di Brian Thompson — ha spiegato Bondi — un uomo innocente e padre di due figli giovani, è stato un assassinio premeditato e a sangue freddo che ha sconvolto l’America». «Dopo un’attenta valutazione — ha aggiunto — ho ordinato ai procuratori federali di richiedere la pena di morte. Portiamo avanti l’agenda del presidente Trump per rendere più sicuro il Paese». A lei ha repli…
NEW YORK – La procuratrice generale degli Stati Uniti, la ministra della Giustizia Pam Bondi, ha ordinato ai procuratori federali di chiedere la pena di morte per Luigi Mangione, se verrà condannato per l’omicidio, avvenuto a dicembre, dell’amministratore delegato della compagnia assicurativa sanitaria UnitedHealthcare, Brian Thompson. Uno dei capi di accusa, l’omicidio premeditato con arma da fuoco, è un reato federale che lascia aperta la possibilità della condanna a morte.
Il presidente Donald Trump ha revocato la moratoria della pena capitale legata a reati federali introdotta da Joe Biden nel 2021. «L’omicidio di Brian Thompson — ha spiegato Bondi — un uomo innocente e padre di due figli giovani, è stato un assassinio premeditato e a sangue freddo che ha sconvolto l’America». «Dopo un’attenta valutazione — ha aggiunto — ho ordinato ai procuratori federali di richiedere la pena di morte. Portiamo avanti l’agenda del presidente Trump per rendere più sicuro il Paese». A lei ha replicato l’avvocata di Mangione, Karen Agnifilo: «Il governo difende l’industria sanitaria corrotta e assassina».
La prossima udienza in corte federale è prevista il 18 aprile a New York. Mangione, 26 anni, nato a Towson, Maryland, italoamericano, è accusato di aver ucciso il top manager davanti all’ingresso dell’hotel Hilton di Midtown Manhattan, per fare giustizia contro le mutue private, nel mirino per la loro cinica avidità. Cinque giorni dopo venne arrestato in un McDonald’s di Altoona, Pennsylvania. Il riconoscimento era stato possibile grazie all’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di sicurezza il giorno dell’omicidio e, nei giorni precedenti, quando Mangione, in uno dei rari momenti senza la mascherina sul viso, aveva mostrato il volto all’addetta della reception di un ostello.
La linea dura annunciata da Bondi nasce, secondo i media americani, dal pressing dei Ceo delle corporation delle assicurazioni sanitarie, che hanno chiesto una pena esemplare. Mangione, infatti, è diventato un eroe per milioni di americani vittime di un sistema sanitario considerato spietato. Una raccolta fondi per pagargli le spese legali ha raggiunto i 760 mila dollari.
Il timore delle compagnie, condiviso da Trump, è una reazione violenta alla politica di tagli avviata contro veterani, pensionati, disabili e classe media. Anche l’uomo più ricco al mondo, Elon Musk, segue con attenzione questo caso: dopo l’omicidio aveva scelto il silenzio per non condannare un delitto celebrato anche tra i suoi milioni di follower. E ora teme di diventare egli stesso un obiettivo dopo i ripetuti attentati alle Tesla, i veicoli elettrici prodotti dalla sua compagnia. Domenica il miliardario, sempre più impopolare per i tagli del personale federale avviati dal dipartimento da lui guidato, quello dell’Efficienza governativa, ha ammesso di temere per la propria incolumità. Il presunto killer del Ceo, invece, è sempre più amato. «Sappi che ci sono migliaia di persone che ti augurano buona fortuna», scrivono tanti sui social.