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Russia, a Belgorod teloni anti-droni a difesa di edifici. Ironie e scontri social tra Kiev e Mosca

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Le immagini postate su Telegram vengono derise dai profili filoucraini. Mentre quelli filo-Cremlino le interpretano come prova degli attacchi nemici contro i civili
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DNIPRO – Enormi reti metalliche a copertura di intere facciate di edifici di Belgorod vengono attualmente montate da Mosca a protezione delle zone sensibili ad attacchi di droni. Le immagini, diffuse online, sono oggetto di uno scontro social tra le due parti in campo. Con gli ucraini che prendono in giro l’efficacia del metodo “rudimentale” e i russi che accusano i rivali di prendere di mira i civili.

L’iniziativa

Le coperture metalliche sono state applicate a un totale di 40 edifici nella località di Shebekino. Alla fine del 2024, era stato lo stesso governatore della regione russa Vyacheslav Gladkov ad annunciare che il progetto di protezione sarebbe stato avviato a gennaio e che ci sarebbe voluta circa una settimana per ogni edificio. “E’ un progetto nuovo, non posso dire che non lo sia non avendolo mai testato prima”, aveva scritto Gladkov: “Quello che osserviamo è che la situazione è tesa, dunque dobbiamo fare qualcosa per difendere la gente e le proprietà”.

Secondo med…

DNIPRO – Enormi reti metalliche a copertura di intere facciate di edifici di Belgorod vengono attualmente montate da Mosca a protezione delle zone sensibili ad attacchi di droni. Le immagini, diffuse online, sono oggetto di uno scontro social tra le due parti in campo. Con gli ucraini che prendono in giro l’efficacia del metodo “rudimentale” e i russi che accusano i rivali di prendere di mira i civili.

L’iniziativa

Le coperture metalliche sono state applicate a un totale di 40 edifici nella località di Shebekino. Alla fine del 2024, era stato lo stesso governatore della regione russa Vyacheslav Gladkov ad annunciare che il progetto di protezione sarebbe stato avviato a gennaio e che ci sarebbe voluta circa una settimana per ogni edificio. “E’ un progetto nuovo, non posso dire che non lo sia non avendolo mai testato prima”, aveva scritto Gladkov: “Quello che osserviamo è che la situazione è tesa, dunque dobbiamo fare qualcosa per difendere la gente e le proprietà”.

Secondo media russi le reti sono state testate in un campo di prova e sono in grado di intrappolare i droni, impedendo loro di scontrarsi con gli edifici. Tuttavia, in condizioni reali, tali protezioni devono ancora dimostrare la loro efficacia, poiché non sono stati registrati attacchi di droni su edifici protetti.

Sempre secondo fonti vicine a Mosca, anche se i droni rimanessero impigliati nelle reti ed esplodessero, non causerebbero danni significativi agli edifici. Queste protezioni sono state utilizzate con successo su macchinari agricoli. Per ordine del governatore Gladkov, le reti hanno iniziato a essere installate su trattori e mietitrebbie nella zona di confine nella primavera del 2024.

La guerra dei droni

Entrambe le parti stanno facendo ampio uso di droni, spesso cablati per eludere le intercettazioni, nelle zone a ridosso del fronte di guerra. La regione di Belgorod confina con l’Ucraina ed è stata continuamente presa di mira dall’esercito di Kiev, anche strategicamente per tenere occupato il nemico su più fronti.

La comparsa delle immagini delle reti nei giorni scorsi ha causato uno scontro tra le parti in rete. Da una parte gli ucraini scherzano sull’inutilità dello strumento e la distopia del paesaggio, mentre Mosca le usa a conferma del fatto che anche Kiev minaccia i civili con i droni. “Serve per non fare entrare le zanzare?”. “Beh, se l’idea era evitare le cacche di piccione forse può funzionare”. “Lascia che si riducano e riempire le proprie case di cemento…”: sono alcuni dei commenti ucraini sui post di Telegram. Ma c’è anche chi in Ucraina si chiede se non siano davvero necessarie anche dall’altro lato.

Il contesto e i precedenti

Infatti, battute a parte, strumenti tanto rudimentali e analogici come le reti stanno diventando sempre più parte dei paesaggi al fronte, in una fase in cui i quadricotteri sono presenti in quantità sempre maggiori. All'inizio di febbraio, lo specialista ucraino di tecnologia elettronica Serhii Beskrestnov, meglio conosciuto con lo pseudonimo "Flash", pubblicava un video che mostrava come l'esercito russo avesse costruito un "tunnel" di reti lungo due chilometri vicino a Chasiv Yar nella regione di Donetsk per proteggere le proprie attrezzature dagli attacchi dei droni. All'epoca il comandante russo ha rivelato che le reti erano state installate lungo le sezioni più esposte delle strade per proteggere il movimento delle attrezzature russe.

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