NEW YORK – Donald Trump non cambierà linea sui dazi, anche se Wall Street ha segnato un’altra giornata di panico: «Questo — dice — è un grande momento per arricchirsi, per arricchirsi più che mai». Il messaggio è stato lanciato dal resort di Mar-a-Lago, a Palm Beach, in Florida, dove il presidente degli Stati Uniti è tornato per il fine settimana con un giorno d’anticipo. «Le mie politiche — ha promesso — non cambieranno mai».
Giovedì, nel pieno del crollo azionario, Trump era tornato a casa per assistere a un torneo di golf sponsorizzato dai suoi amici sauditi. Durante il volo, pensando ancora ai ricchi, aveva presentato la “Gold Card”, una specie di carta di credito d’oro con la sua effigie, in vendita a cinque milioni, che darà diritto a risiedere negli Stati Uniti. È una “carta verde” per milionari. Ieri il tycoon era atteso a un gala. In mattinata, fuori dal resort, decine di sostenitori trumpiani lo hanno aspettato, mostrando cartelli, bandiere e cappellini rossi del movim…
NEW YORK – Donald Trump non cambierà linea sui dazi, anche se Wall Street ha segnato un’altra giornata di panico: «Questo — dice — è un grande momento per arricchirsi, per arricchirsi più che mai». Il messaggio è stato lanciato dal resort di Mar-a-Lago, a Palm Beach, in Florida, dove il presidente degli Stati Uniti è tornato per il fine settimana con un giorno d’anticipo. «Le mie politiche — ha promesso — non cambieranno mai».
Giovedì, nel pieno del crollo azionario, Trump era tornato a casa per assistere a un torneo di golf sponsorizzato dai suoi amici sauditi. Durante il volo, pensando ancora ai ricchi, aveva presentato la “Gold Card”, una specie di carta di credito d’oro con la sua effigie, in vendita a cinque milioni, che darà diritto a risiedere negli Stati Uniti. È una “carta verde” per milionari. Ieri il tycoon era atteso a un gala. In mattinata, fuori dal resort, decine di sostenitori trumpiani lo hanno aspettato, mostrando cartelli, bandiere e cappellini rossi del movimento Maga. Quando il presidente è uscito, i supporter lo hanno festeggiato. Lui li ha salutati con la mano. Poco dopo il presidente ha commentato i dati sull’occupazione: «Ottimi numeri, migliori delle attese».
Però su Fox News, per la prima volta in ventotto anni, giovedì non è comparso sul sottopancia il dato sull’andamento in diretta della Borsa, in profondo rosso. Una delle conduttrici trumpiane, Jeanine Pirro, ha tentato di calmare i telespettatori, dicendo: «Non mi interessa come vanno i miei fondi pensionistici, e sapete perché? Perché mi fido di quest’uomo». Trump ha continuato per tutto il giorno a dispensare ottimismo. «Ho appena avuto — ha detto — una telefonata molto produttiva con To Lam, segretario generale del Partito comunista del Vietnam. Mi ha detto che vuole ridurre le tariffe a zero, se riesce a raggiungere un accordo con gli Stati Uniti». «L’ho ringraziato — ha aggiunto — e gli ho detto che non vedo l’ora di incontrarlo in futuro».
«Tutti i Paesi — ha rivelato — ci stanno chiamando. Quello è il bello di ciò che abbiamo fatto. Ci siamo messi al posto di guida. Se avessimo chiesto loro di farci un favore, avrebbero risposto di no. Ora faranno qualsiasi cosa per noi». Trump ha aperto ai negoziati, come ha confermato citando la telefonata con il leader vietnamita, mentre il suo staff ha escluso questa possibilità. Uno dei suoi alleati, il senatore Ted Cruz, ha però messo in guardia sugli effetti che le guerra commerciale può avere sul settore automobilistico, dicendo che potrebbe tradursi nel «più grande aumento di tasse in moltissimo tempo».
Su un punto Trump e i suoi sono compatti: pensano che questo sia un momento fantastico. La Casa Bianca ha insistito sull’ottimismo: «Gli americani stanno già vedendo i primi risultati della coraggiosa decisione del presidente sui dazi. La Nissan ha annunciato che manterrà due turni di lavoro nel suo impianto di produzione nel Tennessee». «La General Motors — ha aggiunto — aumenterà la produzione di camion nell’Indiana» mentre Ford e Stellantis (il cui principale azionista Exor è anche editore di Repubblica) «offriranno ai consumatori statunitensi prezzi riservati ai dipendenti sui loro veicoli».
Intanto oggi in tutti e cinquanta gli Stati americani sono attese manifestazioni contro il governo. L’ondata di proteste va sotto il nome di “Hands off”, giù le mani, e rappresenterà il segnale di malcontento generale verso le politiche dell’amministrazione. Prevista la partecipazione di oltre mezzo milione di persone distribuite tra più di mille raduni.