Portogallo, prima legge in Europa contro la violenza ostetrica. Ma i medici protestano
di Benedetta PerilliIl Portogallo si dota di una legge sui diritti delle gestanti in fatto di maternità e parto che introduce, tra i primi Paesi al mondo e l’unico in Europa, il concetto di violenza ostetrica, ovvero, come definito nell’articolo 2 del testo presentata alla Commissione Salute dal Blocco di sinistra l’insieme delle azioni fisiche e verbali esercitate “dagli operatori sanitari sul corpo e sulle procedure dell'apparato riproduttivo delle donne o di altre persone in stato di gravidanza, che si esprime in un trattamento disumanizzato e un abuso".
La protesta dei medici
Le legge 33/2025, una delle ultime approvate dal Parlamento portoghese prima che venisse sciolto in vista delle prossime elezioni, manca ancora dei suoi decreti attuativi ma a pochi giorni dall’entrata in…
Il Portogallo si dota di una legge sui diritti delle gestanti in fatto di maternità e parto che introduce, tra i primi Paesi al mondo e l’unico in Europa, il concetto di violenza ostetrica, ovvero, come definito nell’articolo 2 del testo presentata alla Commissione Salute dal Blocco di sinistra l’insieme delle azioni fisiche e verbali esercitate “dagli operatori sanitari sul corpo e sulle procedure dell'apparato riproduttivo delle donne o di altre persone in stato di gravidanza, che si esprime in un trattamento disumanizzato e un abuso".
La protesta dei medici
Le legge 33/2025, una delle ultime approvate dal Parlamento portoghese prima che venisse sciolto in vista delle prossime elezioni, manca ancora dei suoi decreti attuativi ma a pochi giorni dall’entrata in vigore è già stata attaccata dall’Ordine nazionale dei medici che ne chiede l’abrogazione accusando i legislatori di non aver ascoltato il parere tecnico-scientifico dei medici per concepirla e di aver così messo a punto un testo che rischia di non difendere le donne e di compromettere il rapporto tra personale sanitario e pazienti, oltre a penalizzare alcune pratiche che vengono reputate necessarie a seconda delle urgenze.
Che cosa è l’episiotomia
In particolare si fa riferimento all'episiotomia (o perineotomia), ovvero l'incisione chirurgica del perineo fatta allo scopo di allargare l'orifizio vaginale al fine di aiutare l’uscita del neonato durante il parto, che secondo il legislatore sarebbe ormai diventata una routine spesso praticata senza alcuna indicazione clinica. Secondo la nuova legislazione, che prevede l’istituzione di una Commissione di vigilanza, gli ospedali che scelgono di eseguire l’episiotomia di routine e altre pratiche non giustificate possono essere sanzionati, così come i medici che la effettuano possono essere soggetti a procedimenti disciplinari.
“Contestiamo sia la legge che il processo che ha portato a definirla – ha spiegato all’agenzia portoghese Lusa il presidente dell’Ordine dei medici Carlos Cortes – un processo fatto all’oscuro, senza un dialogo e senza una comunicazione”. Al centro della contestazione ci sarebbe anche l’utilizzo del termine “violenza ostetrica” che secondo Cortes sarebbe “un termine non utilizzato dall’Unione Europea e che la stessa Organizzazione mondiale della Sanità non raccomanda di usare” e che “potrebbe aprire la strada alla penalizzazione di atti medici che sono decisioni istantanee e necessarie, ma che potrebbero essere interpretate come violenza ostetrica".
Sulla stessa linea un gruppo di ostetrici che in una lettera hanno espresso dubbi sul concetto di violenza ostetrica che "oltre a mancare di una solida base scientifica, favorisce un ambiente di sfiducia, promuove il contenzioso tra utenti e professionisti della salute e mette a rischio la relazione terapeutica che dovrebbe essere basata sul rispetto e sulla fiducia reciproci".
Nel maggio 2024 la Commissione europea ha finanziato un rapporto dal titolo “Obstetric violence in the European Union, Situational analysis and policy recommendations” curato dall’antropologa medica dell’Università di Udine Patrizia Quattrocchi.
In uno studio pubblicato su The Lancet nel 2022, sulla base di dati raccolti da Imagine Global, il Portogallo ha uno dei tassi più alti di pratiche non raccomandate, tra cui l'episiotomia nel 41% dei parti, la manovra di Kristeller nel 50%, due terzi delle donne dichiarano di essere state costrette nei movimenti durante il parto, il 41% di non essere state coinvolte nelle decisioni riguardanti il proprio corpo. Tre donne su quattro sono state sottoposte a esami vaginali senza consenso. Un terzo ha ritenuto di non essere stata trattata con dignità.