KRYVYI RIH – Per strada c’è molta gente. L’allarme aereo in corso non ha impedito la reazione di solidarietà spontanea dei vicini. Il quartiere popolare della periferia nord di Kryvyi Rih, contraddistinto da grandi blocchi di appartamenti e ampi spazi verdi è un posto per famiglie. Ci sono scuole e asili, un campo sportivo e numerosi parchi giochi. La zona in cui venerdì sera è stata perpetrata la strage è transennata e chiusa al traffico. Le facciate degli edifici tutt’intorno sono distrutte o scheggiate, le finestre crollano, i flessibili sono al lavoro. L’asfalto è costellato di buchi e il prato del parco giochi è solcato da tagli profondi, come se fosse stato graffiato dagli artigli di un animale gigantesco. Una signora con i capelli ossigenati squarcia il silenzio e scoppia a piangere: «Chi ha fatto questo deve pagare».
Venerdì sera alle 19, con la luce di un giorno di primavera an…
KRYVYI RIH – Per strada c’è molta gente. L’allarme aereo in corso non ha impedito la reazione di solidarietà spontanea dei vicini. Il quartiere popolare della periferia nord di Kryvyi Rih, contraddistinto da grandi blocchi di appartamenti e ampi spazi verdi è un posto per famiglie. Ci sono scuole e asili, un campo sportivo e numerosi parchi giochi. La zona in cui venerdì sera è stata perpetrata la strage è transennata e chiusa al traffico. Le facciate degli edifici tutt’intorno sono distrutte o scheggiate, le finestre crollano, i flessibili sono al lavoro. L’asfalto è costellato di buchi e il prato del parco giochi è solcato da tagli profondi, come se fosse stato graffiato dagli artigli di un animale gigantesco. Una signora con i capelli ossigenati squarcia il silenzio e scoppia a piangere: «Chi ha fatto questo deve pagare».
Venerdì sera alle 19, con la luce di un giorno di primavera ancora alta, un missile Iskander è tornato a colpire questa città strategica che porta la croce di aver dato i natali al presidente ucraino e di essere il cuore industriale del Paese. Secondo Kiev, si è trattato di un missile balistico russo caricato con una testata cluster. Le osservazioni sul terreno sembrano confermare questa ipotesi. È esploso colpendo in pieno un parco giochi e gli edifici circostanti. Il bilancio grave si deve al tipo di arma: 19 i morti di cui 9 bambini, oltre 60 i feriti, è il conteggio di Kiev.
Attacco missilistico russo a Kryvyi Rih, in Ucraina. Almeno 19 morti nella città natale di Zelensky
L’indomani Mosca ammette di avere effettuato operazioni nell’area con questo comunicato: «Oggi, 4 aprile, alle 18.49, le forze armate russe hanno sferrato un attacco di precisione con un missile ad alto potenziale esplosivo contro un ristorante a Kryvyi Rih, dove si stavano incontrando i comandanti delle formazioni e gli istruttori occidentali. Come conseguenza il nemico ha perso 85 uomini e 20 veicoli». I blogger di regime fanno eco e indicano il vicino ristorante “Magellan”. Lo Stato Maggiore della Difesa di Kiev accusa Mosca di mentire. Il ristorante è un edificio di un piano situato a circa cento metri e che riporta danni minori: 12 ore dopo l’incidente non c’è traccia di una simile strage di militari. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non si capacita del cinismo e dopo aver definito i nemici «bastardi» si scaglia anche contro gli Stati Uniti: «Hanno persino paura di pronunciare la parola “russo” quando si parla di missili che uccidono bambini», ha scritto su Telegram. «La guerra deve finire, ma perché finisca non bisogna avere paura di chiamare le cose col loro nome», ha ammonito il leader di Kiev. «Non dobbiamo avere paura di fare pressione sull’unico che continua questa guerra e ignora tutte le proposte per porvi fine», ha concluso Zelensky, «la Russia invece di un cessate il fuoco sceglie di uccidere i bambini».
Alexander Yermolenko ha 33 anni, per mano due figli di 3 e 9 anni che stringe come se glieli potessero rubare da un momento all’altro. In mano hanno i narcisi da posare sullo scivolo e le altalene. È testimone oculare. «Vivo a pochi minuti di macchina e guidavo non lontano da qui quando ho sentito l’esplosione. Si è innalzata un’enorme nuvola di fumo. Ero da solo e ho pensato di accorrere ad aiutare. Il fumo era intenso e c’erano i corpi ovunque». «Si guardi intorno», invita dalla scena Oleksandr Vilkul, capo del Consiglio della Difesa di Kryvyi Rih: «Il missile è esploso nell’aria. Si tratta di un’arma speciale, pensata per far male a molte persone. E qui vivono solo famiglie».
Emergono delle vittime. Tymofil aveva 3 anni e 9 mesi. Al parco giochi era andato con la nonna. «Amava lo spazio e i razzi», è l’ironia amara nel commento della madre che ne posta una foto di quando era più piccolo, su una giostra, con una felpa con il simbolo di Batman. Radislav, 7 anni, Arina (7), Herman (9), Daniil (15), Nikita (15), Alina (15), Konstantin (16) e Nikita (17), sono gli altri. L’elenco dei loro nomi viene condiviso sui social.
La strage di venerdì sera è il culmine di una escalation di ferocia che si è abbattuta sulla regione di Dnipropetrovsk nelle ultime settimane. La zona è un polo industriale situato nelle immediate retroviee del fronte est, colpire qui significa indebolire i rinforzi e la logistica ucraina. Ma c’è di più: la scorsa settimana dal vertice dei volenterosi di Parigi è emersa l’intenzione degli occidentali di dispiegare proprio qui un contingente in caso di tregua. I ripetuti attacchi a Dnipro e Kryvyi Rih suonano come un avvertimento.