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Russia, ricoverato cittadino americano in attesa di processo

L'ambasciata americana a Mosca 

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Joseph Tater è accusato di aver aggredito una poliziotta. Se condannato, rischia 15 anni. Durante il processo, ha detto di essere “preso di mira dalla Cia” da anni e “perseguitato negli Usa”
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MOSCA – Verrà ricoverato su ordine del tribunale il cittadino statunitense Joseph Tater arrestato nell’agosto scorso a Mosca dopo aver assalito il personale di un lussuoso hotel che gli aveva chiesto di mostrare i documenti e aggredito un’agente nella stazione di polizia dove era stato portato. I dottori che lo seguono da allora gli hanno diagnosticato un disturbo mentale, riferisce l’agenzia di stampa russa Tass. Se condannato, Tater rischia fino a cinque anni di prigione.

Tater era stato arrestato il 12 agosto e due giorni dopo condannato a una «sanzione amministrativa sotto forma di detenzione per 15 giorni» per accuse di teppismo, ma allo scadere della pena era stato posto in custodia cautelare con l’accusa di violenza contro pubblico ufficiale.

Lo scorso settembre, durante un’udienza d’appello presso il tribunale di Mosca, Tater aveva detto di voler rinunciare alla cittadinanza statunitense perché vittima di persecuzione politica negli Stati Uniti. Aveva criticato il governo…

MOSCA – Verrà ricoverato su ordine del tribunale il cittadino statunitense Joseph Tater arrestato nell’agosto scorso a Mosca dopo aver assalito il personale di un lussuoso hotel che gli aveva chiesto di mostrare i documenti e aggredito un’agente nella stazione di polizia dove era stato portato. I dottori che lo seguono da allora gli hanno diagnosticato un disturbo mentale, riferisce l’agenzia di stampa russa Tass. Se condannato, Tater rischia fino a cinque anni di prigione.

Tater era stato arrestato il 12 agosto e due giorni dopo condannato a una «sanzione amministrativa sotto forma di detenzione per 15 giorni» per accuse di teppismo, ma allo scadere della pena era stato posto in custodia cautelare con l’accusa di violenza contro pubblico ufficiale.

Lo scorso settembre, durante un’udienza d’appello presso il tribunale di Mosca, Tater aveva detto di voler rinunciare alla cittadinanza statunitense perché vittima di persecuzione politica negli Stati Uniti. Aveva criticato il governo e i media statunitensi e chiesto a due funzionari dell’ambasciata statunitense presenti in aula di andarsene dicendo di essere stato preso di mira dalla Cia per anni. «Non sono più un cittadino statunitense, vi chiedo di lasciare l’aula». E aveva anche chiesto ai giornalisti americani, «in particolare alla Cnn» di andare via.

«La mia vita è minacciata negli Stati Uniti», aveva detto Tater sostenendo che la Cia aveva ucciso sua madre mentre lui era ricoverato in ospedale e che lui era stato arrestato negli Usa con false accuse. Il suo avvocato aveva detto al giudice che Tater era venuto in Russia proprio «con lo scopo di ottenere asilo politico in relazione alla persecuzione da parte delle autorità competenti negli Stati Uniti».

Negli ultimi anni la Russia ha arrestato diversi cittadini statunitensi con accuse che spaziano dallo spionaggio al discredito dell’esercito russo, fino a piccoli furti e liti familiari. Alcuni di questi sono considerati dalle autorità statunitensi “detenuti ingiustamente”, come Ksenia Khavana Kalerina, doppia cittadinanza russo-statunitense, condannata a 12 anni di carcere per tradimento dopo aver donato 51 dollari a un ente di beneficenza che, stando alle accuse, raccoglieva fondi per l’esercito ucraino.

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