Potrebbe essere la fine della tensione o l’inizio di un nuovo conflitto. Trump intensifica la pressione su Teheran, e dopo aver dato due mesi di tempo a Khamenei per decidere se accettare o no la sua proposta di negoziato torna a minacciare l’Iran. E annuncia: "Sabato inizieranno colloqui diretti. Speriamo abbiano successo". Colloqui di "alto livello", ha sottolineato il presidente Usa ribadendo che "ci sarà un incontro diretto importante". "Quasi al più alto livello", ha aggiunto.
I toni minacciosi se i negoziati dovessero fallire
I toni, come di consueto con il presidente Trump in fase negoziale, sono però minacciosi e aggressivi: "se il dialogo non avrà successo, credo che l'Iran sarà nei guai". "L'Iran non può avere l'arma nucleare", ha ribadito dopo l'incontro con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu.
Il cauto sostegno di Netanyahu
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, parlando pochi istanti prima che il presidente Donald Trump rivelasse che gli Stati Uniti stanno tenendo colloqui diretti con l'Iran sul suo programma nucleare, ha espresso il suo cauto sostegno alla mossa. "Siamo entrambi uniti nell'obiettivo che l'Iran non ottenga armi nucleari", ha detto. "Se può essere fatto diplomaticamente, in modo completo, come è stato fatto in Libia, penso che sarebbe una buona cosa", ha aggiunto. "Ma qualunque cosa accada, dobbiamo assicurarci che l'Iran non abbia armi nucleari", ha sottolineato Netanyahu.