In queste ore il fronte più caldo di tutta l’Ucraina sembra essere quello intorno alla cittadina di Lyman, una sorta di cerniera tra le province di Kharkiv, Lugansk e Donetsk. L’armata russa ha una “tattica liquida”: tiene sotto pressione tutte le difese ucraine lungo quasi mille chilometri di linea, facendo insinuare piccoli rivoli dove incontra un punto debole. Lì si infilano squadre di soldati o, più raramente, colonne di mezzi corazzati che lentamente circondano i capisaldi di Kiev. E’ un metodo ormai rodato, che gli permette di andare avanti nonostante la bassa qualità dei volontari arruolati a basso prezzo che formano il grosso dei reparti: le poche truppe scelte intervengono solo per sfruttare le brecce.
La strategia dei russi sul fronte
Lo schema è stato ripetuto negli scorsi mesi per penetrare lungo il fiume Oskil attraverso una vallata che dal capoluogo russo di Belgorod si infila dritta nel cuore del territorio ucraino. Il valore strategico di questa zona è noto, ma …
In queste ore il fronte più caldo di tutta l’Ucraina sembra essere quello intorno alla cittadina di Lyman, una sorta di cerniera tra le province di Kharkiv, Lugansk e Donetsk. L’armata russa ha una “tattica liquida”: tiene sotto pressione tutte le difese ucraine lungo quasi mille chilometri di linea, facendo insinuare piccoli rivoli dove incontra un punto debole. Lì si infilano squadre di soldati o, più raramente, colonne di mezzi corazzati che lentamente circondano i capisaldi di Kiev. E’ un metodo ormai rodato, che gli permette di andare avanti nonostante la bassa qualità dei volontari arruolati a basso prezzo che formano il grosso dei reparti: le poche truppe scelte intervengono solo per sfruttare le brecce.
La strategia dei russi sul fronte
Lo schema è stato ripetuto negli scorsi mesi per penetrare lungo il fiume Oskil attraverso una vallata che dal capoluogo russo di Belgorod si infila dritta nel cuore del territorio ucraino. Il valore strategico di questa zona è noto, ma ne ha pure uno simbolico: fu occupata da Mosca all’inizio dell’invasione e poi riconquistata dagli ucraini con un’offensiva lampo all’inizio dell’ottobre 2022. Fu proprio quel blitz a sorpresa a segnare il momento di massima crisi dell’esercito di Putin, perché avvenne in contemporanea con l’accerchiamento delle divisioni a Kherson, e a favorire l’ascesa del generale Syrsky, poi insediato da Zelensky al vertice delle forze armate. Dalla primavera del 2024 i rapporti si sono capovolti e i battaglioni russi hanno ripreso l’iniziativa. Il loro obiettivo principale sembrava la città di Kupiansk e due mesi fa gli ucraini hanno raccolto alcune unità d’èlite, lanciando piccoli contrattacchi in modo da allontanare la minaccia. Adesso però lo sforzo degli invasori ha cambiato direzione e si è concentrato più a sud, verso la cittadina di Lyman.
Le difficoltà dei soldati ucraini
Fonti di Kiev riprese dall’Institute for the Study of War sostengono che i generali di Putin siano stati in grado di radunare 30 mila uomini con ampia disponibilità di mezzi corazzati per alimentare i piani d’attacco nella zona: restano oltre la frontiera, pronti a entrare in campo per dare la spinta decisiva. Possono accumulare in una determinata area una quantità di soldati dieci volte superiore ai difensori. Domenica i rapporti ucraini più affidabili – quelli del canale Deep State – hanno segnalato un peggioramento della situazione. La linea Nove-Katerynivka-Nevske sembra vicina a cedere. Il villaggio di Katerynivka sarebbe stato conquistato nella notte, ci sono continui assalti contro Novomykhailivka e “il nemico ha avuto successo nella zona della Neva”. I russi sono superiori per numero di soldati e soprattutto di droni, che impediscono i movimenti per rifornire le trincee prese di mira. Contemporaneamente, proseguono i loro tentativi per attraversare il fiume Oskil e riprendere la marcia su Kupiansk. Le perdite russe sarebbero pesanti ma i comandi non se ne curano: lanciano altre squadre di uomini, che avanzano tra le cannonate a bordo di moto e piccoli fuoristrada. Se uno focalizza le posizioni di Kupiansk e Lyman sulla mappa nota subito che i generali di Mosca hanno a disposizione due opportunità d’affondo. Una verso nord che da Kupiansk va in direzione di Kharkiv, la metropoli assediata all’inizio dell’invasione che negli ultimi giorni viene bombardata senza sosta. L’altra verso sud, che da Lyman può spazzare via la resistenza ucraina nel Donetsk settentrionale e consegnare al Cremlino un altro pezzo del Donbass.
Ma i caccia forniti da Usa e Francia colpiscono la prima linea russa
Il quartier generale di Zelensky ha poche riserve a disposizione e deve tenere a bada più settori critici. C’è quello di Zaporizhzhia, il più meridionale, oltre a Prokovsk e Toretsk, sempre nel Donetsk. L’Institute for the Study of War – un think tank che segue il conflitto con attenzione – sostiene che l’avanzata è rallentata a marzo: sono stati occupati solo 203 chilometri quadrati, contro i 354 di febbraio, i 427 di gennaio, i 569 di dicembre e i 627 del mese record di novembre. Molti analisti ritengono che si sia trattato di una pausa, per riorganizzare i reparti e preparare una nuova ondata di assalti. C’è un’unica nota positiva per Kiev. Grazie alle bombe guidate fornite da Stati Uniti e Francia, i caccia ucraini sempre più spesso colpiscono la prima linea russa: le sganciano tenendosi a distanza di sicurezza dalla contraerea e la potente aviazione di Mosca finora non è riuscita a fermarli.