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“È l’ora di comprare”. Il post di Trump prima dello stop ai dazi e il caso insider trading

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I democratici chiedono un’inchiesta: “Dalla Casa Bianca muove i mercati e i suoi amici lucrano grazie a informazioni privilegiate”
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NEW YORK – E se lo avesse fatto apposta, per intascare quattrini lui o regalarli agli amici? Nell’America ormai distopica del secondo mandato Trump gira pure questa voce, alimentata da diversi parlamentari democratici, che hanno chiesto di aprire un’inchiesta per insider trading sul capo della Casa Bianca. Il sospetto, che se non fosse sbalorditivo fornirebbe materiale per serie tv politiche, è che mercoledì il presidente degli Stati Uniti abbia lanciato l’avvertimento dell’imminente pausa dei dazi con qualche ora di anticipo, per dare tempo a chi doveva di raccattare azioni dal fondo dove lui le aveva precipitate, in modo da incassare profitti alle spalle dei cittadini ignari grazie al tira e molla prefabbricato delle tariffe.

Il primo a metterlo nero su bianco è stato il senatore della California Adam Schiff, che prima di dedicarsi alla politica faceva il procuratore e quindi di questi impicci se ne intende. Era anche la bestia nera legale di Trump, perché da deputato aveva gui…

NEW YORK – E se lo avesse fatto apposta, per intascare quattrini lui o regalarli agli amici? Nell’America ormai distopica del secondo mandato Trump gira pure questa voce, alimentata da diversi parlamentari democratici, che hanno chiesto di aprire un’inchiesta per insider trading sul capo della Casa Bianca. Il sospetto, che se non fosse sbalorditivo fornirebbe materiale per serie tv politiche, è che mercoledì il presidente degli Stati Uniti abbia lanciato l’avvertimento dell’imminente pausa dei dazi con qualche ora di anticipo, per dare tempo a chi doveva di raccattare azioni dal fondo dove lui le aveva precipitate, in modo da incassare profitti alle spalle dei cittadini ignari grazie al tira e molla prefabbricato delle tariffe.

Il primo a metterlo nero su bianco è stato il senatore della California Adam Schiff, che prima di dedicarsi alla politica faceva il procuratore e quindi di questi impicci se ne intende. Era anche la bestia nera legale di Trump, perché da deputato aveva guidato l’accusa per il suo primo impeachment.

Mercoledì mattina, pochi minuti prima che le borse aprissero, il capo della Casa Bianca ha pubblicato sul social Truth questo messaggio a caratteri cubitali: “This is a great time to buy!!!”. Firmato DJT, che vuol dire Donald John Trump, ma è anche la sigla della sua media company. In quelle stesse ore Jamieson Greer, rappresentante speciale dell’amministrazione per i commerci, stava parlando al Congresso per difendere a spada tratta la strategia delle tariffe all’infinito. Nel frattempo il suo presidente lo stava smentendo, annunciando la paura di 90 giorni. «Qui siamo a dilettanti allo sbaraglio», gli aveva urlato contro il deputato democratico del Nevada Steven Horsford, perché «qualcuno ti appena tirato il tappeto da sotto ai piedi». Perciò si era chiesto se non fosse una macchinazione premeditata, altrimenti nota nei mercati come insider trading: «Ma questo non è un gioco. È la vita reale». Nel giro di pochi minuti le azioni avevano guadagnato il 7%, per chiudere con un balzo del 9%, mentre i titoli di Stato calavano.

Schiff ha collegato i puntini e ieri mattina, insieme al collega dell’Arizona Ruben Gallego, ha inviato una lettera alla Casa Bianca per «richiedere un’inchiesta urgente sul fatto che il presidente Trump, la sua famiglia, o altri membri dell’amministrazione siano stati coinvolti in insider trading o altre transazioni finanziare illegali». Il testo sollecita l’esame delle operazioni compiute da ogni membro del governo che potesse essere a conoscenza dell’imminente pausa dei dazi: «Ad esempio le azioni della compagnia di Elon Musk, Tesla, sono salite del 18% immediatamente dopo l’annuncio del presidente riguardo al blocco delle tariffe, alle quali Musk si era pubblicamente opposto».

Le inchieste parlamentari le guida il partito di maggioranza, e quindi è assai improbabile che i senatori repubblicani Chuck Grassley e Mike Crapo, presidenti delle Commissioni Giustizia e Finanze, diano alcun seguito alla denuncia di Schiff. Il genio però è uscito dalla lampada, con allusioni anche alle «family meme coin e tutto il resto per arricchirsi». Gli stessi democratici potrebbero fare indagini con le loro forze, pur non avendo il potere di emettere “subpoena”, ossia mandati di comparizione a testimoniare.

Il sospetto del resto riguarda tutta l’amministrazione, dopo che il re degli hedge fund Bill Ackman ha accusato il segretario al Commercio Lutnick di volere il crollo dell’economia americana, perché così la sua compagnia finanziaria Cantor Fitzgerald ci guadagnerebbe speculando sui bond. Charlie McElligott di Nomura è arrivato a scrivere in una nota ai clienti che il presidente vuole provocare una recessione per costringere la Fed ad abbassare i tassi, indebolire il dollaro, arricchirsi e favorire il “rebalance” dell’economia americana dal pubblico dell’era Biden al privato di Trump.

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