Un milione di deportazioni nel 2025, primo anno della sua seconda presidenza: è questo l'obiettivo di Donald Trump emerso in alcune conversazioni private, secondo quanto riferisce il Washington Post, che cita diverse fonti federali al corrente del piani. Deportare un milione di immigrati in un anno supererebbe di gran lunga le precedenti statistiche, con il “record” che finora spetta a Barack Obama, quando in un anno vennero espulsi in 400mila.
Il consigliere alla Casa Bianca Stephen Miller lavora quotidianamente con i funzionari del Dipartimento per la sicurezza nazionale e le altre agenzie federali per centrare l'obiettivo, afferma il Washington Post, sottolineando che l'amministrazione sta trattando con circa 30 paesi per convincerli a accettare migranti deportati che non sono loro cittadini. Era stato proprio il Washington Post a indicare tra i Paesi con cui Washington sarebbe in trattativa Libia, Ruanda, Benin, Eswatini (Stato indipendente dell'Africa meridionale, una delle tre monarchie del continente, assieme al Marocco e al Lesotho) Moldavia, Mongolia e Kosovo.
Tuttavia, secondo gli analisti, le statistiche disponibili rendono un tale obiettivo irrealistico, se non impossibile, dati i finanziamenti, il personale disponibile, e anche per il fatto che la maggior parte degli immigrati ha diritto a un'udienza in tribunale prima di essere espulsa dal Paese.