La Germania ha fame di soldati: riaffiora il tema della leva obbligatoria
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – La Germania si fida ancora degli Stati Uniti, pensa “assolutamente" che nel caso di un attacco russo ai Paesi baltici, Washington non farebbe mancare il suo sostegno agli storici partner della Nato. Però fidarsi è bene, rendersi autonomi è meglio. E l’Ispettore generale della Bundeswehr, Carsten Breuer ha ribadito in un’intervista alla Welt am Sonntag che la “minaccia russa è palese”, che Vladimir Putin sta costruendo un esercito da un milione e mezzo di soldati - il doppio, rispetto al periodo precedente all’invasione dell’Ucraina - e che Berlino non resterà con le mani in mano. Anche perché entro il 2029 Mosca sarà in grado di sferrare “un attacco convenzionale su ampia scala contro la Nato”.
La Bundeswehr conta dunque di garantirsi 100mila riservisti in più entro la fine del decennio. E di ingrandire l’attuale esercito di soldati professionisti a quota 200mila (da 182mila). Secondo Breuer gli obblighi derivanti dall’appartenenza alla Nato imporrebbero in realtà alla Germa…
BERLINO – La Germania si fida ancora degli Stati Uniti, pensa “assolutamente" che nel caso di un attacco russo ai Paesi baltici, Washington non farebbe mancare il suo sostegno agli storici partner della Nato. Però fidarsi è bene, rendersi autonomi è meglio. E l’Ispettore generale della Bundeswehr, Carsten Breuer ha ribadito in un’intervista alla Welt am Sonntag che la “minaccia russa è palese”, che Vladimir Putin sta costruendo un esercito da un milione e mezzo di soldati - il doppio, rispetto al periodo precedente all’invasione dell’Ucraina - e che Berlino non resterà con le mani in mano. Anche perché entro il 2029 Mosca sarà in grado di sferrare “un attacco convenzionale su ampia scala contro la Nato”.
La Bundeswehr conta dunque di garantirsi 100mila riservisti in più entro la fine del decennio. E di ingrandire l’attuale esercito di soldati professionisti a quota 200mila (da 182mila). Secondo Breuer gli obblighi derivanti dall’appartenenza alla Nato imporrebbero in realtà alla Germania una disponibilità di 460mila soldati professionisti e riservisti.
Il calcolo di Breuer è che la Bundeswehr può contare attualmente su 60mila riservisti in fase di addestramento, che si aggiungono ai 100mila che si possono convocare tra gli 800mila che hanno svolto la leva o sono stati nell’esercito nei decenni passati. Mancano all’appello, dunque, 100mila riservisti. Che si aggiungerebbero ai 200mila soldati professionisti. Totale: 460mila. Perciò, ha aggiunto l’Ispettore generale della Bundeswehr, “serve una qualche forma di servizio militare”.
Nel contratto di coalizione che la Cdu/Csu e la Spd hanno appena concordato si parla in effetti di una leva “su modello svedese”, semi obbligatoria. Già due anni fa il ministro della Difesa Boris Pistorius - in predicato per essere riconfermato - aveva definito “sbagliata” la decisione di abolire la leva obbligatoria nel 2011.
Consapevole che sarebbe difficile reintrodurla ora, il politico socialdemocratico propone un meccanismo adottato già in Svezia. Al compimento della maggiore età, a tutti i tedeschi arriverebbe un ampio questionario da compilare. I più idonei o i volontari verrebbero poi invitati per due giorni a fare test scritti ed esami per stabilirne la forma fisica. In Germania, contrariamente alla Svezia, il questionario verrebbe spedito solo agli uomini. Per ora. E la leva sarebbe su base volontaria. Sempre: per ora. Nel caso di un numero insufficiente di volontari, lo stesso Pistorius ha lasciato intendere che potrebbero subentrare degli “elementi di obbligatorietà”.