Ovazione per Trump a Miami: “Stiamo facendo un buon lavoro”
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK – Gli Stati Uniti saranno pure avviati verso la recessione, la comunità globale è infuriata per i dazi, la Cina risponde a muso duro alla guerra commerciale, e l’autocrate russo Putin invece di accettare il cessate il fuoco spara sui fedeli che vanno in chiesa, ma nel mondo della lotta il presidente Trump resta un idolo infrangibile. Lo dimostra senza ombra di dubbio la "standing ovation" che gli spettatori gli hanno tributato sabato sera, quando è entrato al Kaseya Center di Miami per assistere all’evento dell’Ultimate Fighting Championship, dove i protagonisti di questo show a metà fra le arti marziali e la rissa di strada si menavano dentro ad una gabbia.
Trump è un vecchio fan di questa lotta, un po’ perché gli piace, e un molto perché coincide alla perfezione con la sua base elettorale e la cultura che la domina. Così ha pensato bene di dedicare il proprio sabato sera all’incontro Ufc 314, che per di più si teneva nella città più importante dello stato dove vive, la…
NEW YORK – Gli Stati Uniti saranno pure avviati verso la recessione, la comunità globale è infuriata per i dazi, la Cina risponde a muso duro alla guerra commerciale, e l’autocrate russo Putin invece di accettare il cessate il fuoco spara sui fedeli che vanno in chiesa, ma nel mondo della lotta il presidente Trump resta un idolo infrangibile. Lo dimostra senza ombra di dubbio la "standing ovation" che gli spettatori gli hanno tributato sabato sera, quando è entrato al Kaseya Center di Miami per assistere all’evento dell’Ultimate Fighting Championship, dove i protagonisti di questo show a metà fra le arti marziali e la rissa di strada si menavano dentro ad una gabbia.
Trump è un vecchio fan di questa lotta, un po’ perché gli piace, e un molto perché coincide alla perfezione con la sua base elettorale e la cultura che la domina. Così ha pensato bene di dedicare il proprio sabato sera all’incontro Ufc 314, che per di più si teneva nella città più importante dello stato dove vive, la Florida, con lui diventata solidamente repubblicana. Era insieme un’uscita familiare, perché con lui c’era la nipote Kai, e politica, perché lo accompagnavano l’immancabile Elon Musk col figlioletto, ma anche diversi membri del governo come Robert Kennedy.
Applausi per Trump a Miami quando arriva all'Ultimate fighting championship
Il capo della Casa Bianca è molto amico di Dana White, il ceo di Ufc che lo ha aiutato durante la campagna presidenziale, ed è entrato insieme a Joe Rogan, il podcaster conservatore che ha fatto sempre propaganda per lui. Quando è arrivato nell’arena dove era stata montata la gabbia per le botte, il pubblico si è alzato in piedi ad applaudire, nella maniera più fragorosa possibile. Trump ha apprezzato, definendo "leggendaria" l’accoglienza ricevuta, e l’ha subito trasformata in una misura inequivocabile del suo gradimento personale: "Vuol dire che sto facendo un grande lavoro come presidente, altrimenti non si sarebbero comportati così".
La realtà è che il popolo della Ufc sarà l’ultimo ad abbandonarlo, perché sul piano sociale, prima ancora che politico, rappresenta proprio il segmento della popolazione più vicina al movimento Maga. Se un giorno dovessero fischiarlo, o anche solo ignorarlo, vorrebbe davvero dire che è finito. Al momento però questa parte della società americana resta schierata con lui per profonde motivazioni culturali, e quindi non lo abbandona anche se intanto perde il lavoro o lo stipendio. Anzi, appoggia i dazi e tutti gli altri provvedimenti più estremistici come una dimostrazione del ritorno del potere degli Stati Uniti sulla scena globale.
Trump poi non perdona esitazioni o tradimenti, come ha dimostrato proprio sabato sera a Miami, ignorando la mano che Cheryl Hines gli aveva teso per stringerla. L’attrice è la moglie di Robert Kennedy, ma essendo una democratica di lunga data, aveva sconsigliato al marito di entrare nel gabinetto di Donald. Lui deve essersela legata al dito e quindi ha rifiutato di salutarla. Il video di questa scenetta, con lei attonita e Kennedy sorridente, è diventato più virale della standing ovation. Si tratta ora di vedere quali di questi due mondi prevarrà nei prossimi mesi, per definire il successo o il fallimento della sua presidenza.