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Premiata a Fossoli l’inviata Rai nel Kursk. Mosca tuona: “Un’offesa alla memoria”

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La portavoce degli Esteri Maria Zakharova di nuovo all’attacco dell’Italia. Stavolta il bersaglio è il riconoscimento a Stefania Battistini: “E’ un baccanale, un insulto grossolano alle vittime del fascismo e del nazismo”
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MOSCA - “La premiazione dell’inviata speciale della Rai Stefania Battistini in un campo di concentramento è un’offesa alla memoria delle vittime del fascismo”. La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha duramente commentato così la consegna del Premio Odoardo Focherini per la libertà di stampa, istituito da Fondazione Fossoli, Associazione Stampa Modenese e Diocesi di Carpi alla giornalista italiana che ad agosto per prima entrò in territorio russo al seguito delle forze ucraine.

Il reportage dalla regione di Kursk è costato a Stefania Battistini e al collega operatore Simone Traini un mandato di cattura emesso da un tribunale russo: i due giornalisti italiani sono accusati di attraversamento illegale del confine e rischiano fino a cinque anni di carcere.

La cerimonia di premiazione si è svolta venerdì scorso, 11 aprile, in una baracca restaurata dell'ex campo di concentramento della città di Fossoli. A consegnare il riconoscimento “per aver raccontato, attrave…

MOSCA - “La premiazione dell’inviata speciale della Rai Stefania Battistini in un campo di concentramento è un’offesa alla memoria delle vittime del fascismo”. La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha duramente commentato così la consegna del Premio Odoardo Focherini per la libertà di stampa, istituito da Fondazione Fossoli, Associazione Stampa Modenese e Diocesi di Carpi alla giornalista italiana che ad agosto per prima entrò in territorio russo al seguito delle forze ucraine.

Il reportage dalla regione di Kursk è costato a Stefania Battistini e al collega operatore Simone Traini un mandato di cattura emesso da un tribunale russo: i due giornalisti italiani sono accusati di attraversamento illegale del confine e rischiano fino a cinque anni di carcere.

La cerimonia di premiazione si è svolta venerdì scorso, 11 aprile, in una baracca restaurata dell'ex campo di concentramento della città di Fossoli. A consegnare il riconoscimento “per aver raccontato, attraverso i suoi reportage, l’orrore della guerra in Ucraina senza lasciarsi fermare o intimorire”, è stata Paola Focherini, figlia del giornalista a cui è intitolato il concorso, assassinato dai nazisti per la sua attività di sostegno agli ebrei perseguitati.

"Tutta questa storia è un vero baccanale – ha tuonato Maria Zakharova in un post su Telegram - nient'altro che un insulto grossolano e imperdonabile alla memoria delle vittime del fascismo italiano e del nazismo tedesco, una presa in giro dei loro ideali, commessa letteralmente sulle loro tombe".

Secondo la portavoce degli Esteri di Mosca, in realtà i reportage di Stefania Battistini non sarebbero altro che "materiali esclusivamente propagandistici”, il cui scopo è unicamente quello di “scaricare la responsabilità dei crimini di guerra commessi dalle Forze armate ucraine sulla parte russa”.

La Russia ha da sempre giustificato l’avvio dell’operazione militare contro Kiev con la necessità di “denazificare” l’Ucraina e la premiazione di Stefania Battistini in un luogo così simbolico per la memoria dell’Olocausto offre a Mosca l’opportunità di puntare il dito contro i media occidentali, accusati di doppi standard. “Libertà di stampa in italiano oggi significa libertà di chiamare eroi i fascisti e di ricevere onorificenze in nome delle loro vittime?”, ha scritto Maria Zakharova su Telegram - “I premi per la libertà di parola andranno davvero solo ai ‘propagandisti delle camicie nere’?”

Con le celebrazioni dell’80° anniversario della Vittoria nella Seconda Guerra Mondiale il tema del sacrificio bellico della Russia sovietica ha acquisito nuova rilevanza nel dibattito diplomatico. Il riconoscimento senza riserve del ruolo dell’Armata rossa nella sconfitta del nazifascismo, è divenuto elemento discriminante per distinguere governi, politici e giornalisti amici dai sostenitori del revisionismo storico.

Così, nel mirino della portavoce della diplomazia russa a febbraio era già finito il presidente Sergio Mattarella, accusato di aver “fatto dichiarazioni offensive, tracciando parallelismi oltraggiosi tra la Russia e la Germania nazista", per aver equiparato il ruolo destabilizzante della Russia per gli equilibri globali alle dinamiche innescate dal Terzo Reich.

In questa occasione invece sotto accusa è la stampa italiana, alla quale Maria Zakharova lancia una sfida: “È proprio vero che nell’anno dell’80° anniversario della Grande Vittoria, in Italia non ci sarà ancora una decina di giornalisti antifascisti che scriveranno del neonazismo in Ucraina?”

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