✕

Europa e Casa Bianca condannano Mosca: “Vuole solo la guerra”

Keith Kellogg, inviato Usa per l'Ucraina

 (reuters)

Ascolta l'audio

Kellogg, inviato americano per l’Ucraina: “Passato ogni limite”. Macron e Starmer: disprezzo per la diplomazia. Ursula: attacco vile
2 minuti di lettura

Berlino – Nel cuore della notte erano ancora rimbalzate in Europa le parole di Donald Trump: «Credo che la relazione tra Ucraina e Russia possa andare bene». Poche ore dopo, il mondo ha dovuto prendere atto dell’ennesima mattanza di civili in Ucraina, stavolta a Sumy. Una strage che suona come una provocazione, all’indomani della visita a Mosca dell’inviato degli Stati Uniti Steve Witkoff, la “colomba” nelle relazioni con Putin, l’uomo che si è presentato al cospetto del presidente russo con la mano sul cuore.

Mentre gli ucraini contavano ancora i morti nella città sul confine orientale con i territori occupati dalle truppe russe, nel primo pomeriggio di ieri da Washington è arrivata stavolta la reazione durissima di Keith Kellogg, inviato americano per l’Ucraina. L’attacco della domenica delle Palme a Sumy «contro obiettivi civili», ha detto l’ex ufficiale, «oltrepassa ogni linea di decenza». Kellogg ha aggiunto che a Sumy «ci sono decine di morti e feriti tra i civili» e che «l’ob…

Berlino – Nel cuore della notte erano ancora rimbalzate in Europa le parole di Donald Trump: «Credo che la relazione tra Ucraina e Russia possa andare bene». Poche ore dopo, il mondo ha dovuto prendere atto dell’ennesima mattanza di civili in Ucraina, stavolta a Sumy. Una strage che suona come una provocazione, all’indomani della visita a Mosca dell’inviato degli Stati Uniti Steve Witkoff, la “colomba” nelle relazioni con Putin, l’uomo che si è presentato al cospetto del presidente russo con la mano sul cuore.

Mentre gli ucraini contavano ancora i morti nella città sul confine orientale con i territori occupati dalle truppe russe, nel primo pomeriggio di ieri da Washington è arrivata stavolta la reazione durissima di Keith Kellogg, inviato americano per l’Ucraina. L’attacco della domenica delle Palme a Sumy «contro obiettivi civili», ha detto l’ex ufficiale, «oltrepassa ogni linea di decenza». Kellogg ha aggiunto che a Sumy «ci sono decine di morti e feriti tra i civili» e che «l’obiettivo è sbagliato». Kellogg è però il più filoucraino degli esponenti dell’amministrazione americana ed è scivolato ormai in secondo piano rispetto al “super” inviato filoputiniano Witkoff. Poco dopo però arriva anche la nota del segretario di Stato Marco Rubio: «L’orribile attacco russo è un tragico promemoria del motivo per cui il presidente Trump sta cercando di porre fine a questa guerra». Che il missile di ieri sia un’umiliazione inflitta agli americani, è palese.

Dall’Europa allargata della coalizione dei “volenterosi” le reazioni sono state durissime. Il presidente francese Emmanuel Macron ha sottolineato che «è chiaro che solo la Russia vuole continuare la guerra, dimostrando il suo disprezzo per la vita umana, il diritto internazionale e gli sforzi diplomatici compiuti dal presidente Trump».

Quello di Sumy è l’ennesimo schiaffo insanguinato agli sforzi degli Stati Uniti nell’ottenere che le armi tacciano. Il premier polacco Donald Tusk ha scritto sarcastico su X che i due missili balistici scagliati sul centro di Sumy che hanno fatto oltre trenta morti sono stati «la versione russa di un cessate il fuoco. Domenica delle Palme di sangue». Il suo omologo britannico Keith Starmer si è detto «sconvolto» della mattanza di civili e ha sottolineato come il presidente ucraino Volodomyr Zelensky «ha dimostrato il suo impegno per la pace. Ora è Putin che deve accettare un cessate il fuoco completo e immediato, senza condizioni». Anche il cancelliere tedesco uscente Olaf Scholz ha denunciato l’attacco «barbaro».

Una trentina di Paesi della coalizione dei “volenterosi” capitanati da Francia e Regno Unito stanno cercando di garantire agli ucraini gli aiuti necessari per respingere le truppe di Putin e di costruire garanzie per la sicurezza futura di Kiev, ma gli Stati Uniti hanno escluso l’Europa dai negoziati per la pace in Ucraina. Trump, però, non sta ottenendo nulla che possa somigliare anche lontanamente a una fine del conflitto, nel dialogo diretto con Putin.

Dai vertici delle istituzioni europee la condanna del missile balistico contro gli ucraini che uscivano dalla messa della domenica delle Palme, è assoluto. Ursula von der Leyen ha postato su X che «la crudeltà russa ha colpito di nuovo» e ha definito «vile» l’attacco contro «gente che si è riunita pacificamente per celebrare la domenica delle Palme». La presidente della Commissione Ue ha evocato «misure energiche per far rispettare il cessate il fuoco». L’Alta rappresentante Kaja Kallas ha parlato di «scene strazianti» e si è detta convinta che «la Russia stia intensificando gli attacchi mentre l’Ucraina ha accettato un cessate il fuoco incondizionato». Infine, anche il presidente del Consiglio Ue Antonio Costa ha condannato «l’aggressione criminale» firmata dal Cremlino.

Leggi i commenti