Parigi-Algeri, espulsioni reciproche dopo gli arresti per il dissidente rapito in Francia
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - Una settimana dopo il viaggio del ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ad Algeri, che doveva rilanciare le relazioni bilaterali, è di nuovo crisi tra Francia e Algeria. A riaccendere le ostilità è stato l'arrestato di un agente consolare nell’ambito dell'inchiesta su Amir Boukhors, oppositore al regime algerine e influencer noto come Amir DZ, rifugiato politico in Francia e vittima un anno fa di un sequestro durato quarantotto ore. Alla fine di lunghe indagini, l'impiegato di uno dei consolati algerini in Francia, è stato arrestato qualche giorno fa insieme ad altri due uomini, tutti accusati di sequestro e detenzione arbitraria.
In reazione alla procedura giudiziaria, le autorità algerine hanno denunciato "argomentazioni faziose", nonostante le prove documentate dalle indagini. Il telefono del funzionario consolare, ad esempio, si sarebbe agganciato a celle telefoniche nei pressi dell’abitazione di Boukhors. Il prefetto di polizia di Parigi, Laurent Nuñez, ha assi…
PARIGI - Una settimana dopo il viaggio del ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ad Algeri, che doveva rilanciare le relazioni bilaterali, è di nuovo crisi tra Francia e Algeria. A riaccendere le ostilità è stato l'arrestato di un agente consolare nell’ambito dell'inchiesta su Amir Boukhors, oppositore al regime algerine e influencer noto come Amir DZ, rifugiato politico in Francia e vittima un anno fa di un sequestro durato quarantotto ore. Alla fine di lunghe indagini, l'impiegato di uno dei consolati algerini in Francia, è stato arrestato qualche giorno fa insieme ad altri due uomini, tutti accusati di sequestro e detenzione arbitraria.
In reazione alla procedura giudiziaria, le autorità algerine hanno denunciato "argomentazioni faziose", nonostante le prove documentate dalle indagini. Il telefono del funzionario consolare, ad esempio, si sarebbe agganciato a celle telefoniche nei pressi dell’abitazione di Boukhors. Il prefetto di polizia di Parigi, Laurent Nuñez, ha assicurato che le indagini sono state condotte "in modo estremamente rigoroso". L’arresto del funzionario ha scatenato l'immediata reazione del governo algerino, che ha protestato per "l’assenza di notifiche attraverso canali diplomatici" e ha poi deciso l’espulsione di dodici funzionari francesi.
Una settimana fa Jean-Noël Barrot era stato in visita ad Algeri. Il ministro degli Esteri aveva annunciato "una nuova fase" nei rapporti bilaterali, al termine di un colloquio ad Algeri con il suo omologo Ahmed Attaf e con il presidente Abdelmadjid Tebboune. Macron aveva parlato con Tebboune per tentare di mettere fine a una delle peggiori crisi diplomatiche tra le due capitali. Ora invece gli sforzi diplomatici sembrano di nuovo spazzati via e c'è il rischio di una nuova escalation.
Il ministro Barrot ha chiesto ad Algeri di "rinunciare alle espulsioni” dei funzionari francesi. “In caso contrario, non avremo altra scelta che rispondere immediatamente" ha precisato Barrot.
E' una nuova tappa nella crisi che si è aperta l'estate scorsa, quando la Francia aveva deciso di sostenere il piano di autonomia marocchino per il Sahara Occidentale, provocando il ritiro dell’ambasciatore algerino da Parigi. A seguire, le tensioni si sono ulteriormente inasprite per l’arresto in Algeria dello scrittore franco-algerino Boualem Sansal — condannato a cinque anni di carcere — e per la gestione dei rimpatri dei cittadini algerini espulsi dalla Francia. All'interno del governo, il ministro dell’Interno Bruno Retailleau guida la posizione più critica contro Algeri. Retailleau è atteso nei prossimi giorni a Rabat per discutere con il suo omologo marocchino della cooperazione nella lotta alla criminalità organizzata e della questione dei lasciapassare consolari.