Stati Uniti, studente palestinese arrestato durante il colloquio per la cittadinanza
di Natasha CaragnanoMohsen Mahdawi, un cittadino palestinese che lo scorso anno aveva guidato le proteste contro la guerra a Gaza alla Columbia University, era convinto di dover solo rispondere al alcune domande per portare avanti la sua domanda di cittadinanza americana. Una pratica normale per chi, come lui, ha vissuto negli Stati Uniti per dieci anni con la “green card”, la “carta verde” che garantisce la residenza permanente nel Paese. Mahdawi, però, è uscito dall’ufficio immigrazione di Colchester, Vermont, in manette, scortato da agenti incappucciati e in borghese.
Usa, studente palestinese della Columbia arrestato durante il colloquio per la cittadinanza
Il suo arresto è solo l’ultimo di una serie dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha giurato di deportare gli studenti internazionali che hanno preso parte alle proteste nei campus universitari statunitensi contro l…
Mohsen Mahdawi, un cittadino palestinese che lo scorso anno aveva guidato le proteste contro la guerra a Gaza alla Columbia University, era convinto di dover solo rispondere al alcune domande per portare avanti la sua domanda di cittadinanza americana. Una pratica normale per chi, come lui, ha vissuto negli Stati Uniti per dieci anni con la “green card”, la “carta verde” che garantisce la residenza permanente nel Paese. Mahdawi, però, è uscito dall’ufficio immigrazione di Colchester, Vermont, in manette, scortato da agenti incappucciati e in borghese.
Usa, studente palestinese della Columbia arrestato durante il colloquio per la cittadinanza
Il suo arresto è solo l’ultimo di una serie dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha giurato di deportare gli studenti internazionali che hanno preso parte alle proteste nei campus universitari statunitensi contro la guerra di Israele a Gaza perché “sostengono Hamas”. Alla Columbia, Mahdawi aveva co-fondato la Palestinian Student Union insieme a Mahmoud Khalil, il primo a essere arrestato l’8 marzo dalla polizia anti-migranti nell’atrio del suo appartamento di proprietà della Columbia University.
L’ordine di deportazione
Gli avvocati di Mohsen Mahdawi, in un documento depositato in tribunale per chiedere il suo rilascio e la sospensione dell'imminente espulsione, hanno affermato che la crescente repressione degli studenti immigrati che manifestano il loro dissenso viola la Costituzione degli Stati Uniti. Il ragazzo avrebbe dovuto laurearsi il mese prossimo per poi frequentare un master alla Columbia il prossimo autunno. Ma ora sta affrontando un ordine di deportazione nella Cisgiordania occupata, dove continua l'escalation di attacchi da parte dell'esercito israeliano in cui il ragazzo ha perso parte della sua famiglia.
Anche Mahdawi, come Khalil, aveva chiesto alla Columbia University un aiuto per trovare un posto sicuro dove vivere, per paura di essere arrestato dopo le minacce di Trump ed essere stato preso di mira da gruppi social e WhatsApp che avevano l’obiettivo di “indicare” all’amministrazione Usa gli studenti “pro Hamas” da deportare. Il ragazzo, che insieme a Khalil era tra gli organizzatori delle proteste nella prestigiosa università nel cuore di New York, non si è mai coperto il volto durante le manifestazioni dello scorso anno e ha sempre preso parte a conferenze stampa e interviste. Per questo, diversi gruppi l’avevano preso di mira facilmente. Secondo le email esaminate da The Intercept, l’università non ha reagito, nemmeno dopo l’arresto di Khalil. Mahdawi è rimasto nascosto per più di tre settimane prima di cadere in quella che i suoi amici e gli attivisti hanno definito “una trappola”.
“Sapeva che poteva essere arrestato”, ha raccontato il suo amico Christopher Helali che lo ha accompagnato all’appuntamento per l’intervista. “Ma è stato molto risoluto nell’andare perché non ha fatto nulla di male ed è un cittadino rispettoso della legge, o lo diventerà presto”, ha aggiunto. La delegazione del Congresso del Vermont ha condannato l'arresto di Mahdawi, affermando che, anziché compiere uno degli ultimi passaggi della sua procedura per ottenere la cittadinanza, è stato ammanettato da agenti armati con il volto coperto.
"Questo è immorale, disumano e illegale. Il signor Mahdawi, residente legale negli Stati Uniti, deve beneficiare di un giusto processo secondo la legge e deve essere immediatamente rilasciato dalla detenzione", si legge nella dichiarazione dei senatori Bernie Sanders, Peter Welch e Becca Balint.