L’allarme del miliardario che previde la crisi del 2008: “Con i dazi sarà peggio della recessione”
di Massimo BasileNEW YORK - Ray Dalio, il miliardario che nel 2008 previde la crisi finanziaria, ha detto di “essere preoccupato per l'arrivo di qualcosa peggiore della recessione”, se il presidente Donald Trump non gestirà meglio la guerra dei dazi. “Penso - ha detto a Nbc il fondatore dell’hedge fund Bridgewater Associates - che siamo davanti a un punto di svolta e molto vicini alla recessione. E sono preoccupato che sarà qualcosa di peggiore della recessione, se non verrà gestito bene”.
Dalio, 75 anni, stava rispondendo alla domanda del conduttore del programma, che gli aveva chiesto se gli Stati Uniti sarebbero potuti finire in recessione a causa dei dazi di Trump. Il finanziere ha spiegato che anche due trimestri negativi del Pil indicano una recessione, ma “quello è già successo altre volte”. La differenza è nel quadro complessivo. Dalio ha disegnato uno scenario spaventoso, fatto di crisi del denaro, di democrazia a rischio e persino di un possibile scenario di conflitto mondiale. Intanto …
NEW YORK - Ray Dalio, il miliardario che nel 2008 previde la crisi finanziaria, ha detto di “essere preoccupato per l'arrivo di qualcosa peggiore della recessione”, se il presidente Donald Trump non gestirà meglio la guerra dei dazi. “Penso - ha detto a Nbc il fondatore dell’hedge fund Bridgewater Associates - che siamo davanti a un punto di svolta e molto vicini alla recessione. E sono preoccupato che sarà qualcosa di peggiore della recessione, se non verrà gestito bene”.
Dalio, 75 anni, stava rispondendo alla domanda del conduttore del programma, che gli aveva chiesto se gli Stati Uniti sarebbero potuti finire in recessione a causa dei dazi di Trump. Il finanziere ha spiegato che anche due trimestri negativi del Pil indicano una recessione, ma “quello è già successo altre volte”. La differenza è nel quadro complessivo. Dalio ha disegnato uno scenario spaventoso, fatto di crisi del denaro, di democrazia a rischio e persino di un possibile scenario di conflitto mondiale. Intanto ha parlato di “crollo dell’ordine monetario”. “Stiamo vivendo - ha continuato - cambiamenti profondi nel nostro ordine interno e in quello mondiale. Tempi del genere sono molto simili a quelli degli anni ’30”.
Dalio ha spiegato di “aver studiato la storia, e questo si ripete continuamente”. Il suo pessimismo nasce dalla combinazione di dazi doganali, debito eccessivo e una “potenza emergente che sfida quella esistente”. Il riferimento è a quella che il finanziere ha definito la “crescita insostenibile del debito statunitense” e il fatto che “creditori come la Cina ne detengano una parte troppo grande”. Altri elementi che rendono il sistema America vulnerabile è il declino della produzione manifatturiera negli Stati Uniti e che ha portato a una dipendenza da altri Paesi nella produzione di beni essenziali. Una concatenazione di fatti “dirompente” e pericolosa.
Una soluzione, secondo Dalio, è coinvolgere il Congresso, impegnando i membri di Camera e Senato a ridurre il disavanzo di bilancio fino al 3 per cento del prodotto interno lordo. “Se non lo faranno - ha spiegato - avremo un problema di domanda e offerta del debito nello stesso momento e le conseguenze saranno peggiori di una normale recessione”. Dalio ha parlato anche di perdita del valore del denaro, conflitti interni che “non rientrano nella normale dinamica democratica e un conflitto internazionale in una forma altamente dirompente”, al punto da sfociare in una guerra.