ODESSA – Un selfie con i soldati in convalescenza all’ospedale militare di Odessa, sorrisi e una stretta di mano, poi Mark Rutte e Volodymyr Zelensky si allontanano per discutere di giorni complicati. Il vertice del mare tra i due leader ha un doppio scopo: sostenere Kiev che è sotto pressione americana e far avanzare il progetto della coalizione dei volonterosi per costruire un ombrello di sicurezza in Ucraina.
Il segretario della Nato arriva a sorpresa, è il primo leader dell’Alleanza a visitare il Paese dopo la strage di Sumy. Denuncia la «strategia oltraggiosa» dei russi di «attaccare obiettivi e infrastrutture civili» e ribadisce il sostegno «incrollabile» della Nato agli aggrediti. Ha dalla sua i numeri: nei primi tre mesi del 2025, l’Alleanza ha promesso 22 miliardi di aiuti all’Ucraina e la Germania di Friedrich Merz sta discutendo la possibilità di inviare i Taurus, i missili a lungo raggio che potrebbero fare la differenza. «Sono qui oggi perché credo che il popolo ucra…
ODESSA – Un selfie con i soldati in convalescenza all’ospedale militare di Odessa, sorrisi e una stretta di mano, poi Mark Rutte e Volodymyr Zelensky si allontanano per discutere di giorni complicati. Il vertice del mare tra i due leader ha un doppio scopo: sostenere Kiev che è sotto pressione americana e far avanzare il progetto della coalizione dei volonterosi per costruire un ombrello di sicurezza in Ucraina.
Il segretario della Nato arriva a sorpresa, è il primo leader dell’Alleanza a visitare il Paese dopo la strage di Sumy. Denuncia la «strategia oltraggiosa» dei russi di «attaccare obiettivi e infrastrutture civili» e ribadisce il sostegno «incrollabile» della Nato agli aggrediti. Ha dalla sua i numeri: nei primi tre mesi del 2025, l’Alleanza ha promesso 22 miliardi di aiuti all’Ucraina e la Germania di Friedrich Merz sta discutendo la possibilità di inviare i Taurus, i missili a lungo raggio che potrebbero fare la differenza. «Sono qui oggi perché credo che il popolo ucraino meriti una vera pace, una vera sicurezza nel suo Paese, nelle sue case», ha detto Rutte in conferenza stampa accanto a uno Zelensky apparso teso.
Da giorni l’amministrazione Trump scarica sull’Ucraina la responsabilità della guerra, il presidente cerca di contenere i toni ma in conferenza stampa risponde all’inviato Steve Witkoff che aveva parlato di cinque regioni ucraine oggetto di trattativa con i russi: «Solo il popolo ucraino può parlare dei territori del nostro Stato, è una linea rossa». Rutte riconosce l’importanza dei negoziati per il cessate il fuoco – «Tutti noi sosteniamo la spinta del presidente Trump per la pace» – ma precisa che «queste discussioni non sono facili, soprattutto alla luce di questa orribile violenza».
Gli ucraini hanno appoggiato l’accordo di cessate il fuoco proposto dagli americani, ma la Russia non l’accetta e pone condizioni. Nel frattempo gli europei cercano di accelerare con la coalizione dei volenterosi, che dovrebbe dare garanzie di sicurezza a lungo termine per evitare future aggressioni russe dopo l’entrata in vigore di una tregua. Si lavora all’ipotesi di una forza multinazionale e la Turchia è uno dei nodi centrali. Ad Ankara in questi giorni sono in corso colloqui tra britannici, francesi, ucraini e turchi sulla sicurezza del Mar Nero, e questo spiega anche il perché dell’incontro con Rutte a Odessa.
«I rappresentanti militari di Ucraina, Francia, Regno Unito e Turchia stanno discutendo la presenza di un contingente militare nel Mar Nero come parte di tali garanzie», ha detto Zelensky. Nemmeno un mese fa, gli Stati Uniti avevano annunciato una tregua marittima per «eliminare l’uso della forza dal Mar Nero», ma la Russia ha chiesto in cambio la rimozione delle sanzioni sulle sue esportazioni di cereali. Gli attacchi dal mare sono diminuiti – non cessati del tutto – solo perché già diversi mesi fa gli ucraini sono riusciti ad allontanare le navi russe dal settore occidentale.
Zelensky ha parlato anche dell’altro fronte su cui è impegnato: l’accordo sui minerali che scatenò lo scontro furioso con Trump nello Studio Ovale. Ucraini e americani si sono visti la scorsa settimana a Washington. Zelensky sostiene che i colloqui siano andati bene, anche se la Reuters parla di condizioni ancora punitive per Kiev nelle proposte avanzate dagli Usa. In gioco c’è la sovranità economica ma anche il risultato politico a cui gli ucraini aspirano di più, l’ingresso nella Ue.