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La sentenza inglese sulla donna, Fumettibrutti: “Così si giustificano le discriminazioni”

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Intervista alla fumettista catanese. “Io ho paura, la sentenza finirà per legittimare gli atti di violenza nei confronti di noi trans”
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Fumettibrutti ha una scadenza alle porte e molte mail alle quali rispondere. Ma dopo la pronuncia della Corte Suprema del Regno Unito, che ha sancito che si è donna se si nasce donna, si sente sopraffatta. E ha paura. La fumettista catanese, donna trans, classe 1991, vero nome Josephine Yole Signorelli, ha dedicato tavole e tavole al tema del corpo, e da attivista non vuole rimanere in silenzio. «Rowling e le altre le chiamano “lotte”, dicono di avere “lottato” per questa decisione. Forse dovrebbero chiamarla persecuzione». I giudici si sono espressi dopo la decisione di un gruppo di attiviste scozzesi, sostenute dall’autrice di Harry Potter J.K. Rowling, di portare in tribunale il governo che riconosceva le donne trans come donne.

Fumettibrutti, le sembra un passo indietro?

«Decisamente. È una giornata buia che adesso legittimerà ancora di più la violenza, le discriminazioni mosse dall’ignoranza di chi si limita ad afferrare un pezzo del discorso e a non affrontarlo nella sua comples…

Fumettibrutti ha una scadenza alle porte e molte mail alle quali rispondere. Ma dopo la pronuncia della Corte Suprema del Regno Unito, che ha sancito che si è donna se si nasce donna, si sente sopraffatta. E ha paura. La fumettista catanese, donna trans, classe 1991, vero nome Josephine Yole Signorelli, ha dedicato tavole e tavole al tema del corpo, e da attivista non vuole rimanere in silenzio. «Rowling e le altre le chiamano “lotte”, dicono di avere “lottato” per questa decisione. Forse dovrebbero chiamarla persecuzione». I giudici si sono espressi dopo la decisione di un gruppo di attiviste scozzesi, sostenute dall’autrice di Harry Potter J.K. Rowling, di portare in tribunale il governo che riconosceva le donne trans come donne.

Fumettibrutti, le sembra un passo indietro?

«Decisamente. È una giornata buia che adesso legittimerà ancora di più la violenza, le discriminazioni mosse dall’ignoranza di chi si limita ad afferrare un pezzo del discorso e a non affrontarlo nella sua complessità».

Cosa non viene affrontato?

«Definire i corpi attraverso il sesso biologico è escludente, ma soprattutto crea i presupposti per una progressiva nuova ondata di regressione sul fronte dei diritti: non possiamo definire le persone per quello che hanno in mezzo alle mutande».

Però i giudici hanno precisato che le tutele alle persone trans sono previste e non sono in discussione.

«Quali tutele? È una questione culturale. A livello pratico questa pronuncia non cambia niente, ma legittima chi continua a fare disinformazione. Rowling è transfobica. Con molto dolore e dopo lunghe riflessioni sulla distanza tra l’opera e il suo autore, mi sono allontanata anche dai suoi libri. Diffonde odio e false informazioni come quella delle donne trans che possono gareggiare insieme con le donne biologiche».

Perché sarebbe falsa?

«Sono casi rarissimi. Ci vogliono anni di studi, esami, valutazioni fatte da team di esperti. Ma di cosa stiamo parlando?».

Le toilette uniche imbarazzano?

«E perché dovrebbero? Perché dobbiamo considerare le donne trans come maschi violenti? Io ho paura».

Di cosa?

«Da quando è tornato Trump ho ricevuto minacce, insulti: un’ondata enorme che continua ad aumentare. Queste posizioni non fanno altro che alimentare queste dinamiche, mettendo a rischio la sicurezza delle persone trans, delle loro famiglie e di chi le sostiene».

Cosa rimprovera alle femministe schierate con Rowling?

«Di avere dimenticato che le battaglie devono sempre essere intersezionali, oppure si sta difendendo un sistema che controlla tutti i corpi, non solo i nostri».

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