I vacanzieri russi hanno sempre amato le acque della Sardegna ma quello che da ieri si è piazzato sulla costa orientale dell’isola non è uno yacht di oligarchi in gita. Si tratta infatti di una piccola nave della Marina militare di Mosca, classificata come “rimorchiatore”, normalmente utilizzata per dare supporto logistico al sottomarino “Krasnodar”. L’“Evgeniy Churov” sta facendo su e giù a poche miglia dal limite delle acque territoriali italiane, all’altezza di Costa Rei. E si trova praticamente ai confini meridionali dello spazio usato dal poligono di Capo San Lorenzo, il più importante in Europa per i test dei missili avanzati. Infine, l’insolita trasferta sta avvenendo nei giorni finali dell’esercitazione Mare Aperto, che si tiene proprio nel Tirreno con la partecipazione di tutte le unità più grandi della nostra flotta insieme alla task force navale dell’Unione europea.
Non è chiaro quali sono gli obiettivi del “Churov”, che in passato non risulta avere mai condotto missioni di…
I vacanzieri russi hanno sempre amato le acque della Sardegna ma quello che da ieri si è piazzato sulla costa orientale dell’isola non è uno yacht di oligarchi in gita. Si tratta infatti di una piccola nave della Marina militare di Mosca, classificata come “rimorchiatore”, normalmente utilizzata per dare supporto logistico al sottomarino “Krasnodar”. L’“Evgeniy Churov” sta facendo su e giù a poche miglia dal limite delle acque territoriali italiane, all’altezza di Costa Rei. E si trova praticamente ai confini meridionali dello spazio usato dal poligono di Capo San Lorenzo, il più importante in Europa per i test dei missili avanzati. Infine, l’insolita trasferta sta avvenendo nei giorni finali dell’esercitazione Mare Aperto, che si tiene proprio nel Tirreno con la partecipazione di tutte le unità più grandi della nostra flotta insieme alla task force navale dell’Unione europea.
Non è chiaro quali sono gli obiettivi del “Churov”, che in passato non risulta avere mai condotto missioni di spionaggio. In questi giorni si era diffusa la notizia che stesse accompagnando il sottomarino “Krasnodar” – un battello convenzionale della classe Kilo, dotato di missili a lungo raggio Kalibr – nel lungo viaggio per tornare in patria: una spedizione cominciata dal Mediterraneo Orientale, dove i russi mantengono la loro presenza militare nonostante non possano più contare sul pieno controllo del porto siriano di Tartus. Non è chiaro se a largo dell’isola la nave appoggio e il sottomarino si trovino ancora insieme. Il 9 aprile scorso infatti il “Churov” si è fermato a sud di Creta per trasferire materiali sulla fregata “Grigorovich”, poi ha proseguito in direzione di Gibilterra passando a sud della Sicilia, ma mercoledì sera ha improvvisamente cambiato rotta puntando verso la Sardegna. Un’ipotesi – formulata dal sito specializzato Itamilradar – è che le pessime condizioni meteorologiche, con mare grosso, abbiano convinto il comandante russo a cercare acque meno tempestose. I velivoli della Nato hanno sorvegliato tutti gli spostamenti del “Churov” e dei suoi compagni di viaggio. A largo della Sicilia è intervenuto un pattugliatore P-72 dell’Aeronautica decollato da Catania, poi è stata la volta di un bimotore della Guardia di Finanza partito da Cagliari. Non è l’unico impegno per i ricognitori dell’Alleanza. Tre giorni fa una nave spia russa è entrata nel Mediterraneo. Il “Viktor Leonov” è stato tallonato da un’unità spagnola durante l’attraversamento di Gibilterra, poi ha raggiunto Algeri, che dall’inizio dell’anno è diventata un punto di riferimento per la Marina di Mosca che non può più contare sulla base siriana dopo la caduta del regime di Assad. Il “Leonov” è dotato di strumentazioni sofisticata per monitorare le emissioni elettromagnetiche di radar, apparati di disturbo e sistemi di trasmissione. Si tratta di una presenza inedita per il Mediterraneo: l’area di competenza di questa nave è sempre stato l’Atlantico, con numerose crociere a largo degli Stati Uniti e scali a Cuba.