Liz Cheney, manifesto per resistere a Trump: azioni legali, archivi e notizie ai media del mondo
di Massimo BasileNEW YORK - Dopo tre mesi di sbandamento, inciampi, silenzi, qualcuno ha presentato ai Democratici la strada per contrastare Donald Trump. E non è progressista. Il “manifesto” che invoca un cambio di passo, e diventato virale sui social, è attribuito su Facebook a Liz Cheney, la rappresentante Repubblicana che si è mesa contro il proprio partito, dicendo no al taycoon e scegliendo prima di far parte della commissione d’inchiesta sul 6 gennaio e poi appoggiando la candidatura di una Democratica, Kamala Harris. Secondo altri, l’autore è un account misterioso chiamato “Pru Pru”, che si definisce nella bio “Author”. Ma intanto molti gruppi di attivisti lo stanno diffondendo, nella speranza che i Democratici escano da loro torpore, scosso solo da iniziative isolate come i tour di Alexandria Ocasio-Cortez e Bernie Sanders, o quelli dell’ex candidato vicepresidente Tim Walz, o del senatore del Connecticut Chris Murphy. Cheney non ha preso le distanze dal testo, anche se non compare nel suo ac…
NEW YORK - Dopo tre mesi di sbandamento, inciampi, silenzi, qualcuno ha presentato ai Democratici la strada per contrastare Donald Trump. E non è progressista. Il “manifesto” che invoca un cambio di passo, e diventato virale sui social, è attribuito su Facebook a Liz Cheney, la rappresentante Repubblicana che si è mesa contro il proprio partito, dicendo no al taycoon e scegliendo prima di far parte della commissione d’inchiesta sul 6 gennaio e poi appoggiando la candidatura di una Democratica, Kamala Harris. Secondo altri, l’autore è un account misterioso chiamato “Pru Pru”, che si definisce nella bio “Author”. Ma intanto molti gruppi di attivisti lo stanno diffondendo, nella speranza che i Democratici escano da loro torpore, scosso solo da iniziative isolate come i tour di Alexandria Ocasio-Cortez e Bernie Sanders, o quelli dell’ex candidato vicepresidente Tim Walz, o del senatore del Connecticut Chris Murphy. Cheney non ha preso le distanze dal testo, anche se non compare nel suo account Facebook, in cui ufficialmente mette in guardia da quella che “non è solo un’ideologia diversa”, ma “una macchina autoritaria coordinata” che include la Corte Suprema e il Congresso.
“Voi - dice, rivolgendosi ai Democratici - continuate a chiedermi donazioni, ma che diamine, questo non ci salverà. Non voglio sentire un altro discorso politicamente corretto in aula. Voglio strategia. Voglio fuoco. Voglio un’azione così audace da cambiare l’intero ciclo di notizie”. Nel post si chiedono commissioni d’inchiesta fatte di cittadini, archivi pubblici dei misfatti del governo Trump, si chiede di studiare il caso della Corea del Sud, capace di disinnescare un colpo di Stato. E, soprattutto, di “lottare”. Cheney, o chi per lei, dice che la “Costituzione sta andando in fiamme”. “Non siamo arrivati neanche a novanta giorni - continua - e guardate cosa è successo? Il caos. Guardate le sparizioni. L’erosione della magistratura, della stampa e dei nostri diritti. Se non fermate tutto questo, non arriveremo a 1.460 giorni”. E qui partono le proposte.
La prima è la creazione di una coalizione investigativa indipendente formata da esperti, veterani, informatori, giornalisti, organizzazioni di vigilanza. “Costruite un archivio in tempo reale - dice - di corruzione, abusi di potere e violazioni esecutive. Rendetelo pubblico. Rendetelo incrollabile”. “Se non potete tenere udienze formali - continua - tenete udienze pubbliche. Se il Congresso non agisce, lasciate agire il Paese”. “Non è questione di immagine - sottolinea - ma di prove. Perché un giorno queste persone saranno chiamate a rispondere. E quel giorno serviranno nomi, firme, ordini illegali e tutti documentati. Non state solo preservando la verità: state preparando prove per un processo”.
Cheney chiede al Partito democratico di entrare a far parte della Corte penale internazionale. “Dimostrate che il vostro partito è ancora radicato nel diritto e nella leadership etica. Mostrate al mondo chi sta nascondendo cadaveri, tangenti e conti bancari offshore e invitate pubblicamente gli osservatori della Corte penale dentro i confini americani. Costringete questa amministrazione a spiegare, in diretta, perché hanno così tanta paura del controllo internazionale”.
Nel manifesto si chiede di non mandare solo cartoline per ricevere donazioni, mandate risorse: per contrastare i soprusi del governo, formare una sicurezza digitale, costruire coalizioni di avvocati. “Se il governo federale è stato dirottato - aggiunge - costruite potere al di sotto di esso. Se le leggi diventano strumento di oppressione, aiutate la gente a resistere, legalmente, localmente e con coraggio”.
Nel manifesto appare anche l’invito ad aggirare i media americani, “troppo occupati a dare spazio a entrambi i lati del fascismo”, e a dare notizie ai media internazionali.
Si invita a usare Bluesky, la piattaforma rivale di quella di proprietà di Elon Musk, X. “E’ lì - spiega - che si sta spostando la resistenza”. “Se la nostra democrazia viene smantellata in pieno giorno - avverte - fate in modo che tutto il mondo lo veda”. Ma fate presto, conclude, perché i “pullman delle deportazioni stanno scaldando i motori”