Il New York Times su Meloni: “La leader europea che piace a Trump”
di Enrico FranceschiniLONDRA – “Trump dà il benvenuto a un leader europeo che gli piace”: il New York Times riassume così la visita di Giorgia Meloni alla Casa Bianca. Un viaggio che tutta la stampa internazionale ha seguito con attenzione, perché è stato il primo di un capo di governo della Ue a Washington da quando il presidente americano ha scatenato la guerra dei dazi con il resto del mondo. E anche perché ha preceduto l’arrivo oggi a Roma del vicepresidente JD Vance.
Il quotidiano newyorchese nota che, nell’incontro nell’Ufficio Ovale, la premier italiana è stata attenta a non provocare tensioni come quelle che hanno innestato il clamoroso diverbio con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, spargendo “complimenti a Trump e odi per le sue cause preferite”: con critiche all’ideologia woke e parafrasi dello slogan Maga (Make America Great Again), dichiarando che il suo obiettivo è “Make the West Great Again”, fare di nuovo grande l’Occidente, “insieme” all’America. Il New York Times sottolinea tuttavi…
LONDRA – “Trump dà il benvenuto a un leader europeo che gli piace”: il New York Times riassume così la visita di Giorgia Meloni alla Casa Bianca. Un viaggio che tutta la stampa internazionale ha seguito con attenzione, perché è stato il primo di un capo di governo della Ue a Washington da quando il presidente americano ha scatenato la guerra dei dazi con il resto del mondo. E anche perché ha preceduto l’arrivo oggi a Roma del vicepresidente JD Vance.
Il quotidiano newyorchese nota che, nell’incontro nell’Ufficio Ovale, la premier italiana è stata attenta a non provocare tensioni come quelle che hanno innestato il clamoroso diverbio con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, spargendo “complimenti a Trump e odi per le sue cause preferite”: con critiche all’ideologia woke e parafrasi dello slogan Maga (Make America Great Again), dichiarando che il suo obiettivo è “Make the West Great Again”, fare di nuovo grande l’Occidente, “insieme” all’America. Il New York Times sottolinea tuttavia che Meloni ha mantenuto la propria posizione sull’Ucraina, indicando che è stata la Russia a cominciare la guerra: concetto che Trump rifiuta o fatica di esprimere. Trump, scrive il giornale di New York, ha risposto riversando lodi sperticate sulla presidente del Consiglio, “ma resta da vedere che cosa questa relazione speciale può portare all’Italia e ancora meno all’Europa”: pur dicendosi sicuro “al 100 per cento” che ci sarà un accordo commerciale con l’Unione Europea e accettando l’invito a recarsi in visita in Italia, il capo della Casa Bianca “non ha fatto promesse” su un incontro in tale occasione con la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e ha ribadito che gli Stati Uniti stanno “guadagnando miliardi” dai dazi.
Il Washington Post, dopo avere scritto alla vigilia del colloquio che Giorgia Meloni arrivava in America “stretta fra l’alleanza con Trump e il dovere di rappresentare la Ue”, dopo l’incontro riporta che la premier italiana “rimane fiduciosa” di potere arrivare a un accordo commerciale attraverso l’Atlantico. Il Wall Street Journal osserva che, a dispetto delle difficoltà, la leader di Fratelli d’Italia è “meglio posizionata e assai più scaltra” di ogni altro leader europeo per convincere Trump a un’intesa sui dazi. E il sito di news Politico commenta che la visita di Meloni ha come minimo ottenuto un risultato: per la prima volta Trump si è detto ottimista su una soluzione negoziata della disputa con l’Europa, nonostante pochi giorni prima dicesse che la Ue era nata “per fottere l’America”.
Anche il Financial Times rileva che la visita di Giorgia Meloni ha prodotto “un cambio di tono” da parte di Trump nei rapporti con il vecchio continente, abbandonando la polemica, sia sui dazi, sia sulle altre questioni in cui sono emerse posizioni differenti, in particolare sul negoziato per mettere fine alla guerra in Ucraina o sulla Cina. La Bbc afferma che la premier italiana può presentare la propria missione “come una significativa vittoria, specie se Trump accetterà di incontrare Von der Leyen nella sua visita in Italia”, e torna dunque in Europa rafforzando le credenziali di “Trump whisperer”, colei che è in grado di influenzare il presidente americano, “un’impressione che verrà ribadita quando Meloni vedrà Vance sabato a Roma”.
Concorda il quotidiano tedesco Die Welt: “In questo momento Meloni è davvero la donna d’Europa”. Più scettico invece Le Monde: “La presidente del Consiglio sperava di approfittare della convergenza ideologica con il presidente americano per fare progredire un eventuale accordo commerciale fra gli Stati Uniti e l’Unione Europea, ma Trump non ha preso alcun impegno in materia”: un risultato che il quotidiano francese definisce “di mezzotono”. Su una linea analoga il commento dello spagnolo El País: “Il viaggio a Washington mette alla prova il ruolo di mediatore assunto da Giorgia Meloni fra Ue e Usa. Il momento, come ha detto la premier italiana, resta difficile”.
Per i giornale governativo russo Izvestia Giorgia Meloni è "l'interlocutore ideale" per Trump in Europa, e può svolgere un ruolo importante non solo nel trovare una soluzione alla guerra delle tariffe, ma anche nel favorire una posizione dialogante della Ue sull'Ucraina. "Meloni lavora strettamente con Ursula von der Leyen", ha detto al quotidiano Serghei Shein, un politologo della Higher School of Economics di Mosca. Ma la presidente della Commissione europea, ha aggiunto, "non piace molto a Trump", mentre la premier italiana è "veramente la migliore opzione per stabilire un dialogo. specificamente sulle tariffe", perché è "di destra" e "non è Macron o Scholz, che sono ideologicamente molto diversi da Trump". Quanto alla visita di JD Vance in Italia, cominciata oggi, Shein ritiene che l'obiettivo sembra essere quello di "mettere insieme i veri alleati di Trump tra l'estrema destra europea" perché il presidente Usa ritiene che questa possa essere "la scommessa giusta per comunicare con gli europei". Secondo Izvestia, "non bisogna sottovalutare il ruolo del viaggio di Meloni negli Usa" anche in merito all'Ucraina. La premier, infatti, "potrebbe cercare di promuovere tra i suoi colleghi europei l'approccio americano, che come minimo consiste nel dialogo con tutte le parti". "Ci sono già Paesi nella Ue che aderiscono a questa posizione, come Ungheria e Slovacchia, ma il loro peso nell'Unione - sottolinea il giornale - è sminuito da Bruxelles. La situazione con Roma è diversa. Anche se il suo peso negli affari europei, naturalmente, non può essere paragonato con la Germania e la Francia, l'Italia rimane tuttavia la terza economia dell'eurozona"