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La gaffe di Witkoff a Parigi: “L’Eliseo è come Mar-a-Lago”

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L’inviato speciale Usa al tavolo dei negoziati: “Somiglia al golf club del presidente Donald Trump. Anche lì è tutto oro”. L’imbarazzo della delegazione francese
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NEW YORK – L’Eliseo come Mar-a-Lago. Steve Witkoff, l’inviato speciale per il Medio Oriente che ha ora in mano pure il dossier ucraino, sedendosi ieri al tavolo dei colloqui per il cessate il fuoco organizzati a Parigi da Emmanuel Macron, non è riuscito a trattenere la stupita ammirazione per gli stucchi dorati in stile rococò della dimora presidenziale francese. E nonostante sia un edificio storico, edificato dal celebre architetto Armand-Claude Mollet per la favorita di Luigi XV, la potentissima Madame de Pompadour. «Somiglia al golf club del presidente Donald Trump. Anche lì è tutto oro» ha detto puntando il dito verso il soffitto, mentre i colleghi della delegazione francese ridacchiavano imbarazzati.

Poi, forse ignaro del fatto che proprio a un palazzo francese perfino più ricco – la reggia di Versailles – s’ispira il salone delle feste dell’esclusivo club in Florida dove il presidente degli Stati Uniti ha posto la sua residenza per non pagare le tasse nella democratica New York,…

NEW YORK – L’Eliseo come Mar-a-Lago. Steve Witkoff, l’inviato speciale per il Medio Oriente che ha ora in mano pure il dossier ucraino, sedendosi ieri al tavolo dei colloqui per il cessate il fuoco organizzati a Parigi da Emmanuel Macron, non è riuscito a trattenere la stupita ammirazione per gli stucchi dorati in stile rococò della dimora presidenziale francese. E nonostante sia un edificio storico, edificato dal celebre architetto Armand-Claude Mollet per la favorita di Luigi XV, la potentissima Madame de Pompadour. «Somiglia al golf club del presidente Donald Trump. Anche lì è tutto oro» ha detto puntando il dito verso il soffitto, mentre i colleghi della delegazione francese ridacchiavano imbarazzati.

Poi, forse ignaro del fatto che proprio a un palazzo francese perfino più ricco – la reggia di Versailles – s’ispira il salone delle feste dell’esclusivo club in Florida dove il presidente degli Stati Uniti ha posto la sua residenza per non pagare le tasse nella democratica New York, ha affermato: «Lo stile del club è favoloso. Trump se ne occupa personalmente. È come se fosse un architetto».In realtà la villa di Mar-a-Lago fu costruita dall’ereditiera e filantropa Marjorie Merriweather Post fra il 1924 e il 1927, quando era la donna più ricca d’America. A realizzare l’edificio fu l’architetto Marion Sims Wyeth appassionato d’Art Decò. Mentre Joseph Urban realizzò i ricchi interni e le decorazioni esterne. Il risultato fu la residenza non reale più costosa costruita fino ad allora: per realizzarla ci vollero 7 milioni di dollari, equivalenti a 127 milioni di ora. The Donald, l’acquistò nel 1980, all’apice della sua fama d’imprenditore: per convertirne poi gli spazi in club privato nel 1994. Mantenendo quasi inalterati decorazioni e stile.

È però vero che gli ori rococò lo attraggono da sempre. Apoteosi di kitsch era anche la sua casa di New York sulla quinta strada. E proprio come ha affermato Witkoff – d’altronde vecchio amico di Trump e immobiliarista a sua volta – fra un decreto e l’altro sta effettivamente trovando il tempo pure di riarredare la Casa Bianca: con gran profusione di ori perfino nel solitamente austero Studio Ovale. Tanto che già da prima della recente - e un tantino provinciale – comparazione col palazzo francese, i giornali americani hanno già insignito The Donald del nuovo, pomposo titolo di Decorator-in-Chief.

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