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Argentina, un popolo piange il suo sacerdote: “Francesco era il Cristo dei poveri”

(reuters)

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A Buenos Aires le lacrime degli amici di infanzia di Bergoglio: “Da qui partì il suo viaggio”. L’intera nazione è in preghiera
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BUENOS AIRES – Sono le 10 del mattino, le strade sono trafficate. Buenos Aires e gli argentini si sono svegliati da poche ore con una notizia terribile: è morto il “loro” Papa. Dai finestrini abbassati delle automobili si sentono programmi radiofonici che riportano la notizia e nei panifici o fra i tavolini dei bar, l’argomento è solo uno, la morte del primo Papa latinoamericano. Davanti alle scale della Basilica di San José di Flores, uno dei quartieri più popolari della capitale argentina, ci sono già decine di giornalisti che intervistano i fedeli: è la parrocchia dove Papa Francesco ha passato l’infanzia e in cui ha deciso che sarebbe diventato sacerdote.

Nella chiesa c’è un continuo viavai di persone, fra le panche sono già radunati un centinaio di fedeli, quando il Monsignor Aloisio sale sul pulpito e inizia a celebrare la prima delle numerose messe per la morte del Papa. «È stato un vero uomo di Dio – dice il sacerdote – Il suo papato è stato un regalo incredibile per la no…

BUENOS AIRES – Sono le 10 del mattino, le strade sono trafficate. Buenos Aires e gli argentini si sono svegliati da poche ore con una notizia terribile: è morto il “loro” Papa. Dai finestrini abbassati delle automobili si sentono programmi radiofonici che riportano la notizia e nei panifici o fra i tavolini dei bar, l’argomento è solo uno, la morte del primo Papa latinoamericano. Davanti alle scale della Basilica di San José di Flores, uno dei quartieri più popolari della capitale argentina, ci sono già decine di giornalisti che intervistano i fedeli: è la parrocchia dove Papa Francesco ha passato l’infanzia e in cui ha deciso che sarebbe diventato sacerdote.

Nella chiesa c’è un continuo viavai di persone, fra le panche sono già radunati un centinaio di fedeli, quando il Monsignor Aloisio sale sul pulpito e inizia a celebrare la prima delle numerose messe per la morte del Papa. «È stato un vero uomo di Dio – dice il sacerdote – Il suo papato è stato un regalo incredibile per la nostra parrocchia e per tutti noi argentini. Sono onorato di poter ricordare oggi Papa Francesco, trovandomi proprio nella chiesa in cui, da adolescente, ha deciso di iniziare il suo sacerdozio».

(afp)

Ad accompagnare la messa è un canto particolare, che risuona fra le imponenti pareti della Basilica di San José de Flores: “Il Cristo de los Villeros”. Un canto che omaggia un Cristo “senza denaro”, che “si sporca le mani e vive tra i poveri”, una canzone scelta appositamente come dedica a Papa Francesco. Mentre risuonano le ultime note del canto, sono in molti a piangere dentro alla chiesa. Tra loro c’è Flora, 24 anni, che dice: «Per me è come se fosse morto un familiare». Vicino a lei c’è Ana Maria, 80 anni, che aggiunge: «Frequento questa chiesa da tutta la vita. Ricordo Papa Francesco, quando era solo un sacerdote che faceva lezione ai più piccoli. Non scorderò mai l’emozione di quando è stato nominato Papa: mi ha chiamato mio figlio e non potevo credere che quel ragazzo, cresciuto nella mia stessa chiesa, fosse arrivato fino a lì».
Da quando è arrivata la notizia, le messe si celebrano in tantissime chiese della capitale, ma soprattutto in tre punti nevralgici: nella Basilica di Flores, nella Cattedrale Metropolitana di Buenos Aires a Plaza de Mayo e nelle chiese delle “villas”, i luoghi più poveri della città, dove Bergoglio ha prestato servizio per tanti anni al fianco dei più deboli. Mentre i fedeli si dirigono in chiesa, espressioni di cordoglio arrivano da tutti i presidenti latinoamericani. Il governo Milei ha dichiarato ben 7 giorni di lutto nazionale durante i quali le bandiere saranno a mezz’asta e verranno annullate eventi, festival e partite.

A piangere il Papa c’è anche il presidente Javier Milei che in passato si è scontrato con Bergoglio, arrivando a definirlo un «imbecille» o uno «zurdo», un modo dispregiativo per definire una persona di sinistra. Milei, che durante la campagna presidenziale aveva descritto Bergoglio come «il diavolo in terra», ha annunciato che viaggerà a Roma per assistere ai funerali del Papa.
Nella Basilica di Flores, Papa Francesco è ricordato ovunque. Sull’altare si trova una sua grande foto, così come all’ingresso della chiesa e vicino a diversi altarini, davanti a cui pregano i fedeli. Sulla sinistra, appena si varca l’ingresso, si trova il famoso confessionale in cui Bergoglio, nel pomeriggio del 21 settembre del 1953, ha deciso di diventare sacerdote. A ricordarlo ci sono varie targhe e una lampada che viene lasciata sempre accesa per illuminare costantemente il luogo in cui Bergoglio ha sentito “la chiamata di Dio”.

Ormai fra chi frequenta la Basilica sono rimasti pochi compagni di gioventù del Papa, come Arminda Aragón, che faceva parte con un giovanissimo Bergoglio del gruppo di Azione Cattolica della Basilica di Flores: «Viveva a due passi da casa mia e fin da giovanissimo aveva una vocazione unica - ricorda oggi - Noi ci sentiamo spesso dimenticati, qui alla “fine del mondo”, e aver avuto un Papa argentino è stata un’emozione unica per noi. Poi, pensare che a raggiungere questo traguardo storico sia stato proprio quel ragazzo con cui sono cresciuta, è qualcosa a cui ancora non riesco a credere».

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