✕

Giusi Nicolini ricorda papa Francesco: “A Lampedusa un segno della sua forza”

Ascolta l'audio

Era sindaca quando l’8 luglio del 2013 il pontefice scelse proprio l’isola per il suo primo viaggio fuori dal Vaticano
1 minuti di lettura

PALERMO – Non ha mai dimenticato le parole di denuncia di papa Francesco pronunciate dal campo sportivo di Lampedusa. Era l’8 luglio del 2013, la prima visita del pontefice fuori dal Vaticano. Giusi Nicolini era sindaca della più grande isola delle Pelagie e quell’omelia, a tre mesi dalla strage più grande del Mediterraneo - il 3 ottobre di quell’anno con 368 migranti morti - se l’è portata sempre dentro.

Nicolini, qual è il suo ricordo di quel giorno?

«Sono andata ad accoglierlo all’aeroporto e gli ho detto “grazie”. Mi ha detto: “Questo mare è un cimitero, non potevo ignorarlo”. Mi è apparso subito uno di noi».

Cosa ha fatto il Papa a Lampedusa?

«Ha incontrato diversi rifugiati, li ha abbracciati uno per uno».

La visita l’ha fatta sentire meno sola?

«Mi ha dato grande coraggio in un momento in cui si parlava soltanto del numero degli sbarchi, ma mai dei morti in mare. Il mondo li ignorava, e così anche la politica…

PALERMO – Non ha mai dimenticato le parole di denuncia di papa Francesco pronunciate dal campo sportivo di Lampedusa. Era l’8 luglio del 2013, la prima visita del pontefice fuori dal Vaticano. Giusi Nicolini era sindaca della più grande isola delle Pelagie e quell’omelia, a tre mesi dalla strage più grande del Mediterraneo - il 3 ottobre di quell’anno con 368 migranti morti - se l’è portata sempre dentro.

Nicolini, qual è il suo ricordo di quel giorno?

«Sono andata ad accoglierlo all’aeroporto e gli ho detto “grazie”. Mi ha detto: “Questo mare è un cimitero, non potevo ignorarlo”. Mi è apparso subito uno di noi».

Cosa ha fatto il Papa a Lampedusa?

«Ha incontrato diversi rifugiati, li ha abbracciati uno per uno».

La visita l’ha fatta sentire meno sola?

«Mi ha dato grande coraggio in un momento in cui si parlava soltanto del numero degli sbarchi, ma mai dei morti in mare. Il mondo li ignorava, e così anche la politica. Il pontefice l’ha urlato a tutti. Ma a dispetto di quell’appello la politica continua a essere indifferente».

Cosa intende?

«I morti in mare si continuano a contare e le politiche sui migranti sono sempre più stringenti. Non è cambiato nulla né a livello nazionale, né a livello europeo. Al contrario, però, le parole del Papa sono servite a sensibilizzare l’opinione pubblica».


Perché?

«Perché il suo è stato un viaggio rivoluzionario, un atto d’accusa contro l’anestesia del cuore. Quella pronunciata a Lampedusa resta una delle sue omelie più belle».


Cosa l’ha colpita, in particolar modo?

«Papa Francesco ha raccontato a tutti il vero volto di Lampedusa. “Siete così piccoli, ma fate qualcosa di davvero grande”, ci ha detto. E noi ci siamo sentiti meno soli».

Leggi i commenti