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I capi di Stato uniti per un giorno. Ecco chi volerà a Roma per il funerale del papa

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Macron, Zelensky, Lula confermano la partecipazione sabato alle esequie. La gaffe di Trump nel messaggio social. Il cordoglio delle cancellerie
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NEW YORK – Macron ha confermato la sua presenza sabato ai funerali di papa Francesco, così come Zelensky, il presidente brasiliano Lula, il primo ministro inglese Starmer, i reali spagnoli. Presenzieranno anche i rappresentanti europei Ursula von der Leyen, António Costa e Roberta Metsola. Presente anche Donald Trump, che in un messaggio su Truth ha annunciato l’arrivo con la first lady Melania incorrendo in una nuova gaffe – dopo quella del coniglio – utilizzando l’espressione, solitamente attribuita a eventi più festosi, “we look forward to being there", non vediamo l’ora di esserci.

Ieri la morte di Papa Francesco almeno per un giorno ha unito nel cordoglio il mondo sempre più diviso. Leader globali dalle visioni opposte hanno infatti lodato unanimi il pontefice che per indici di gradimento, d’altronde, li sovrastava tutti, amato da un miliardo e quattrocento milioni di fedeli. «Messaggero di speranza, umiltà e umanità», lo ha definito il Segretario generale dell’Onu Antonio Guterr…

NEW YORK – Macron ha confermato la sua presenza sabato ai funerali di papa Francesco, così come Zelensky, il presidente brasiliano Lula, il primo ministro inglese Starmer, i reali spagnoli. Presenzieranno anche i rappresentanti europei Ursula von der Leyen, António Costa e Roberta Metsola. Presente anche Donald Trump, che in un messaggio su Truth ha annunciato l’arrivo con la first lady Melania incorrendo in una nuova gaffe – dopo quella del coniglio – utilizzando l’espressione, solitamente attribuita a eventi più festosi, “we look forward to being there", non vediamo l’ora di esserci.

Ieri la morte di Papa Francesco almeno per un giorno ha unito nel cordoglio il mondo sempre più diviso. Leader globali dalle visioni opposte hanno infatti lodato unanimi il pontefice che per indici di gradimento, d’altronde, li sovrastava tutti, amato da un miliardo e quattrocento milioni di fedeli. «Messaggero di speranza, umiltà e umanità», lo ha definito il Segretario generale dell’Onu Antonio Guterres. «Riposa in pace Papa Francesco. Dio lo benedica insieme a tutti coloro che lo hanno amato», ha scritto Donald Trump. Dimenticando, almeno oggi, la faida col Pontefice che lo aveva accusato di «violare la dignità dei migranti» con le deportazioni. Rimprovero cui il presidente Usa aveva riposto insinuando che pure il Papa era “woke”. E, dopo alcune ore di incertezza, Trump ha annunciato sul suo social Truth: «Io e Melania andremo al funerale di papa Francesco a Roma». Solo la deputata complottista della Georgia Marjorie Taylor Green dà voce ai sentimenti dei cattolici più conservatori: «Oggi c’è un cambio cruciale nella leadership globale: il demonio sconfitto dalla mano di Dio».

Joe Biden, secondo presidente cattolico americano dopo Jfk, ha onorato Francesco: «Diverso da ogni suo predecessore, sarà rammentato come il più importante leader dei nostri tempi e averlo conosciuto mi ha reso migliore». Più articolato il ricordo degli Obama: «Michelle e io siamo in lutto con tutti coloro – cattolici e non – che hanno tratto forza e ispirazione dal suo esempio. La sua umiltà e i suoi gesti semplici e profondi ci hanno scossi dal nostro compiacimento, ricordandoci i nostri obblighi morali».

Nell’Argentina di Bergoglio, il populista e conservatore Milei ha dichiarato 7 giorni di lutto: «Provo profondo dolore per la sua morte» ha detto, elogiandone «gentilezza e saggezza» nonostante certe «piccole divergenze». Milei è il primo dei leader mondiali a dirsi pronto a partire per Roma. Il presidente brasiliano Lula, progressista, ha voluto invece ricordare l’impegno per «il clima condotto con coraggio ed empatia». Il venezuelano Maduro lo ha commemorato quale «leader spirituale» nella lotta alle disuguaglianze.

(afp)

Dall’altro lato dell’Oceano, Putin ne ha voluto sottolineare «l’atteggiamento estremamente positivo nei confronti della Russia». Spendendosi in un’interpretazione mistica: «Per noi ortodossi la chiamata a sé del Signore durante la Pasqua significa che quella persona non ha vissuto invano ma ha fatto molto bene». Più formale il messaggio dell’ucraino Zelensky, memore forse di quell’invito «ad alzare bandiera bianca e negoziare» arrivato dal Vaticano un anno fa: «Sapeva dare speranza, alleviare le sofferenze attraverso la preghiera e promuovere l’unità. Ha pregato per la pace in Ucraina e per gli ucraini. Piangiamo insieme ai cattolici e a tutti i cristiani che hanno cercato sostegno spirituale in lui».

Elogi sono arrivati anche dalla dilaniata Terra Santa: «Uomo di profonda fede e compassione», lo ha descritto il presidente israeliano Herzog. «Amico leale» lo ha chiamato invece il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas. Con le condoglianze «a tutti i cristiani del mondo» espresse pure dal governo iraniano e da Hamas. Mentre i social dei familiari degli ostaggi ancora prigionieri a Gaza si sono riempiti di foto degli incontri con lui. Il papa era un «instancabile difensore degli ultimi» anche per molti leader africani: il nigeriano Tinubu, il kenyota Ruto, il sudafricano Ramaphosa.

(reuters)

A piangerlo, poi, è l’Europa intera: «Ha ispirato milioni di persone ben oltre la chiesa cattolica», lo ha salutato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. «Sempre al fianco dei più vulnerabili», per il francese Macron. «Instancabile nei suo sforzi per un mondo più giusto», per il britannico Starmer. Mentre Re Carlo III si è detto «profondamente rattristato» per la morte di «colui che ha servito il mondo con dedizione per tutta la vita».

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