LONDRA – Prima del vero conclave, quello dei cardinali riuniti per eleggere il nuovo pontefice, sabato a Roma ci sarà un “conclave della politica”: quello dei grandi della Terra, nella Città Santa per il funerale di papa Francesco. La maggior parte dei leader mondiali parteciperanno alle esequie solenni in Vaticano, in segno di rispetto per il capo di una Chiesa che, come hanno detto molti di loro nei messaggi di cordoglio, ha saputo unire la comunità internazionale anche al di fuori dei cattolici, trasmettendo a tutte le fedi, e a chi non crede, il suo messaggio in difesa dei poveri e degli oppressi. Saranno così tanti, i leader del mondo, che si fa prima a dire chi mancherà.
Non ci sarà Vladimir Putin, nonostante abbia espresso apprezzamento per Bergoglio nel messaggio sulla scomparsa del papa, e il motivo è presto detto: rischierebbe di venire arrestato, a causa del mandato di cattura per i crimini di guerra commessi dalle sue truppe Ucraina, emesso dalla Corte Penale Internaz…
LONDRA – Prima del vero conclave, quello dei cardinali riuniti per eleggere il nuovo pontefice, sabato a Roma ci sarà un “conclave della politica”: quello dei grandi della Terra, nella Città Santa per il funerale di papa Francesco. La maggior parte dei leader mondiali parteciperanno alle esequie solenni in Vaticano, in segno di rispetto per il capo di una Chiesa che, come hanno detto molti di loro nei messaggi di cordoglio, ha saputo unire la comunità internazionale anche al di fuori dei cattolici, trasmettendo a tutte le fedi, e a chi non crede, il suo messaggio in difesa dei poveri e degli oppressi. Saranno così tanti, i leader del mondo, che si fa prima a dire chi mancherà.
Non ci sarà Vladimir Putin, nonostante abbia espresso apprezzamento per Bergoglio nel messaggio sulla scomparsa del papa, e il motivo è presto detto: rischierebbe di venire arrestato, a causa del mandato di cattura per i crimini di guerra commessi dalle sue truppe Ucraina, emesso dalla Corte Penale Internazionale, un tribunale riconosciuto dall’Italia, che sarebbe tenuta a adempierne gli atti. E non ci sarà il premier israeliano Benjamin Netanyahu, il cui ministero degli Esteri, con un provvedimento assai criticato, ieri ha fatto cancellare a tutte le sedi diplomatiche dello Stato ebraico all’estero un post di condoglianze per Francesco. Incerta anche la presenza del presidente cinese Xi Jingping: il Vaticano ha avuto rapporti tesi con Pechino. E non ci sarà il leader spagnolo Pedro Sánchez, sostituito dalle due vicepremier.
Ci saranno invece praticamente tutti gli altri. Tantissimi, come confermava ieri il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: «Sono in arrivo 170 delegazioni straniere». In prima fila, si presume, Donald Trump, che lo ha annunciato sui social: «Io e Melania saremo ai funerali». A dire il vero, il modo in cui lo ha fatto sapere suscita qualche ironia: un sito di satira politica britannico, “A normal island”, sottolinea l’uso da parte del presidente americano dell’espressione “we look forward to” (non vediamo l’ora di andarci, pregustiamo il momento), che va bene per un invito a cena, un compleanno, un matrimonio, ma è completamente inappropriata per un funerale.
Ma non è uno dei suoi sgarbi voluti: semplicemente, quando comunica a briglia sciolta, senza testo preparato dagli speechwriter, Trump non si sa esprimere. Ci sarà il presidente argentino Javier Milei: non andava tanto d’accordo con Bergoglio, ma il Papa era pur sempre un argentino e Milei ci tiene ad esserci. Ci sarà il presidente brasiliano Lula, uno dei leader del Sud Globale e della sinistra latino-americana (Lula era anche al funerale di papa Woytila nel 2005). In campo europeo ci sarà il presidente francese Emmanuel Macron, capo di uno dei grandi Paesi cattolici del continente. Ci sarà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nonostante a Kiev molti rimproverassero a Francesco il suo giudizio sui motivi della guerra.
In rappresentanza del Regno Unito ci sarà il principe William, l’erede al trono: l’assenza di re Carlo, capo della Chiesa anglicana, è più che giustificata, non solo perché è stato il penultimo leader (prima del vicepresidente americano Vance) a incontrare il Papa, a inizio aprile in Vaticano, ma anche perché pure il sovrano è alle prese con una malattia, il cancro per il quale è in cura da poco più di un anno. Ricevendo al castello di Windsor il premier neozelandese, ieri il re ha indossato una cravatta nera in segno di lutto. Insieme a William, al funerale del Papa ci sarà il primo ministro britannico Keir Starmer. Tra i reali europei saranno presenti alle esequie anche re Felipe di Spagna con la regina Letizia e re Filippo del Belgio con la regina Matilde. E ci saranno fra gli altri Ursula von der Leyen, la presidente della Commissione europea; il presidente tedesco Steinmeier insieme al cancelliere uscente Olaf Scholz; il presidente polacco Duda; oltre naturalmente al presidente italiano Sergio Mattarella e alla premier Giorgia Meloni. E da qui a sabato la lista del “conclave della politica” potrebbe ancora allungarsi.