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Ucraina, salta il vertice di Londra. Kiev spalle al muro davanti alla proposta in 7 punti di Trump

(afp)

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Declassato il summit di oggi dopo le defezioni americane di Rubio e Witkoff. Vance: “Accordo o ce ne andiamo”. E la proposta di pace americana in sette punti, che in queste ore presenterà il generale Kellogg, per alcuni è scandalosa: ecco perché
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LONDRA - Potrebbe essere l’ultima offerta di Donald Trump per “sistemare" la guerra in Ucraina. Lo ha detto la settimana scorsa il segretario di Stato americano Marco Rubio, lo ha ripetuto stamattina il vicepresidente JD Vance, durante la sua visita in India: "Abbiamo presentato una richiesta molto esplicita sia ai russi che agli ucraini, e ora tocca a loro dire sì o gli Stati Uniti lasceranno questo processo. Ci siamo impegnati in una straordinaria quantità di diplomazia, di lavoro sul campo, abbiamo davvero cercato di capire le cose sia dal punto di vista degli ucraini che dei russi. E credo che abbiamo messo insieme una proposta molto equa. Vedremo se gli europei, i russi e gli ucraini riusciranno a raggiungere il traguardo. Anche in questo caso, mi sento abbastanza ottimista”.

Ma la proposta degli Stati Uniti è un boccone amarissimo per Kiev. Per molti inaccettabile e scandaloso, inclusi diversi Paesi alleati. Nell’amministrazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky c’è …

LONDRA - Potrebbe essere l’ultima offerta di Donald Trump per “sistemare" la guerra in Ucraina. Lo ha detto la settimana scorsa il segretario di Stato americano Marco Rubio, lo ha ripetuto stamattina il vicepresidente JD Vance, durante la sua visita in India: "Abbiamo presentato una richiesta molto esplicita sia ai russi che agli ucraini, e ora tocca a loro dire sì o gli Stati Uniti lasceranno questo processo. Ci siamo impegnati in una straordinaria quantità di diplomazia, di lavoro sul campo, abbiamo davvero cercato di capire le cose sia dal punto di vista degli ucraini che dei russi. E credo che abbiamo messo insieme una proposta molto equa. Vedremo se gli europei, i russi e gli ucraini riusciranno a raggiungere il traguardo. Anche in questo caso, mi sento abbastanza ottimista”.

Ma la proposta degli Stati Uniti è un boccone amarissimo per Kiev. Per molti inaccettabile e scandaloso, inclusi diversi Paesi alleati. Nell’amministrazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky c’è chi preme per non cedere a quella che potrebbe essere una clamorosa resa dell’Ucraina. Anche per questo, ieri Rubio e Steve Witkoff, il tycoon edile inviato di Trump, hanno disertato il vertice di oggi di Londra, per lanciare un messaggio chiaro a Kiev e metterla all’angolo. Mandato all’aria il summit che il governo britannico aveva preparato con grande cura e aspettative, dopo quello di Parigi una settimana prima.

Witkoff è in partenza proprio per Mosca per il suo quarto incontro con Vladimir Putin. Che nelle ultime ore ha concesso due apparenti aperture: la disponibilità di sedersi al tavolo con gli emissari di Zelensky (senza la preventiva rimozione di quest’ultimo) e la possibilità di congelare le zone di occupazione attuali, senza dunque richiedere l’interezza delle quattro province contese (Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia). Mentre a Londra il vertice è stato depauperato dei suoi protagonisti e lasciato soltanto a sherpa e tecnici (anche il padrone di casa e ministro degli Esteri britannico David Lammy ha preferito non partecipare). Almeno, nella capitale britannica è rimasto il generale Keith Kellogg, a illustrare la proposta americana per il cessate il fuoco in Ucraina. Che si compone di sette, controversi punti.

I sette punti della proposta di pace americana

La Crimea a Mosca

Il primo punto del piano Trump è il riconoscimento ufficiale della Crimea come russa, dopo che Mosca l’ha occupata militarmente nel 2014 per poi inscenare un referendum non approvato dalla comunità internazionale. È la prima spina di questa sanguinosa corona politica portata dagli americani in Europa per neutralizzare la guerra della Russia in Ucraina. Si tratterebbe di un affronto clamoroso nei confronti delle leggi internazionali. Ma sarebbe anche un problema costituzionale (oltre che territoriale) dell’Ucraina: che non ammette cessioni simili di territorio proprio, a meno che non ci sia un referendum, al momento impossibile a causa della legge marziale in auge.

Riconoscimento de facto degli altri territori occupati dai russi

Per un cessate il fuoco immediato cui parteciperebbe anche la Russia, per gli americani è fondamentale anche un riconoscimento de facto dei territori attualmente occupati dai russi, circa il 20 per cento del territorio ucraino nell’est del Paese e lungo il Mar Nero. A differenza del caso Crimea, gli americani non chiedono un riconoscimento internazionale anche agli alleati, ma da parte loro considereranno quelle aree come russe. Intorno, sono probabili zone demilitarizzate intorno alle attuali linee di demarcazione. Anche se gli Usa non prevedono al momento alcun ruolo di “peacekeeping” (o di rassicurazione) per la cosiddetta Coalizione dei Volenterosi guidata da Regno Unito e Francia.


Niente Nato per Kiev

Secondo il piano Usa, l'ingresso dell'Ucraina nella Nato è assolutamente escluso. Una posizione che aprirà un’altra crepa con i britannici, che invece considerano l’arrivo di Kiev nell’Alleanza Atlantica come inevitabile a lungo termine e lo stesso Starmer ha giudicato il processo “irreversibile” qualche mese fa. Nessun veto, invece, sull’eventuale membership di Kiev nell’Unione Europea.


Anche la Russia deve cedere territori

Una nelle poche concessioni richieste a Mosca che emergono dal piano che mostrerà oggi Kellogg, come nota il Telegraph, è il ritiro della Russia da alcune delle zone occupate, come quelle intorno a Kherson, ridando così accesso agli ucraini al fiume Dnipro.


Il destino di Zaporizhzhia

Secondo la roadmap americana, la centrale nucleare circondata dai soldati russi dovrà essere abbandonata da Mosca e dovrebbe finire direttamente sotto il controllo americano. Un’altra proposta che sinora l’Ucraina ha considerato irricevibile.


L’accordo sui minerali

In questo contesto, Washington considera indispensabile un accordo su terre rare e minerali con l’Ucraina, considerato da molti esperti decisamente sfavorevole a Kiev. Sinora Zelensky è stato riluttante a cedere su questo punto, ma potrebbe farlo presto.


Stop a sanzioni contro la Russia

Gli Stati Uniti sono intenzionati a ridurre drasticamente le sanzioni nei confronti di Mosca, qualora Putin accettasse un accordo. Non solo: nel piano che presenterà oggi Kellogg, Washington insegue anche una cooperazione molto stretta con la Russia sull’energia.

Secondo queste bozze circolate tra i diplomatici, si tratta di un accordo pesantissimo per Kiev. E, almeno per ora, non c’è traccia del cosiddetto backstop, ossia il deterrente militare e nucleare americano post guerra che Starmer e Macron hanno richiesto insistentemente a Trump affinché la Russia non attacchi mai più in Ucraina. Una rassicurazione che sarebbe cruciale per la presenza dei militari dei Volenterosi guidati da Londra e Parigi, e che in cambio farebbe ingoiare a britannici e francesi, e dunque pure agli ucraini, persino la cessione ufficiale della Crimea alla Russia, la riduzione delle sanzioni (ma gli europei su questo possono fare leva anche grazie agli asset congelati russi) e il niet sull’ingresso di Kiev nella Nato. La sensazione è che invece, nonostante tutti gli sforzi recenti, oggi a Londra gli europei - ossia britannici, francesi e tedeschi, Italia assente - e gli ucraini siano stati ancora una volta, e in maniera brutale, tagliati fuori da Donald Trump.

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